FABIO SPINELLA ED I RICORDI DI VIOLA

La nostra Diretta su Rac Live di mercoledì scorso ha lasciato il segno. Ci state inondando di messaggi ed attestazioni a ripetizione ricordando le gesta della grande Panasonic dopo aver apprezzato le parole del Presidente Scambia, Sandro Santoro,Roberto Bullara,Donato Avenia e Gustavo Tolotti protagonisti di uno speciale che, solamente sui social ha firmato numeri che avrebbero riempito all’inverosimile il Pentimele, come ai vecchi tempi.

(vai al link per riguardarla )

Dalla Spagna è arrivato il feedback di Fabio Spinella, giornalista di quegli anni volato successivamente in Spagna dove opera con profitto sempre in ambito cestistico.

Ringraziando Fabio, riproponiamo uno stralcio di Adesso Basket con Giusva Branca e Giovanni Benedetto e con l’intervista di un grande appassionato del nostro sport.

Il post di Fabio Spinella

In questo tempo che stiamo vivendo e che, almeno personalmente, mi è servito anche a fare un piccolo riassunto della mia vita, una cosa come questa conferma e traduce l’evidenza. Non è stato difficile avere coscienza che poche cose sono state piú importanti del basket e della Viola. Rivedere questi quattro uomini, addittura un ex compagno di squadra, ed il loro magnifico Presidente mi ha fatto tornare indietro. Grazie a Giovanni Mafrici per riuscire a farmi provare queste sensazioni. Un viaggio nel tempo, nei sentimenti e nelle emozioni di 30 anni fa. Una specie di sogno in cui, quasi incredibilmente, tocchi con mano certi valori ormai sconosciuti. Capisci cosa voleva dire la Viola per la città e quanto i reggini siano stati capaci di lasciare un grande spazio nei cuori di tutti coloro che sono passati da lì in quei meravigliosi anni. Per un secondo ho anche pensato a quanto poco allora avesse da offrire Reggio città. Ma, allo stesso tempo, quanto sia riuscita a dare. Sembra un controsenso ma non è nientaltro che l’epica di una società che chissa ancora per quanti anni, grazie agli uomini che ebbero il coraggio e il talento per inventarsi la Viola, ci ricorderanno ciascuna di quelle stagioni. Anzi giungo alla conclusione che quell’enorme sensazione di orgoglio e di appartenenza sia immortale.

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