IL TIFOSO LA CAMERA SI SCATENA: “LA VIOLA NON SI VENDE”

Tanta rabbia negli occhi dei supporters:uno dei membri del Club San Bruno scrive a Muscolino, Campisi e Monastero si scatena ed afferma quanto segue

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta a Giancesare Muscolino, Josè Campisi e Raffaele Monastero

 

Ho atteso molto prima di scrivere. Ho sperato che la notizia che non avrei mai voluto sentire non arrivasse.

Col vostro gesto, sprezzante e arrogante, non avete solo tradito una città (non è la prima volta che avviene sotto svariate forme ed è passata sottotraccia come molte cose gravi da queste parti). AVETE TRADITOdei valori. La Viola ha rappresentato, quasi sempre, un orgoglio per la città e ha significato per molti un riscatto sociale in una terra difficile e complicata.

Purtroppo, nella storia della Viola, questi momenti si sono succeduti ed anche frequentemente, ma anche impegnandosi, gli altri “grandi” proprietari, mai erano arrivati a tanto. Alcuni hanno ceduto beni personali, andando incontro a problemi, ma hanno sempre cercato di mantenere in vita la società. LA VIOLA NON SI VENDE!!!

AVETE TRADITO, in primis, il Giudice Viola e la sua famiglia. Gianni Scambia e la sua signorilità, che sta ancora combattendo contro un’accusa infame, falsa, e che gli ha fatto perdere tutti i suoi beni sudati con anni di duro lavoro.

AVETE TRADITOtutti quei dirigenti che, spesso gratis, hanno, negli anni, sacrificato tempo alle proprie famiglie per portare avanti quei valori.

AVETE TRADITOPasquale Favano e Tito Messineo che a 70 anni sono ancora lì a difendere e servire i vessilli della Viola.

AVETE TRADITOtutti quei dipendenti che, negli anni, hanno servito la Viola e non sono stati trattati come si doveva.

AVETE TRADITOPasquale Iracà (ad avercene uomini come lui) e tutti i suoi collaboratori.

AVETE TRADITOtutti quei ragazzini che per quella maglia hanno sudato, pianto, sbucciato le ginocchia, vinto titoli e perso finali, ma hanno sempre combattuto fino all’ultimo mostrando con orgoglio quei colori e quelle cinque lettere.

AVETE TRADITOMassimo, Raffaele, Paolo, e tutte quelle persone che hanno lavorato ed onorato la Viola ed adesso non ci sono più.

AVETE TRADITOMassimo Rappoccio (un caso beffardo che il 4 luglio giorno del suo compleanno voi abbiate ceduto il titolo) e Peppe Condello (vi siete salvati altrimenti due paroline ve li avrebbe dette anche lui).

AVETE TRADITOtutti gli ULTRAS. Sia chi ha scelto una linea di contestazione, legittima, a volte, a mio modesto avviso, sopra le righe, ma mai mossa da interessi nascosti, ma solo da PURO AMORE. Sia coloro, come me e con me, che hanno scelto una linea di confronto e di dialogo, a volte anche di scontro, ma sempre avendo ben chiaro in mente l’obiettivo della serenità della squadra e del futuro della società.

AVETE TRADITOtutta la stampa, anche quella, che spesso, per il bene comune, ha cercato, suo malgrado e turandosi il naso, di non fare fino in fondo il proprio dovere per il bene della VIOLA.

AVETE TRADITOtutti i tifosi dico TUTTI, abbonati e non, che hanno urlato e pianto per quella maglia.

Con i vostri capitali ed i vostri sacrifici siete padroni di fare ciò che volete. Ma sappiate una squadra, soprattutto blasonata e storica, non è una S.r.l. normale. Non risponde solo a criteri contabili e di bilancio. Ma ha un valore inestimabile, che va messo in conto prima degli attivi e dei passivi, che è il suo tifo, i legami col territorio, insomma il suo valore sociale e sociologico. Di questi valori bisogna tenerne conto e bisogna rispettarli anche se sono, a volte, scomodi.

La decisione di vendere il titolo, dopo i noti fatti accaduti per la vicenda fideiussione, senza confronto con la città, con i tifosi e con gli ultras è ancor più grave, ove fosse possibile, a mio avviso, dei fatti stessi dell’iscrizione. LA VIOLA NON SI VENDE!!!

Non avete voluto trovare altre soluzioni, smentendo nei fatti, tutto quello che nei numerosi incontri de visus, nelle lunghe telefonate e anche in uno degli ultimi, rari rarissimi, comunicati stampa, avevate promesso ed assicurato.

Siete entrati nel libro nero della Viola e ci siete entrati in pompa magna.

Ve lo dice uno che ha sempre difeso, sostenuto, e rispettato questa società, convinto che comunque era meglio avere una dirigenza che commetteva degli errori, e con cui ci si poteva confrontare e anche scontrare, piuttosto che non avere nulla ed il vuoto cosmico.

Ho ricevuto parecchie offese per questo, ma ho la coscienza pulita, dignità da vendere e posso camminare a testa alta.

Adesso, per cortesia, col “garbo” che vi contraddistingue abbiate la compiacenza di tornare alle vostre attività e di lasciare la pallacanestro a Reggio a chi, magari, un domani anche lontano, la volesse amare un po’ più di voi. LA VIOLA NON SI VENDE!!!

La VIOLA tornerà un giorno, lo sappiamo, è la nostra storia ed il nostro DNA quello di soffrire, sparire e ritornare. E ci troverà lì sempre dalla stessa parte, sempre e per sempre!

QUI NON SI MUORE MAI!!!

 

Tiberio La Camera

 

P.S.Ho volutamente estromesso il mio Amico Gaetano Condello, che seppur abbia commesso degli errori (lo ha affermato più volte anche lui) si è sempre confrontato, ci ha messo la faccia anche nei momenti più duri (tanti), assumendosi le sue responsabilità anche quando non gli competeva. E non è, a mio parere, colpevole in misura pari agli altri.

Ha permesso alla Viola di tornare in auge 7 anni fa creando le condizioni per ripartire. È stato il “deus ex machina”, lasciato spesso solo per tanto tempo, a portare avanti l‘intera baracca.

Sono convinto, che anche lui, vista la sua storia personale all’interno della Viola, prima da giocatore e poi da dirigente, in questo momento stia soffrendo tantissimo.

 

 

 

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