A TUTTO BASKET CON FABRIZIO TUNNO: “L’ESEMPIO DA SEGUIRE? LA PLANET 2015”

Un tuffo tra attualità e passato. I ricordi al fianco dei Coach Perrotta, De Sisti, Tripodi e Benedetto, le fantastiche giocate del gruppo ’92,’93 che volò altissimo ad un passo dalla Serie A2.

Sappiamo che a casa Tunno c’è un archivio dei ricordi pazzesco.
Stai utilizzando questo tempo di stop forzato per riguardare gli accadimenti del tuo basket?

In effetti l’archivio è abbastanza ricco e non ti nascondo che ne ho approfittato per guardare qualche video degli anni passati e magari per condividerli con le persone che ne sono stati i protagonisti (giocatori, dirigenti, tifosi…ect).

Moretti, De Sisti, Tripodi, Benedetto, a chi hai “rubato” più segreti?

E’ doveroso ricordare anche Stefano Perrotta, con il quale ho iniziato a fare l’assistente nel campionato di Serie C1 stagione 1999-00 e Aldo Mercante che subentro a Stefano nel girone di ritorno.

Per quanto riguarda Tripodi, De Sisti, Moretti Benedetto, sono 4 personaggi che hanno sicuramente influito nella mia formazione da allenatore, ognuno a modo loro.

Gianni Tripodì mi ha indirizzato al percorso di formazione da allenatore stimolandomi e spingendomi a partecipare ai vari corsi nazionali, probabilmente se non ci fosse stato lui non lo avrei fatto.

Mario De Sisti era un fiume in piena, uno spettacolo vederlo lavorare, mi trasmetteva continuamente nozioni ed io ero una spugna; quando capitava di pranzare insieme, ricordo che utilizzava i fazzolettini di carta per trasmettermi i suoi concetti.

Paolo Moretti, invece, non mi “perdonava” nulla e io spesso la prendevo male; con il tempo chiaramente ho compreso e apprezzato il suo atteggiamento che mi spingeva ad alzare il mio livello di professionalità.

Giovanni Benedetto è stato l’allenatore che mi ha dato più spazio da assistente e mi ha scaraventato nel campo con decisione e fiducia. Ho passato 2 anni importanti e divertenti con lui e con il tempo è diventato uno dei miei migliori amici anche fuori dal basket.

A tutti e 6 sono molto riconoscente e li ringrazio di cuore.

Riflessioni sul vincolo sportivo, sui parametri. Basket, cambiamenti, voglia di riforme. Da dove dovrebbe ripartire a tuo avviso, questo sport?

 

I parametri esistono da almeno 15 anni, il tempo per comprendere il meccanismo e per ottimizzarlo facendo settore giovanile le società lo hanno avuto ma probabilmente non lo hanno sfruttato e ora forse è troppo tardi.

Il vincolo sportivo e i parametri sono stati utilizzati male perché molte società forti hanno pensato di accaparrarsi più giocatori possibile senza fargli fare un adeguato percorso di formazione e le società più deboli sono state attratte dagli “spiccioli” derivanti dalla vendita dei diritti di un proprio atleta senza reinvestire nel settore.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che a livello nazionale le società hanno pensato di sminuire sempre più la figura dell’Allenatore e degli istruttori giovanili qualificati.

Si dovrà ripartire sicuramente con un forte sostegno della FIP, quindi abbattimento delle spese federali, incentivi per le società che contribuiscono all’aumento del numero dei partecipanti a questo sport, corsi di formazione obbligatori e gratuiti per gli allenatori e per i dirigenti.

Tanti anni fa, Catanzaro Lido, Piazza Brindisi, gara tra la compagine locale e la Viola ed una foto del team con tanto di pulmino dietro della Standa Viola dell’epoca. Tutto vero? Cosa porti con te di quella gara?

 

Tutto vero ed è un ricordo che mi fa commuovere; era il mese di maggio del 1989, se non ricordo male un sabato pomeriggio in concomitanza con la festa di Santa Rita molto sentita nel quartiere marinaro. Si trattava della finale regionale categoria ragazzi, sfida impari tra la Standa Viola Reggio Calabria di Coach Tripodi con i vari Rato, Iacopino, Creaco e la New Basket Lido.

Piazza Brindisi è stata per molti anni l’appuntamento giornaliero, indipendentemente dalle condizioni climatiche, di quel gruppo di ragazzi, il nostro Coach era Francesco Ciambrone e Patrizia Miriello ci seguiva in tutto il resto. Quel gruppo composto dai 1975 e 1976 sicuramente fu da traino per tutto il movimento cestistico catanzarese e diede inizio all’ascesa della Pallacanestro a Catanzaro Lido.

 

In tanti, forse un pò troppi soffrono di memoria corta.
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una foto della Sfy Catanzaro che arrivò ad un passo dalla serie A2 nella serie con Pescara schierando una batteria infinita di talenti fatti in casa come Scuderi, Ippolito, Zofrea, Carpanzano, Battaglia, Morici ecc. con Fall, Sereni e Naso sotto canestro, i primi due calabresi acquisiti ed il secondo di Vibo. In sintesi, se si lavora con costanza, si può creare una squadra di giovani calabresi tutti nella stessa squadra, magari rispettando le regole dei parametri ed abbattendo i costi?

 

Penso che quella squadra della stagione 2014-15 è la dimostrazione tangibile che con il lavoro, la programmazione e soprattutto la pazienza “sportiva” si possono costruire cose importanti anche nella nostra regione. Ma dietro quella grande squadra “catanzarese” c’erano anni di lavoro di un gruppo dirigenti e un gruppo allenatori coeso e competente e soprattutto con un obiettivo condiviso. Quando rivedo giocare quella squadra mi chiedo sempre se sto sognando…

Un’emozione unica!

Da conoscitore di questo sport, chi sono, a tuo avviso, i più forti tiratori del basket nostrano dalla B in giù?

Oltre ai tiratori di “mestiere” inserisco anche 2 grandi giocatori che facevano spesso canestro da 3 punti, Albertinazzi e Cattani. Come tiratori purosangue, tra tutti quelli allenati, direi Luca Doati, Davide Naso, Andrea Pellicanò, Leo Ricci, Giovanni Sabbia, Hernan Trentini; aggiungo Antonio Pulinas che ha abbandonato troppo presto la pallacanestro e Pasquale Battaglia che è diventato molto bravo in questi ultimi anni su questo fondamentale.

Dei giocatori calabresi del passato non posso non citare i reggini Gianni Speranza, Angelo Labate, Roberto Zumbo e il nostro Catanzarese Maurizio Zamboni.


Si può dare di più che cantavano Tozzi, Ruggeri e Morandi?

In realtà siamo ai minimi storici, dieci anni fa la serie C2 era a 15 squadre e la serie D a 8 squadre, in serie C1 esprimevamo almeno 4 squadre, più Catanzaro stabilmente in Serie B e Reggio Calabria in serie A. I numeri di quest’anno li conoscete tutti, serie D a 8 squadre, serie C Silver a 7 squadre e Catanzaro in serie C Gold, praticamente una catastrofe.

Tra i ricordi del tuo basket a Catanzaro ci sono attimi indimenticabili. Se dovessi scegliere i cinque momenti più importanti quali metteresti in luce?

Senza dubbio la promozione dalla serie C2 alla serie C1 con la Medical Sport Center Catanzaro Lido del Giugno 1999 con la finale vinta a Vibo Valentia nel mio ultimo anno da umile giocatore;

la promozione in serie B del 2003 con Tripodi allenatore; poi la serie B1 sfiorata con gara 5 persa a Molfetta 52-50 dell’Abramo Catanzaro nella stagione 2007-08 da me allenata; la partecipazione alla coppa Italia a Rimini del 2014 e il campionato di Serie B della stagione 2014-15 con una squadra quasi totalmente composta da ragazzi proveniente dal settore giovanile.

A questi ricordi di basket giocato non posso non citare un altro momento fondamentale per il basket catanzarese ossia la fusione societaria tra New Basket Lido e Virtus Catanzaro nell’estate del 2000.

Hai guidato la Serie D della Smaf e l’Under 18 d’Eccellenza direttamente, dirigendo tutto il settore giovanile giallo-rosso. Puoi tracciare un bilancio dell’attività stagionale?

Per me è stato un anno un pò particolare perché ho dovuto affrontare più di qualche problemino fisico che non mi ha permesso di svolgere al meglio il lavoro sul campo.

Nonostante ciò ho visto notevoli progressi nei ragazzi del 2003 e 2004 (Spanò, i gemelli Corapi, Agosto, Riverso, e voglio citare anche Denis Shvets che è un 2002).

Con i ragazzi più grandi, invece, abbiamo avuto un cammino esaltante ed inaspettato alla vigilia nel campionato di Under 18 Eccellenza con 16 vittorie e solo 2 sconfitte; quasi sicuramente saremmo arrivati primi in classifica con la possibilità concreta di rivedere dopo tanti anni una società calabrese alle finali nazionali.

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