NEL SEGNO DEL DIECI:PARLA MASSIMO LAZZARA

Parla uno dei simboli assoluti degli ultimi vent’anni del basket reggino. Una sintesi di eleganza e correttezza sul parquet unita a tanta buona pallacanestro. I suoi ricordi e la sua visione sul basket attuale.Il migliore di sempre? “Non ho dubbi, Gianni Speranza”

Doveva arrivare il Covid 19 per far fermare la carriera cestistica di Massimo Lazzara? Come sta andando questa quarantena?

 

 Stiamo vivendo un periodo particolarmente duro, inaspettato e ricco di incertezze.

Indubbiamente il mondo è cambiato velocemente in questi mesi. Saremo costretti a rivedere le nostre abitudini e renderle sostenibili a 360 gradi, sarà un passaggio obbligato per il bene di tutti ma anche per non vanificare i sacrifici di chi sta lottando in prima linea e di chi purtroppo ha perso la vita a causa del virus.

Personalmente mi sto attenendo alle disposizioni governative, sperando di ritornare al più presto ad una vita quanto più normale possibile.

 

Bronzo italiano Csi. Potevate migliorarlo in primavera?

 

Alla nostra prima esperienza nel 2018 siamo arrivati quarti, nel 2019 terzi, nel 2020 la logica mi porterebbe a dire secondo posto, per poi vincere nel 2021. Scherzi a parte! Il nostro obiettivo principale è stare assieme cercando di divertirci il più possibile: chiaramente ogni partita la si gioca per vincere, in particolar modo alle fasi nazionali.

Ci riproveremo l’anno prossimo.

 

Con il senno di poi, l’uomo volante del rione di Santa Caterina, lo storico numero 10 dell’Olympic Club avrebbe meritato, a tuo avviso, una canotta nel basket nazionale?

 

Conosci benissimo il mio pensiero su ciò. Per me è stato sempre e soltanto un divertimento, un motivo di incontro, di svago. In passato qualche opportunità si è presentata, ma sinceramente ho sempre preferito concentrarmi sui miei studi, trascorrendo qualche ore con gli amici più cari al campetto. Ma poi diciamola tutta… “ma con la mia altezza e il mio fisico… dove dovevo andare…”

 

 Franco Sant’Ambrogio ed Armando Cilione. Un tuo pensiero ed un tuo ricordo.

 

Grazie per questa domanda. Sono state due persone davvero importati per me, per diversi motivi e ricordi lo sono ancora.

Giorni, luoghi e tante passioni condivise mi portano ad avere un ricordo costante, mi portano spesso ad un sorriso…

Potrei raccontare parecchi aneddoti o momenti di vita ma voglio ricordarli con una foto  si commenta da sola…

 

Che idea ti eri fatto del girone Csi 2019-20? Che tipologia ti squadre hai affrontato?

 

Rispetto al passato il livello è stato decisamente superiore. Un campionato più appassionante e con spunti interessanti. La Gallinese ottima squadra che nasce dalle ceneri dell’Aleandre/Noir, con i vari Postorino, Soldatesca e De Stefano. Il Pellaro ha alzato il proprio livello inserendo al gruppo storico Costa, Cugliandro e F. Campolo.

L’Evergreen con Cilione, Arillotta e Crucitti una vera e propria mina vagante. La Reghion ha regalato quel pizzico di magia al campionato con i sempre presenti ragazzi del “Total Kaos”, non dimenticando gente come Milo Geri, Pellicanò e Rugolo. Anche Taurianova, Vis e Mediterranea hanno dato un contributo importantissimo per la crescita di questo movimento.

 

Capitolo bomber: Speranza, Rossi, Gira, Festa, Viglianisi, Laganà o chi? Chi è stato a tuo avviso il più forte tra i cannonieri di Calabria?

 

Certo che questa è una bella domanda, i nomi che avete fatto sono di “peso” importante, ma sinceramente la mia risposta è una sola: #9 Jhonny “Mitraglia” Speranza. Al di là della questione affettiva, non ho mai visto nessuno attaccare il canestro come lui, ricordo benissimo il suo sguardo da “killer” e quanto fosse temuto e rispettato degli avversari. Sono stato fortunato a giocarci assieme tanti anni, un piacere guardarlo… un mix di tecnica, istinto e velocità d’esecuzione.  

 

In questi giorni ed in queste ore si sta parlando tantissimo del vincolo sportivo. I parametri hanno indebolito il movimento, senza ombra di dubbio. Che idea ti sei fatto dei possibili scenari di cambiamento?

 

Indubbiamente quando furono concepiti l’intento era quello di stimolare le società a lavorare bene sui settori giovanili, purtroppo l’effetto sortito è stato ben diverso. Soprattutto al Sud, molti ragazzi “senior” non sono riusciti a trovare squadra per via degli elevati costi. Probabilmente l’inversione di rotta (colpevolmente tardiva) avverrà, speriamo possa essere un passo importante per rianimare il movimento. Permettetemi di andare oltre, ci sarebbero almeno altri due fattori importanti da dover potenziare: 1) incentivare lo sport, partendo dalle scuole; 2) creare strutture: palestre e campetti fruibili da tutti.

 

Costruisci la tua squadra più forte di sempre includendo compagni di squadra ed allenatori preferiti. Hai dodici slot per il team e 3 per i Coaches.

 

Mi risulta complicato fare soltanto pochi nomi. Ricordo con affetto tutti i miei compagni di squadra partendo dal minibasket fino ad oggi. Nomino qualcuno per abbracciare le diverse annate della storia Olympic/Magic:

Roberto e Sandro Zumbo, Gianni Speranza, Milo Geri, Livio Cutrupi, Giovanni Iulianello, Demetrio Malara, Antonio Avagliano, Tony Quartuccio, Gianluca Romeo, Sandro Parisi, Enzo Postorino, Nunzio Catalano.

Riguardo i Coaches: Franco, Sergio, Cesare e Carlo Sant’Ambrogio, Nuccio Geri (ci sentiamo sempre e con molto affetto). E poi non posso dimenticare Santo Lo Giudice persona vera, unica, ti dava l’anima… chi lo ha conosciuto, come tutti voi, sa di cosa parlo.

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