CUORE NERO-ARANCIO:INTERVISTA A MARIO PORTO

Tra la Coppa del Campioni con Bologna, la Nazionale Master, gli Evergreen ed, ovviamente la storia della Viola.

Nel 1973 la Catania sportiva era una città un po’ disillusa dal calcio, maltrattato da chi di sport capiva poco (e in attesa del ritorno di Massimino), e aveva perso il basket di Serie B perché i soldi erano finiti troppo in fretta. Era invece in netta ascesa il rugby, sport povero ma nobile, che presentava una formazione in Serie A e tante buone prospettive. L’Amatori Catania lavorava bene e faceva un buon reclutamento a scuola.

Scriveva così Roberto Quartarone di Basket Catanese raccontando gli inizi di Mario Porto, promessa del Rubgy diventato successivamente una colonna portante della Viola.

Tra la Coppa dei Campioni con Bologna, le esperienze in Nazionali Master dove ha avuto la fortuna di giocare contro Alexander Volkov, il mito Viola e la sua compagine nero-arancio del cuore passando per la sua infinita passione che ancora ribolle e va in scena con gli Evergren nel campionato del Csi.

Ecco a voi: Mario Porto.

Stiamo pubblicando foto su foto di ricordi di Viola e non solo.

Qual è la formazione nero-arancio che porti maggiormente nel cuore?

 

Le formazioni della Viola che ricordo con più piacere per via delle promozioni ottenute sono quelle dei campionati 82/83 e 84/85. Ma quella che mi è rimasta nel cuore è certamente la prima per il modo in cui siamo riusciti ad arrivarci dopo una prima parte del campionato iniziato ad handicap. Un grande gruppo capace di una rimonta incredibile.

 

Un gruppo variegato con un bel mix di giovani ed esperti, qualche buona individualità e tanto spirito di gruppo. Come hai vissuto la tua stagione da Coach degli Evergreen?

 

Il gruppo Evergreen di quest’anno era in gran parte rinnovato e come dici tu composto da un mix di giovani ed esperti qualcuno anche talentuoso. Come sono stato abituato da giocatore sono sempre stato dell’idea che se non c’è un buon gruppo sia in campo che al di fuori, non si potrà ottenere nessun risultato. Non si vincono le partite con gli individualismi ma di squadra. Il campionato quest’anno era salito di livello con la presenza di tanti giocatori di livello superiore e penso che a parte un paio di partite perse per un approccio sbagliato, non abbiamo nulla da recriminare.

 

Se ti dicessi, Caglieris,Marquinhos, Villalta, Kim McMillian e Marco Bonamico a cosa penseresti?

 

Penso all’anno (80/81 per l’esattezza) vissuto al fianco di tanti campioni già affermati sia in Italia che all’estero. Allenato da un mito come Asa Nikolic perdipiu. Campionato di seria A1 concluso con una finale scudetto (persa 2-1 con Cantù) giocata senza stranieri fuori per infortunio. Una finale di Coppa Campioni (con il solo Marquinho) ottenuta dopo aver vinto in campo come quelli di Mosca e Madrid, ma finita con una sconfitta contro il Maccabi Tel Aviv in modo rocambolesco. Ero giovane ho giocato pochi minuti ma è stata un’esperienza indimenticabile.

 

Hai vissuto cinque decadi di pallacanestro da giocatore d’alto livello, dirigente, Coach e non solo.

Post Covid ci si aspetta una ripartenza dell’Italia, dello sport in generale ed ovviamente del basket.

Cosa cambieresti del nostro amato sport?

 

Dopo questo momento di emergenza dovuto al coronavirus che di fatto ha bloccato anche il mondo dello sport e quello del basket che a noi interessa più da vicino, presumo che tante società avranno difficoltà economiche ancora più grosse per poter ripartire. Ci sarà di sicuro un ridimensionamento da parte di tutti e credo che la federazione per incentivare e aiutare tante società in difficoltà, dovrà trovare soluzioni diverse per poter consentire la ripartenza ( parametri e tasse federali per prima cosa).

 

La Magic campione in carica è apparsa imbattibile.Pellaro aveva allestito un ottimo roster, Voi e la Gallinese eravate pronte a duellare, idem la Reghion con il supporto del Total Kaos. Non lo sapremo mai ma a tuo avviso i giochi al Csi erano già scritti?

Quali sono stati, secondo te, i principali protagonisti di questo campionato?

 

La Magic avendo un gruppo completo e che gioca assieme già da diversi anni, ha dimostrato anche quest’anno di avere qualcosa in più rispetto agli altri. Se non si fosse interrotto il campionato, credo che la Magic alla fine l’avrebbe spuntata ugualmente sul Pellaro. Dietro loro ce la potevamo giocare sia noi che Gallinese e Reghion. Uno protagonista in particolare no ma diversi giocatori che hanno aiutato a far salire di livello il campionato CSI.

 

Nazionali Master e dintorni. Hai in mente di continuare il tuo percorso azzurro? Quali sono stati i momenti più significativi delle tue avventure in nazionale master e quali giocatori ti hanno impressionato di più?

 

L’esperienza con la Nazionale Maxi basket mi ha permesso di tornare a rivivere bei momenti vissuti in gioventù fatti di competizione, di adrenalina, la possibilità di incontrare vecchi compagni e avversari di un tempo. Se il fisico me consente mi piacerebbe continuare. La finale del mondiale contro la Slovenia a Montecatini sicuramente il momento più significativo. Miei compagni di Squadra, il compianto Solfrini e Mc Nealy e poi uno che ancora fa la differenza è Alessandro Angeli della Over 55.

 

Costruisci la tua Viola più forte di sempre.

Un Presidente, un Allenatore ed un vice e dieci atleti. Chi manderesti in campo?

 

Il Presidente logicamente il giudice Viola. Allenatore Benvenuti e vice Gebbia. Formazione: Mazzetto

Santoro

Campanaro

Ginobili

Bullara

Avenia

Kupec

Volkov

Hughes

Eze

Quintetto:

Santoro-Campanaro-Ginobili-Volkov-Hughes

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