AURELIO COPPOLINO: HO PECCATO!

Il ritorno ai microfoni di Aurelio Coppolino.

Per un breve lasso di tempo è stato l’Amministratore unico della Viola Reggio Calabria, società oggi liquidazione : Coppolino ha rivelato le sue impressioni sul momento nero-arancio, in ottica closing, glissando interamente sulle vicende passate in diretta radiofonica su Touring 104 con Simone Bellantone al microfono.

Novità? Poche, anche perché è attualmente in corso il closing (appare in via di definizione), ovvero il passaggio delle quote dall’attuale proprietà alla Mood Project, azienda legata al Consorzio Marin di Arcore, network che ha voglia di investire in riva allo stretto con un progetto a lungo termine.

Il Dottor Coppolino ha esordito nel suo intervento specificando che l’intervista all’emittente reggina è esclusiva ed unica e non avrà una replica se non in sinergia con Alessandro Menniti rappresentante della Mood Project.

Tanto silenzio fino ad un post divulgato a mezzo social dove si è accusato di aver sbagliato.Che fine aveva fatto Aurelio Coppolino?

“Ringrazio per l’intervista. Sono qui non per parlare del passato quanto del futuro della Viola.

Questo per un motivo semplice: non mi sento pentito di aver rilevato il titolo della Viola così come non rinnego nessun giorno d’impegno per la causa.

Specifico ai tifosi che il titolo che avevo acquistato dal signor Muscolino lo avevo acquisito per trasferirlo a Barcellona Pozzo di Gotto: Il trasferimento a Reggio è stato forzato dopo le note vicende societarie della piazza siciliana.

Coppolino dopo aver ringraziato tutte le aree di lavoro in nero-arancio afferma:”Credo non sia utile tornare su passaggi che sono già oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica. Tutti sanno cosa ho dichiarato in Conferenza Stampa il 30 di Ottobre, dunque è inutile ritornarci.

Il Dottor Coppolino ha parlato anche della diatriba, avvenuta a mezzo Radio & Social con Alessandro Menniti:”Dalla mia comunicazione social è intervenuta una cordialissima videochiamata con il Dottor Menniti che ringrazio per quanto ha fatto e quanto intende fare per la Viola.

Per il bene della società credo che bisogna concentrarci, in questa fase delicata e cruciale non tanto su quanto è accaduto ieri ma su quanto possa accadere oggi e domani.

Abbiamo concordato con il Dottor Menniti la volontà di incontrarci nelle prossime ore e tentare di dare velocemente quei contributi indifferibili che possano permettere alla Viola di uscire da quelle difficoltà, di cui mi assumo tutte le responsabilità, quella tranquillità societaria che potrà permettere all’area tecnica di continuare quanto di buono si sta facendo sul rettangolo di gioco”.

Menniti ha affermato di avere un accordo con il Comitato Mito Viola non con la società Viola, parlando di progetto a lungo termine. Questo ritardo nel “Closing” rischia di saltare o c’è la volontà di concludere la trattativa?

“Lo dico lentamente, scandendo le sillabe per far recepire tutti, inclusi i tifosi.

Dopo le ultime pubbliche dichiarazioni ci siamo confrontati ed abbiamo concordato di concentrarci su quello che ci aspetta per definire l’accordo.

Non essendoci ancora incontrati fisicamente è difficile comprendere quegli aspetti evidenziati dal Dottor Menniti: serve chiarirsi nella maniera più sicura.

Aggiungo che solamente nella giornata di ieri, la Camera di Commercio ha ufficializzato la liquidazione con la nomina del Dottor Attilio Fusco.

Sono tempi burocratici: il 6 gennaio è stata diramata l’ufficialità della liquidazione , solo ieri la Camera di Commercio ha detto che il rappresentante legale non è più Aurelio Coppolino ma il liquidatore Fusco.

Senza questa ratifica tutto il resto sarebbe stato non possibile”:

La volontà è sempre quella di cedere la Viola? Coppolino non ci guadagnerà neanche un euro?

La volontà è ferma.

Confermando la mia intenzione di farmi da parte senza chiedere alcunché, impropriamente non parlerei di cessione quote ma di trasferimento delle quote: chi sta parlando in questo momento non intende monetizzare nulla.

E’ un segnale inequivocabile di quanto accaduto ed una presa di posizione su questo da parte mia.

Ho presentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria un formale esposto su responsabilità che non credo siano imputabili al sottoscritto e parlare del passato, ad oggi serve a ben poco.

Coppolino è ritornato sulla vicenda Closing.

Non sono io a dire a chi debbano ascriversi le quote societarie.

Ho letto come voi che la Mood vuole prendere il 70 o 80 % delle quote.

Ringrazio il Comitato Mito Viola, il Trust dei Tifosi e tutte quelle persone che hanno sopperito ad un momento, da Novembre a prima dell’ingresso del Dottor Menniti, ad evidenti mancanze permettendo al team di arrivare ad un auspicabile e celere closing.

Un consiglio  – Bisogna evidenziare certi aspetti fondamentali. Lo dico come consiglio a chi verrà dopo, anche perché il mio cammino ne è stato un fulgido esempio.

Il mio primo contatto con la vecchia società è stato il 26 giugno 2018: in circa dieci giorni si è proceduto al trasferimento delle quote.

Perché pochi giorni? Il 7 di luglio scadevano i termini per l’iscrizione al campionato.

A posteriori questo è stato il peccato originale: determinate novità mi hanno lasciato impreparato ed hanno scaturito le argomentazioni che sono già nelle mani della Procura della Repubblica.

Un altro consiglio:è bene concentrarsi sul futuro della Viola.Non è utile oggi andare ad individuare i responsabili, oggi.

Non ci ho guadagnato da questa mia esperienza. Ci ho rimesso. E’ vero che non ho fatto fronte agli adempimenti, dicendo il contrario dichiarerei il falso. Ho pagato la prima mensilità dello staff tecnico ed altre spese.

Ho bisogno di archiviare una pagina estremamente travagliata. Fino a fine settembre c’era un entusiasmo, anche sul mio operato che è stato messo da parte, legittimamente, in considerazione delle vicende della Viola. 

Non mi riconosco in questi ultimi mesi: ho peccato in errori di valutazione. Sono errori che faranno parte del mio bagaglio di vita e sicuramente spero e sono certo mi permetteranno di diventare una persona migliore.

Capisco l’amarezza. Il termine odio è troppo forte: capisco il termine antipatia sulla mia persona. Ho dovuto affrontare delle difficoltà mettendoci la faccia dichiarando gli sbagli. Non mi ritengo una persona che ha messo in pratica deliberatamente delle azioni a danno di chicchessia”.

La replica integrale

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