NBA: E’ IL TEMPO DI RITORNARE IN CAMPO

La Nba come Malcom X, come Nelson Mandela, Martin Luther King. La storia della palla a spicchi per combattere una situazione paradossale e difficile da digerire dopo la morte di George Floyd e dopo la tragica scomparsa di Blake Jakob.

«Papà, perché mi hanno sparato così tante volte?». E’ stata la prima cosa che ha chiesto Jacob Blake al suo risveglio in ospedale dopo che un agente gli aveva sparato sette colpi di pistola alla schiena, a distanza ravvicinata. Lo ha riferito l’ex candidato dem alle presidenziali, Andrew Yang, che ha avuto un colloquio con il padre di Jacob. «Ha pianto con suo padre. Non riesce ancora a muovere le gambe», ha raccontato Yang alla Cnn. Yang ha inoltre confermato che il padre gli ha riferito che «Jacob è ammanettato al letto», nonostante le sue condizioni.

Il padre di Jacob Blake: “Hanno sparato a mio figlio sette volte, come se non avesse importanza”

Adesso, l’Nba può ripartire con il PlayOff più atipico della sua storia in diretta dalla Bolla di Orlando senza pubblico.

“Ieri abbiamo avuto una conversazione produttiva tra tutte le componenti – giocatori, allenatore, staff e dirigenti – riguardo le prossime mosse e le azioni da compiere per supportare la giustizia sociale e l’uguaglianza. Erano presenti rappresentati di tutte e 13 le squadre impegnate a Orlando e tutte hanno concordato nel riprendere a giocare a partire da sabato 29 agosto”.

La decisione è arrivata però assieme all’idea di promuovere in maniera diversa le azioni portate avanti dalla NBA nei confronti delle problematiche razziali che affliggono gli Stati Uniti da secoli. 

Sarà istituita per questo una  commissione con rappresentanti di tutte le parti in causa, chiamata a agire per aumentare l’accesso al voto della popolazione afroamericana, gestendo iniziative sia a livello educativo e sociale, focalizzandosi anche sulla riforma del sistema di polizia americano. 

Ogni franchigia ha assunto inoltre l’impegno di lavorare attivamente a livello politico nella propria città e comunità per rendere il più semplice possibile l’accesso al voto. 

Per questo le strutture d’allenamento delle squadre verranno utilizzate come seggi elettorali in cui le persone più vulnerabili potranno arrivare in sicurezza, nonostante la pandemia da Covid-19 in atto. 

Verranno inoltre creati e promossi altri spot che andranno in onda durante le partite dei playoff per promuovere i diritti civili degli afroamericani, da troppo tempo messi in discussione. 

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