LA CRISI DI CASERTA, OSCAR: “LA JUVE E’ UN SIMBOLO, NON PUO’ SPARIRE”

“Caserta è una città che ha imparato ad amare il basket. Senza il basket va via un gran pezzo di Caserta. È impensabile privarsi di un simbolo che l’ha fatta conoscere nel mondo”. A dirlo è Oscar, sull’amaro destino della sua Juve, dopo la bocciatura di Fip e ComTeC all’iscrizione in A2. Lo fa sulle colonne de “Il Mattino Caserta”, con quel misto di rabbia e determinazione che ha fatto della “Mão Santa” l’idolo di ogni appassionato bianco-nero.

“Sicuramente la crisi economica che si registra in tutto il mondo si riflette anche su tutto il movimento sportivo. Non può essere altrimenti – aggiunge – ci sono comunque delle disparità. Vediamo tutti ciò che accade nel calcio che ha troppi soldi, facendo a meno di giocare per il pubblico. L’economia, quando è in affanno, si ripercuote anche sul mondo dello sport. Non può essere altra maniera”.

Attualmente, come ricordano i colleghi, lo Sporting Club risulta iscritto alla C Gold, su richiesta di ammissione, con delibera del Consiglio Federale. Ma prima di ogni tesseramento occorrerà saldare gli ormai noti BAT di Czyz, Michelori e Siva. Senza A2, inoltre, sarà impossibile l’utilizzo del Palamaggiò, molla che a suo tempo fece scattare l’interesse di Nicola D’Andrea. L’impianto di Castelmorrone tornerebbe così nelle mani di “Caserta Città del Basket” in base al contratto stipulato con la curatela fallimentare. Intanto, come da suo post su Facebook, D’Andrea punta a un riposizionamento in Serie B, con tutti i dubbi e le riserve del caso.

Da “Speak and Roll”

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