ANDREA PERRONE:”E’ IL MOMENTO GIUSTO DI VOLTARE PAGINA,PER IL BENE DEL BASKET”

Per tanti e tanti anni ha giocato campionati d’alta quota nel nostro basket.Oggi promuove con coraggio e voglia di fare il basket nella sua città Belvedere Marittimo. Gioca insieme al figlio Vincenzo ma, il progetto è di coinvolgere anche il suo secondogenito.Un tuffo nelle sue esperienze e nella voglia di riprendere le redini di un movimento, quello cestistico, ridotto ai minimi termini.

Almeno voi, che numericamente potete realizzare un contest cestistico casalingo, vi state allenando in simulazioni a canestro?

· In questo periodo sicuramente siamo messi a dura prova, lasciare il campo così improvvisamente è una sensazione strana, surreale. Si percepisce in maniera tangibile la mancanza di contatto, delle cose più semplici e che prima davamo per scontato.
In questo momento devo tenere a freno i miei figli, scalpitano come ogni ragazzo della loro età, facendo da sparring partner alle loro richieste di allenamento. Per quel poco che si riesce a fare, stiamo cercando in qualche modo di curare aspetti che nel quotidiano non sempre si riesce a fare. Stare dentro casa è dura, ma un “bravi” a questi nostri ragazzi va detto, non era facile, né scontato.

 

Hai vissuto quattro decadi cestistiche. Il movimento, visto da te, ha vissuto una decrescita costante?

· Si, sono passati davvero tanti anni, e vedere il movimento cestistico in questo determinato momento storico fa davvero male.
Mi guardo indietro e ricordo campionati con numerosissime squadre di livello. Serie D a 16 squadre, C1 e C2 anche a 15-16 squadre.
Ad esempio il campionato vinto con il Lamezia era addirittura a 19 squadre, quelli con il Castrovillari a 16 squadre.
Ma piano piano negli ultimi anni abbiamo assistito a una decrescita disarmante.
Vedere adesso composizioni dei campionati è davvero deprimente, sole 6-7 squadre in C silver e solo un paio competitive, 9 in serie D in tutta la Calabria, tutto questo fa capire e ci ricorda che il basket calabrese è in ginocchio.

Raccontaci la tua stagione con i colori del Belvedere ovviamente in epoca Pre-Covid 19.
Che stagione stavate vivendo?

· Le ultime stagioni le sto vivendo con la canotta del mio paese, l’ultima in particolare prima di essere fermati da un avversario invisibile era improntata sui giovani.
Dopo qualche sconfitta iniziale dove comunque ci siamo giocati le partite fino alla fine, siamo riusciti a centrare qualche vittoria che ci ha permesso di raggiungere una buona posizione di classifica. Se si tiene conto che stavamo affrontando il campionato con ragazzi del posto del 2002-2003-2004 all’esordio in un campionato senior, con partite comunque giocate a viso aperto dimostrando coraggio, grandi capacità e voglia di crescere, mi ritengo soddisfatto dei risultati ottenuti. Anche perché sono dell’idea che bisogna lanciare i giovani, che irrimediabilmente sbaglieranno, lavorare sui settori giovanili per costruire qualcosa di bello.

L’’allenatore che ha dato di più ad Andrea Perrone tecnicamente e moralmente?

· Domanda bella e allo stesso tempo difficile. In tutti gli anni trascorsi sul parquet ho sempre instaurato un ottimo rapporto con tutti gli allenatori incontrati. Difficile fare un solo nome, ti dico Danilo Chiarella, Sandro Luzzo, Riccardo Cantone, Isidoro Silella.

In questi giorni ed in queste ore si sta parlando tantissimo del vincolo sportivo.
I parametri hanno indebolito il movimento, senza ombra di dubbio. Che idea ti sei fatto dei possibili scenari di cambiamento?

· L’’attuale situazione di emergenza ha creato ansia e forse scoperchiato qualcosa a livello di costi per il basket. Negli anni i parametri hanno minato e indebolito tantissimo il movimento cestistico, se si pensa alle tante società medio/piccole che hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte a costi di gestione esorbitanti e insostenibili. Forse non tutto il male viene per nuocere, questa emergenza può cambiare le cose, è ora che i piani alti si rimbocchino le maniche per cercare soluzioni andando incontro a società e giocatori aiutandole in modo concreto. Per rimpolpare il movimento facendolo tornare magari ai fasti di un tempo. Non possiamo più assistere a ragazzini che abbandonano il proprio sport perché vincolati e non lasciati liberi di decidere del proprio futuro.

Riapriamo il cassetto dei ricordi? I cinque avversari più cruenti che non vorresti mai più affrontare?

· Il cassetto dei ricordi è inevitabilmente pieno. Ricordi belli, brutti, ricordi che comunque prendo volentieri. Ho affrontato un’infinità di avversari, alcuni sono stati davvero scontri cruenti, ma alla fine finiti sempre con un rispettoso abbraccio. Ti dico Nicola Ungaro, Beppe Natali, Rifatti, Gramajo, Landi.

Hai giocato un’infinità di campionati. La stagione più bella e significativa e la partita che non dimenticherai mai?

· La stagione più bella 1999-2000 la vittoria del campionato a Lamezia, chiuso con 34 vittorie e sole 2 sconfitte. La partita che non dimenticherò mai la serie finale play off contro Bernalda anno 2006.

Progetti per il futuro?

· Portare avanti il progetto che abbiamo iniziato con il Basket Belvedere, dal minibasket alle giovanili, cercando di renderlo più stabile e duraturo. Come giocatore dopo aver condiviso l’esperienza di giocare insieme a Vincenzo il primo dei due miei figli, c’è la richiesta di Paolo (anno 2005) l’altro figlio che vuole fare la stessa esperienza, giocare con il papà.

Basket di Calabria con una sola squadra in G Gold e nessuna squadra in A e B. Cosa ne pensi?

· Una sola squadra in serie C Gold, nessuna in A e B, campionati formati da 6/7 squadre, penso che siamo alle corde, che qualcosa si è sbagliato in questi anni. Bisognerebbe tornare a lavorare sui settori giovanili, credere di più sui ragazzi. Anni fa avevamo tanti stranieri, ma gli italiani erano di valore formavano l’ossatura delle squadre, i settori giovanili venivano curati, e parecchi ragazzi giocavano con le squadre senior. Ricordo annate con la Viola in serie A che dava lustro alla nostra regione, Cosenza in serie B, campionati di serie C1 che potevano contare su diverse compagini come Lamezia, Vibo, Reggio, Catanzaro, Palmi e Soverato. Bisogna ripartire con un progetto serio per riportare il basket di Calabria ai fasti di un tempo.

Scegli il tuo quintetto più forte della tua carriera tra i tuoi compagni di squadra.

· L’’ultima domanda non poteva essere più difficile. So di escluderne tanti, ma siccome devo darti un quintetto ti dico: Bianchini, Condello, Milone, Casamento, Susino.

Con l’augurio di ritrovarsi presto sui campi, un abbraccio.

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