PILLOLE DA PANASONIC E DINTORNI:GUS TOLOTTI

“Ci rendiamo conto più di altri cosa vuol dire la Viola. In tanti avevano un’idea difforme da Reggio. Quando andavano via andavano via piangendo per la nostalgia”.

Ricordate la diretta “Panasonic e dintorni”? Ecco tante ed imperdibili “pillole” venute fuori dall’appuntamento multimediale e Capitan Santoro rinnova l’appuntamento tra qualche anno..con Scambia Presidente.

Un record incredibile di visite grazie a cinque personaggi straordinari.

 

Capitan Santoro, Bullara,Avenia e Tolotti con la partecipazione straordinaria dell’Ingegnere Scambia, Presidente della grande Panasonic.

Gus Tolotti tra emozioni e ricordi straordinari

Primo giorno a Reggio – L’approccio è stato bello.

Venivo da Rieti, arrivavo con Joe Bryant.

Per me era la prima vera uscita da casa, a Rieti ero di casa, ero li da tre anni.

E’ stato come affacciarmi ad un ambiente nuovo.

Ho avuto la fortuna di capitare nell’ambiente ideale per la mia crescita.

Hanno creduto sempre in me.

Hanno avuto forza, coraggio e capacità per valorizzarmi all’ennesima potenza.

Non so se in altri posti sarebbe accaduto lo stesso.

E’ fondamentale che una società creda nei propri giovani.

I giovani possono concedere errori: una grande società permette anche questo.

Un passaggio obbligatorio per la crescita di un’atleta.

Se hai sbagliato qualcosa, la società viene da te e ti rassicura spronandoti a fare meglio successivamente.

Devo ringraziare il Presidente e tutta la società: hanno avuto grandissima pazienza.

 

 

La stoppata a Michael Jordan – Un ragazzino voleva sapere se l’avessi stoppato alla Playstation.

Eravamo a Bormio.

Jordan era il testimonial della Nike.

Avevano organizzato una gara delle schiacciate a livello nazionale.

MJ era il giudice.

Venne organizzata anche una partita.

Gli allenatori erano Recalcati e Mike D’Antoni.

Quando abbiamo giocato contro l’ho stoppato: tutto vero.

Ricordo un paio di scarpe che andavano a canestro e come accadde non me lo spiego.

 

Il materiale tecnico al Messaggero – Donato Avenia può confermare. Materiale infinito. Quando sono arrivato alle Virtus erano già in fase di smantellamento. Rispetto ai miei standard li è stato qualcosa di sopra al necessario rispetto alla vita di un normale atleta.

 

Kobe – Era sempre con la palla in mano. Cercava di imitare suo padre.

Provava a fare ball handling ma la palla non gli passava tra le gambe.

Era sempre con il pallone in mano anche in giro per la città.

Aveva una passione pazzesca.

Ha ben coltivato la sua immensa passione.

 

 

Dean Garret- Giorgio Rifatti non era molto contento di marcarlo negli allenamenti mattutini. Aveva l’aroma della sera prima.

 

Ci rendiamo conto più di altri cosa vuol dire la Viola. In tanti avevano un’idea difforme da Reggio. Quando andavano via andavano via piangendo per la nostalgia.

 

Un ritorno a Reggio tutti insieme – Sarebbe un grande modo per ridare a Reggio quello che c’è stato tolto.

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