QUI PLANET:INTERVISTA AL PRESIDENTE SALVATORE PROCOPIO

Intervista al Presidente della Planet Catanzaro, Salvatore Procopio. Lo stop, le possibili ripartenze, la crisi economica a cascata, i ricordi in giallo-rosso, i progetti di Calabria e non solo.

 

Fa un po strano non avere tra le mani il calendario con le prossime partite in programma dopo la mole di attività anno dopo anno in tutti questi anni. Dico bene?

 

Si, davvero strano perchè sono anni e anni intensissimi di attività.

Obiettivamente stare senza pallacanestro è dura ma l’aspetto sportivo è, al momento, quello meno importante ed impattante. Dobbiamo riuscire tutti ad uscire da questo momento.

 

Parlare di campionati, in questo momento è un qualcosa di incerto.

Tutto lo sport dall’Nba al Calcio si è fermato.

Sono tornati a casa i vostri ragazzi?

 

Una parte sono ancora a Catanzaro.

Gli atleti Serbi ed i Montenegrini sono partiti con dei voli speciali.

L’obiettivo è di farli rientrare tutti a casa: l’obiettivo è salvaguardare la salute di tutti.

La situazione è drammatica.

In Calabria il problema è, al momento più lieve rispetto ad altre regioni ma credo che ancora ne avremo per molto e non so se riusciremo a riprendere le attività.

 

La speranza è che tutto si possa risolvere nel breve periodo grazie alla forza di tutti e magari, ritrovarci per fare un po di polemica su qualche formula pronta a falsare completamente i campionati e vedere finale. PlayOff tutti d’un fiato.

Cosa ne pena?

 

Per quanto ci riguarda, come Società, non abbiamo nessun interesse sul risultato ma solo sulla formazione e sulla crescita dei giocatori.

Se dovessimo essere chiamati per riprendere il campionato, e ce lo auguriamo perchè vorrà dire che sono ritornare le tanto sperate condizioni di normalità, ci faremo trovare pronti.

Non puntando a vincere il campionato riprenderemo l’attività.

Il problema è di chi ha investito tanto per vincere il campionato: questi discorsi a qualcuno potrebbero andare stretti.

Le formule saranno oggetto per le società di società che avevano già deciso di puntare in alto.

Per la nostra società, questi discorsi saranno lieti ma sicuramente secondari.

Abbiamo il problema della formazione di tanti giocatori ma credo che se il campionato dovesse riprendere, non a Giugno o Luglio, saremo pronti per continuare l’attività ma vista la situazione credo che le pratiche burocratiche per la formazione saranno sicuramente oggetto di deroghe federali.

 

C’è il serio rischio sempre più tangibile che il campionato italiano che non è sicuramente quotato ed economicamente forte come la Nba possa concludersi come campionati già conclusi ampiamente con tanto di titoli assegnati come in Polonia o in Belgio.

Parlando di management e di futuro delle società; Salvatore Procopio è un dirigente esperto che da tanti e tanti anni opera.

Non c’è il rischio complice l’economia mondiale, nazionale e locale di un calo conseguente anche nel basket?

 

Si, assolutamente e purtroppo si.

E’ tutto consequenziale.

Se le aziende non operano, non possono sponsorizzare come prima è tutto a cascata.

Anche noi avremo qualche problemino.

Ci si augura che alla ripresa dei lavori che le imprese, una volta riassestate possano continuare a dare una mano alle società sportive.

Noi parliamo sempre di numeri un po più piccoli.

Per società di A1 e A2 dove il Main Sponsor, talvolta, rappresenta anche il cinquanta per cento del budget, un intoppo ed un ritardo potrebbe rappresentare anche la fine dell’attività.

E’ chiaro che un contraccolpo arriverà sicuramente.

E’ delittuoso da parte di un Presidente considerare che una o delle società vogliano  che il tutto sia bloccato perchè hanno evidenziato dei problemi economici: anche se questo fosse vero, in questo momento. Totalmente un discorso diverso.

La Federazione è fatta di società, dirigenti e giocatori e questo potrebbe rappresentare anche un’offesa.

Oggi, di normale non vi è più niente, dunque, se chiudono o riducono le aziende, credo che a cascata accadrà lo stesso anche nel basket.

 

Tornaimo a parlare di Basket giocato.

Si sarebbe mai aspettato la vetta nel campionato Under 18 d’Eccellenza dei ragazzi della Planet?

 

Nella passata stagione avevamo già avuto buone risposte.

Siamo partiti con l’idea di fare bene.

Onestamente, il primato in classifica è stata una sorpresa.

Un cammino di imbattibilità molto lungo e positivo seguito da una piccola flessione a gennaio ed una buona ripresa successiva.

Puntavamo ad entrare nelle prime quattro e non ci siamo mai nascosti.

L’obiettivo della società era quello ma il primato di gratifica e ci fa enorme piacere.

Sarebbe stato bello andare avanti, vedremo cosa accadrà.

 

Domanda che le avranno fatto in tantissimi.

Tutti questi ragazzi dell’Est nelle due società di Catanzaro tra C Gold, Silver e nelle giovanili è un dato numericamente importante.

Sponda giallo-rossa, volevamo capire il perchè di queste scelte di programmazione.

 

La nostra è stata un’esigenza di programmazione.

Abbiamo tanti atleti italiani anche abbastanza bravi.

La scelta di partenza era quella di soccombere alle carenze di centimetri e strutturali presenti in determinati ruoli.

Abbiamo sempre lavorato tanto mandando in campo tanti giocatori ma mai giocatori con centimetri.

La partenza di questa progettualità è stata dovuta a questo: la carenza di giocatori con centimetri, dove, in questo sport, gli stessi sono molto importanti.

Un contributo in termini di spazi dentro l’area, rimbalzi e non solo.

E’ un discorso che abbiamo ampliato per tutte le categorie oggetto del nostro operato.

Con gli anni di formazione, il giocatore straniero diventa italiano a tutti gli effetti.

La fase di reclutamento mirata si è allargata.

E’ difficile fare reclutamento in Calabria o nelle regioni vicine, dunque, i ragazzi dell’Est sono meritevoli di attenzioni e sono, per noi, come i nostri ragazzi.

E’ chiaro che questi ragazzi non vanno a togliere spazio ai nostri atleti locali perchè vanno a sopperire molto spesso a ruolo scoperti.

 

Dopo ogni partita dei giallo-rossi, quale risultato dagli altri campi va a guardare prima, il Cento di Morici, la Iul di Scuderi, il San Miniato di Carpanzano, il Matera di Battaglia o chi?

 

Parlo in chiave personale.

Mi piace moltissimo guardare e seguire le avventure cestistiche e la crescita dei nostri ex e dei ragazzi che si sono formati nella nostra squadra.

L’obiettivo della società è quello della formazione dei giocatori.

Sappiamo benissimo che, difficilmente un giocatore una volta formatosi possa rimanere a Catanzaro.

Le ambizioni sono diverse ed anche gli aspetti economici.

Direi che tutti i nostri ex giocatori che fino al blocco dei campionati stavano facendo molto bene.

Tre atleti cresciuti in giallo-rosso avevano conquistato la qualificazione alle finali di Coppa Italia ma il nostro interesse è distribuito parimenti su tutti loro.

 

Cosa ne pensa della nuova ripartenza in nero-arancio in C Silver di un progetto che prova a ripercorrere le gesta del Mito Viola con una guida blasonata come quella di un Coach passato da Catanzaro come Paolo Moretti?

 

Ero incredulo quando Coach Moretti ha scelto Reggio Calabria e mi sono chiesto il perché.

Il Coach mi ha spiegato che l’interesse della Pallacanestro a Reggio era ancora tanta e c’era alle spalle un progetto che lo aveva convinto con la consapevolezza che già da quest’anno si poteva fare bene.

Purtroppo, anche in questo caso, l’entusiasmo è stato smorzato da quel che è successo.

E’ anche vero che la medesima consapevolezza ed entusiasmo è presente in casa Mostra Vending.

Un buon auspicio che sia a Reggio che a Catanzaro ci fossero società con questo entusiasmo.

Conoscendo i dirigenti di Reggio e Catanzaro credo che sia solo uno stop momentaneo. Quando tutto migliorerà questi progetti, a mio avviso ripartiranno più forti di prima.

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