Father’s Day, ricordando il grande Kobe prima adolescente in nero-arancio e successivamente papà premuroso

La festa del papà è una ricorrenza civile diffusa in alcune aree del mondo, celebrata in onore della figura del padre, della paternità e dell’influenza sociale dei padri.

Già nel 1871 la Chiesa Cattolica aveva proclamato San Giuseppe (festeggiato il 19 marzo) protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale. Come sintetizzava papa Leone XIII: «In Giuseppe hanno i padri di famiglia il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, concordia e fedeltà coniugale; i vergini un tipo e difensore insieme della integrità verginale. I nobili imparino da lui a conservare anche nella avversa fortuna la loro dignità e i ricchi intendano quali siano quei beni che è necessario desiderare. I proletari e gli operai e quanti in bassa fortuna debbono da lui apprender ciò che hanno da imitare».

Nel basket, specialmente dopo i tragici accadimenti dei mesi appena trascorsi, è impossibile non dedicare questo giorno a Kobe Bryant, stella interplanetaria e poeta magnifico ed assoluto del nostro sport volato in cielo con la figlia Gigi nel tragico incidente in elicottero in quel di Los Angeles.

In sua memoria pubblichiamo uno scatto d’annata del bravo Giuseppe Naim, professionista reggino che riusciva ad immortalare nel migliore dei modi la famiglia Bryant in festa a fine partita ancorata alla braccia di papà Joe.

E’ uno speciale giornalistico avvenuto in seguito ai 57 punti realizzati al Botteghelle da Jelly Bean contro la Filanto.

Un documento d’annata emozionante e significativo

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