MATTEO LAGANA’: BASKET,ALLENAMENTI E SOGNI D’AZZURRO

Parla il classe 2000, giocatore dell’Orlandina di Serie A2:Mio Fratello Marco? I numeri parlano da soli, è un vero talento assoluto del basket. Il video di mio padre Lucio? Una super tripla, pubblico di Reggio fantastico ed una grande Viola. Lavoro ogni giorno: voglio far bene.

Un Covid stregato che ha bloccato il tuo processo di recupero proprio sul più bello, proprio quando hai avuto la possibilità di giocare, finalmente con tuo fratello Marco.

E’ soltanto un arrivederci per vedervi giocare insieme?

 

E’ assolutamente vero.

All”imprevisto si è aggiunto l’imprevedibile e l’inimmaginabile, il coronavirus.

Era un mio obiettivo, è vero: Giocare con mio fratello era una mia ambizione sin da piccolo,non perdo la speranza di poterlo rifare ma soprattutto non perdo la speranza che la serenità possa ritornare nella vita di tutti.

 

Come hai trascorso la fase uno e come ti stai preparando verso i prossimi impegni cestistici?

 

La fase uno dopo lo shock della chiusura c’è stato il rientro in famiglia dove si è ricompattato il quintetto Lumaka, capitanata da mia madre.

Non ho smesso di allenarmi neanche un giorno sperimentando tutte le modalità fattibili in casa sempre sotto la guida distante ma vicinissima dello staff tecnico dell’Orlandina, di cui ho avuto la fortuna di sentire molto vicini anche il presente, l’allenatore, insomma tutti i componenti della società. Certamente l’allenamento sarà l’attività principale per i prossimi impegni cestistici. Il problema è immaginare quando si ripartirà per uno sport di contatto come la pallacanestro è inimmaginabile rispettare la distanza sociale in campo.

 

 

Giovani, stranieri e basket d’altissimo livello.

Durante lo stop forzato dovuto al Covid si è parlato molto del numero degli stranieri in Serie A e delle tutele per i giocatori in scena. Cosa ne pensi?

 

Certamente la pandemia non favorirà partenze e arrivi da tutte le parti del mondo da e per il campionato italiano, quindi oso pensare ad un campionato più ricco di italiani. Cosa ne penso? Largo ai giocatori italiani!

 

Hai avuto modo di vedere la replica della sfida tra Viola Reggio Calabria e Gorizia al PalaBotteghelle con la telecronaca di Alfredo Pedullà ed una super partita di tuo padre Lucio?

 

Super Lucio, super Viola, super pubblico, super basket a Reggio Calabria. Ho visto anche altre partite di papà molto belle.

 

Racchiudi in cinque momenti, ovviamente i più belli la tua giovane ma significativa carriera.

 

  • Aver cominciato con la Lumaka nella mia città, ed essere arrivato a più finali nazionali.
  • Aver respirato l’aria di un club come l’Olimpia Milano e ad aver esordito con la prima squadra il giorno del mio diciassettesimo compleanno contro Cantù di mio fratello Marco
  • Aver scelto l’Orlandina basket.
  • Aver vinto la medaglia di bronzo a Mannheim da capitano della nazionale under 18
  • Avere avuto allenatori come papà Lucio, Gaetano Gebbia ed oggi coach Sodini.

 

Cosa ne pensi della stagione di tuo fratello Marco?

 

Numeri a parte che parlano da soli, considero mio fratello un vero talento del basket.

 

In questi anni, nei campionati di Calabria gioca tuo fratello Luca accanto a tanti tuoi ex compagni di squadra. Stai riuscendo a seguirli? Cosa pensi del gruppo Lumaka?

 

Li seguo sempre.

Mio fratello Luca ha lasciato volutamente il basket di un certo livello ed ha scelto di dedicarsi alla crescita dei ragazzi e devo dire che li sta accompagnando in una crescita positiva, vedi Andrea Ripepi che piano piano a passo di Lumaka sta venendo fuori alla grande.

 

Si sta parlando tantissimo della nazionale A del futuro.

Moretti, Banchero,Mannion, Spagnolo e non solo.

E’ il tuo sogno farne parte?

 

Per me indossare la maglia azzurra è un valore di famiglia. Sognare è bello

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