IN LOTTA CONTRO IL COVID CON IL BASKET NEL CUORE, RICORDATE PEPPE LABATE?

Un playmaker che ha rappresentato tantissimo per la Melito cestistica e non solo.Ecco la sua intervista.

Covid 19. Un periodo difficilmente dimenticabile. 

Melito, Reggio Calabria ed anche il mondo del basket ricorda molto bene il Dottore Labate.

Come stai affrontando, lavorativamente parlando, questo imprevedibile e complicatissimo accadimento?

 

Lavoro come medico vaccinatore in quel di Bergamo (da circa 10 anni ) ma mi occupo anche di tutte quelle che sono le attività del distretto di Alzano Lombardo, (bassa val Seriana).

Durante la pandemia sono stati sospesi gli ambulatori vaccinali e le visite fiscali a domicilio e l’unica attività svolta rappresentata dalle visite necroscopiche, in media 30 – 40 al mese.

Quasi 350 invece per il mese di marzo a dimostrazione della tragedia che io in particolare ho vissuto e gestito in piena pandemia, per evitare un rischio dal punto di vista igienico sanitario nonostante la burocrazia non ci abbia aiutato, nulla infatti si è fermato per quanto riguarda le certificazioni dei vari medici a domicilio che hanno inevitabilmente alimentato le vie del contagio.

Anche io mi sono ammalato a fine febbraio, per fortuna senza conseguenze così da poter dare il mio contributo.

 

Da dove nasce la tua grande passione per il basket e quali sono i ricordi che porterai sempre con te legati a questo sport?

 

La passione per il basket nasce chiaramente con Dan Peterson su Italia Uno e con la Viola di fine anni 80.

Ricordo ancora i Play Off contro la Philips Milano dei grandissimi Meneghin, Riva, D’antoni e prosegue con la Panasonic di Young, Garrett, Volkov, capitan Santoro.

Ricordo le mitiche le gare contro la Benetton Treviso, ricordo ancora con grande dispiacere gara 4 del 2003, era la. Viola di Lardo, Lamma, Rombaldoni .

 

Basket & Minors.

I numeri rispetto agli anni del play Labate e delle sue tantissime esperienze cestistiche sono cambiati.

Da lontano, quali riscontri ti arrivano relativamente al nostro movimento?

 

Sul campo invece muovo i primi passi agli inizi degli anni 90 nel Basket Melito  con il presidentissimo Nucera ed il maestro Cesare Sant’Ambrogio, tanti anni in serie D, promozione e qualche esperienza a Reggio Calabria (Dominante, Diamond, basket Pellaro Campus Audax) naturalmemte dove conosco praticamente tutti, ricordo con affetto Ludovico Martino, Pasquale Motta, Pasquale Iracà, Diego Viglianisi e Ginetto il principe dello scatolone.

Bella e sfortunata la parentesi Audax Campus con Nuccio Vita, un progetto che purtroppo non si è sviluppato e concretizzato come avremmo voluto, bei tempi capitan Meduri, Antonio Pellegrino, Dario Catalano tantissimi ricordi.

Seguo poco il basket reggino oggi così come quello nazionale ed internazionale(solo un po di NBA) mi ha fatto molto piacere la promozione in B del Trust, speriamo si possano creare le condizioni per riportare un po di entusiasmo tra la gente  così da coinvolgere come in passato anche la provincia zoccolo duro del tifo violino ed amaranto.

 

Melito Porto Salvo e la pallacanestro.

Hai rappresentato una figura cardine per lo sviluppo delle attività cestistiche, giovanili e senior a Melito e non solo.

E oggi, da lontano, quali prospettive vedi per Melito e per il territorio delle zone limitrofe?

 

 

A Melito c’era un bel movimento negli anni 90 con il Basket Melito in serie C2 (si giocava al Botteghelle però).. Qualche anno a vuoto e poi la ripresa con il Campus Audax che svolgeva prevalentemente attività giovanile con Saline, Bovalino e non solo. 

Oggi la mancanza di strutture e di risorse umane ed economiche fanno si che il movimento cestistico ne risenta parecchio..

 Speriamo ritorni un po di entusiasmo…

 

E’ vero che la tua infinita passione continua anche in terra di Lombardia?

 

Tutto il movimento ha bisogno di passione quella stessa che ancora oggi mi porta a giocare in CSI ed al campetto anche in Lombardia a Bergamo nonostante gli impegni lavorativi siano tanti insomma non perdo occasione di continuare a giocare e divertirmi, covid permettendo. 

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