BISCONTI:”SIA LODATO GAETANO GEBBIA CHE MI SCOVO’ IN PUGLIA”

Era la Viola dei “reclutamenti” e lui, venne scelto come lungo del futuro direttamente dalla Puglia.

Oggi è uno dei veterani assoluti del campionato di B. Da tanti anni sposta gli equilibri con tante vittorie campionato per campionato ma, in tanti lo ricordano alle prime armi al Pianeta Viola

Ecco qualche pillola dal suo intervento in Diretta su Rac Live (qui per il Podcast)

 

 

Come sono arrivato a Reggio? Sia lodato Gaetano Gebbia.

Ero un ragazzino sconosciuto della C2 pugliese non so come abbia fatto a scovarmi.

 

Stazic? Era il nostro fratello maggiore. Ci regalava le scarpe, ricordo un paio di Iverson bellissime. Ci trattava benissimo.

Palladino? CI prendeva a mazzate provando a formarci.

 

Il torneo Espn? Io e Lestini abbiamo rischiato di non partire. Non erano pronti i nostri passaporti. Ci salvò Mario Porto.

 

Pasquale Favano? In due anni di foresteria le abbiamo provate tutte per rubare le chiavi del deposito sotto il canestro all’ingresso del Centro Viola.

Era per noi come il caveau della Casa di Carta.

Dovevi avere i piedi ridotti in brandelli per avere un paio di scarpe nuove.

 

Maradona? Fino al duemila lo stimavo. Dopo aver conosciuto Leandro Palladino, detto “Il Toro” ho iniziato ad odiarlo. Ero un ragazzino e confidavo nel buon senso degli argentini.

Appena parlavo di Maradona mi bersagliavano.

Una volta gli argentini, visto che facevo qualche battuta su Maradona mi lasciarono da solo al Porto. Son dovuto tornare a piedi al Pianeta Viola.

Ho imparato un dato fondamentale: mai toccare Maradona ad un Argentino.

 

Scott? Me lo ricordo bene. Provai a prendere uno sfondamento. All’ultimo mi sono piegato leggermente, lui saltò, si alzò arrabbiatissimo , io  ho iniziato a tremare, sembrava un wrestler al Royal Rumble, nel frattempo avevo iniziato a fare testamento.

 

La mia carriera? Ho fatto una scelta di rimanere sempre vicino a Latina.

Ho tanta voglia di ricominciare.

A 37-38 per rimettersi in forma è complicato.

Ci vorrebbe Gaetano Rosace.

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