“B CONCLUSA, SPIRAGLI IN A2”. Titola così, a caratteri cubitali, l’intervista rilasciata dal presidente LNP Pietro Basciano.

“B CONCLUSA, SPIRAGLI IN A2”. Titola così, a caratteri cubitali, la lunga intervista rilasciata dal presidente LNP Pietro Basciano al collega Piero Guerrini di Tuttosport. Un’intervista che, a 72 ore da un atteso direttivo, chiarisce alcuni dei contenuti già discussi al tavolo con procutatori e assogiocatori, e che dice molto su come A2 e B intendono muoversi nei prossimi giorni.

La dichiarazione più forte riguarda senz’altro lo stop alla terza serie, di cui Basciano chiederà l’interruzione al 30 marzo. “Per una serie di motivi: 1. La situazione dei palazzetti, 2. il numero delle squadre impegnate, 3. i problemi logistici legati alle trasferte e ai costi. Meglio fermare tutto senza pensare neppure ai verdetti, promozioni o retrocessioni che siano”.

Resta invece viva qualche speranza sull’A2, ma anche qui il patron di Trapani fissa alcune condizioni “1. Che restino le due promozioni. 2. Che si giochi a palazzetti aperti, non è soltanto questione economica per i biglietti, ma anche di esposizione e immagine. 3. Che si possano tesserare giocatori per sostituire chi ha lasciato il Paese”. Anche sulla formula i paletti sembrano piuttosto chiari: “Ipotizzando una ripresa a maggio, l’idea sarebbe di ridurre la fase ad orologio, al momento di sei gare, poi fare playoff e playout. Nella riunione del 26 marzo invece dichiarerò la cancellazione della Coppa Italia, concedendo a Ravenna un diritto di prelazione per l’edizione 2021”.Naturalmente si verificherà tutto questo alla data del 3 aprile, allo scadere del decreto del Governo che aveva resto l’Italia zona protetta. Infatti “se l’emergenza sarà quella attuale e dunque se lo stop a ogni attività (allenamenti compresi), sarà protratto di un mese, a quel punto dovremo dichiarare chiusa anche la A2” puntualizza Basciano. “Occorre tempo per rimettere in condizione fisica le squadre e se non ci si riesce ad allenare tutto è inutile anche pericoloso, visto che si dovrebbe giocare due volte a settimana per due mesi”.

Ma il presidente parla anche dei danni economici di breve-medio termine (3-500mila euro per ogni società) ma soprattutto del futuro dei cadetti: “Il numero delle partecipanti si avrà una volta ultimate le iscrizioni, quando vedremo quante saranno le società che fatti i loro calcoli, avranno deciso sulla prosecuzione dell’attività e in quale categoria. Per il resto sono per mantenere le stesse regole”.

Last but not least la gestione di contratti e degli americani già partiti. “Chiederemo a Fip e Coni di poterli sostituire con permessi extra e/o di aiutarci a far rientrare i giocatori che lo vogliono se le regole nei loro Paesi imponessero restrizioni. Se la stagione si fermasse, verrebbero a decadere i contratti, qualora si andasse avanti, direi in A2, l’idea sarebbe dopo uno stop di due mesi, pagarne magari uno. Altrimenti saranno le singole società a decidere insieme ai procuratori”.

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