SIGNORI SI SCENDE: LA VIOLA SCOMPARE DAI CAMPIONATI NAZIONALI

Questo è l’articolo che non avremmo mai voluto scrivere.

La pagina wikipedia della Viola registra un’importante ma triste novità.

Niente basket nazionale nella prossima stagione per il glorioso team nero-arancio. Qualcuno direbbe “era ora”, tanti altri hanno palesato il proprio umore non sostenendo il team nelle ultime due difficili ma esaltanti stagioni, altri ancora, non accettano e non accetteranno mai questa notizia.

In realtà,il presente racconta che consiglio federale Fip di giorno 16 luglio andrà a ratificare campionati ed iscritti.

In sintesi,Reggio e i suoi imprenditori non hanno la forza economica di poter sostenere il terzo campionato d’Italia, il primo tra i nazionali.

Un fatto già accaduto –E’ accaduto quel che accadde dopo l’ultimo anno di Lega Due unica della Viola nella stagione 2006-07.

In campo, una grande squadra orchestrata da Paolo Moretti, con Sciutto,Bunn,Maestranzi ecc ecc.

Al termine di quella salvezza meritata in Lega Due, Reggio rimase per due anni senza basket in nero-arancio ripartendo esclusivamente dalla Serie D con la Scuola di Basket Viola (all’epoca esisteva l’Audax Basket nella vecchia C nazionale).

 

Reggio Calabria ed il basket– Si ripartirà dalla C Silver dove risultano iscritte Vis Reggio, la neopromossa Lumaka, la Scuola di Basket Viola (da sempre serbatoio del club eccezion fatta per la passata stagione) e probabilmente un team che nascerà dall’iniziativa dal Trust dei tifosi che dovrebbe aggregarsi al mini girone dove dovrebbero partecipare (il condizionale in queste tribolate situazione è tristemente d’obbligo) la novità Centro Basket Catanzaro, i giovani della Virtus Catanzaro, Bim Bum Rende, forse il Soverato e difficilmente la rinunciante Enjoy Lamezia(anch’essa senza campo), campione di Calabria.

 

La Calabria, per la prima volta nella propria storia rimarrà senza campionati senior?Probabilmente no, anche perché Catanzaro ha avanzato proposta di ripartire dalla C Gold (season nazionale – nei prossimi giorni si avrà l’esito della richiesta).

 

L’ultimo decennio –Dopo due anni, Giuse Barrile, giornalista e dirigente sportivo riuscì nell’intento di far ripartire il basket in città. L’8 luglio 2009 venne acquistato il titolo del Gragnano.

Dopo appena un anno di grandi difficoltà, il titolo venne ceduto alla dirigenza della Cestistica Gioiese con Giancesare Muscolino in sella.

Otto anni di campionati nazionali: Dalla B, si arrivò alla Dna, dalla Dna alla nuova A2 unica senza vincere campionati ma ottenendo salti di categoria grazie alle riforme dei campionati.

I dati più importanti arrivarono dalla conquista del premio Under, dal record di presenze nella gara contro Treviso e dal volo altissimo nell’anno targato Benedetto-Rush-Deloach e nella stagione targata Marco Calvani due anni fa terminata con una dolorosa e storica penalizzazione di 34 punti causati da una fideiussione falsa (probabilmente dovuta a problemi economici dello sgradevole anno marchiato Bermè) che costrinse alla retrocessione forzata il team nero-arancio.

 

La Viola era già un malato terminale:Il funerale della compagine stava già per essere celebrato nella passata stagione dopo il passaggio delle quote societarie dall’ormai ex proprietario Muscolino ad Aurelio Coppolino da Barcellona Pozzo di Gotto.

Il debito non è mai stato palesato al cento per cento ma in seguito alle battaglie tv degli ultimi anni appare chiaro che dovrebbe superare i due milioni di euro.

Il progetto, dunque, doveva trasferirsi in Sicilia ma, a causa del debito pregresso della precedente società siciliana, il titolo rimase a Reggio.

La gestione Coppolino entusiasmante per iniziativa e comunicazione svanì immediatamente (il dirigente siciliano ha portato i libri riguardanti l’acquisizione del club in Procura).

La squadra rischiava il forfait durante il campionato (così come avvenuto ai vicini di casa del Lamezia ma per ragioni diverse e l’assenza totale di un campo da gioco).

La forza dalla gente, collette di tifosi, addetti ai lavori, istituzioni ed appassionati riuscì a tenere a galla un gruppo straordinario.

La società venne messa in liquidazione e fu creato un Comitato a supporto per provare a concludere la stagione stessa.

 

Da li a poco, come per magia si manifestò, all’improvviso, l’azienda Mood Project.

Nuovo Main Sponsor, atmosfera che poteva tranquillizzarsi nonostante il forte debito del club: l’azienda decise, clamorosamente di acquistare le quote della società attraverso “il closing”.

La vicenda diventò un susseguirsi di situazioni tanto esaltanti sul campo quanto enigmatiche fuori.

 

I fatti dicono che la squadra ha terminato il campionato vincendo il quarto di finale Playoff contro Pescara, promossa in A2 successivamente: i nero-arancio sono stati eliminati per mancata ricezione nei termini della sesta rata dei parametri Nas in Federazione.

 

I giocatori non sono stati pagati ed i titoli di coda sono avvenuti attraverso la scomparsa dai campionati nazionali.

Il resto sarà un leccarsi le ferite, discutere, fin troppo a mezzo social, sognare l’avvento dell’uomo che ha salvato il calcio che fino a quel momento non se la passava per il meglio del basket cittadino.

 

Luca Gallo della Reggina ed il suo no –Il no definitivo è arrivato in conferenza Stampa durante la presentazione del tecnico Toscano ma occorre raccontare che era negli occhi e nelle trattative di più di un addetto ai lavori amaranto la volontà di portare a termine l’operazione “amaranto-nero-arancio”.

Cosa è andato storto? Non lo sappiamo ma le conferme di una reale trattativa si vivevano giornalmente a mezzo media anche successivamente alla citazione “ho detto no un mese fa” diramata in chiave postuma dal Presidente amaranto (l’attività del delegato De Lillo era nota a tutti gli organi di stampa prima di vedere arenare il tutto).

L’Amministrazione Falcomatà, con Sindaco e Delegato in prima linea seduti attorno al tavolo romano della Fip nazionale con Gianni Petrucci aveva dato i frutti istituzionali sperati: un titolo di serie B con la Wild Card, concessione federale che si è vista davvero raramente nell’ultimo ventennio cestistico, il problema vero è stato la continuazione a tutto ciò ovvero la non presenza di un imprenditore volenteroso pronto a scendere in campo nel mondo del basket (Gallo o ne conoscete altri tra Russi, Cinesi o cordate in arrivo da qualsiasi parte del mondo?).

Purtroppo non basta avere un titolo sportivo: bisognerebbe trovare chi può mantenerlo.

 

Troppo facile sparare nel mucchio. Più che cercare i colpevoli, talvolta palesi e ben conosciuti bisognerà trovare le radici della storia, ripartire un passo alla volta senza strafare e senza voli “gonfiati” o improvvisati.

La categoria non importa. Reggio deve trovare unità, umiltà, spirito di sacrificio e d’intenti cosa che difficilmente avviene anche nelle minors del basket.

 

Probabilmente, però, per ritornare grandi tutto questo può anche non bastare: il sistema basket non funziona in chiave nazionale, se qualcuno se lo fosse dimenticato.

Può funzionare (e neanche così bene) solamente se gli attori protagonisti, dirigenti e presidenti in primis, riescano con cura a seguirne le regole (i parametri in primis) ed ad accettare esborsi economici talvolta notevoli e talvolta(diciamo molto spesso) senza nessun ritorno.

Negli anni sono scomparse squadre come Virtus e Fortitudo Bologna, la Virtus Roma autoretrocessa,i problemi odierni di Avellino,  Caserta scomparsa e ripartita due anni fa, Napoli ha una bella collezione di funerali e ripartenze, Messina dopo qualche anno di A1 vive il mondo minors da lungo tempo, Montecatini, Firenze, Lucca,la seconda Milano ecc. ecc.

La conclusione – E’ che l’ambiente cestistico nero-arancio si è logorato passo dopo passo. La scelta pesante e non condivisa da larga parte della platea reggina dello storico gruppo organizzato Total Kaos è stata forte ma vincente nel lungo periodo.

Cosi come i Tk, tanti altri appassionati si sono stancati ed hanno alzato bandiera bianca dimostrandolo con le mancate presenze al PalaCalafiore in questi ultimi due anni e non solo.

Servirà pazienza e tanto tempo per riflettere considerando che, probabilmente, questa pausa, che sia di un anno o tre (complici i debiti verso la Fip e la normativa vigente) o quant’altro sarà solamente rigenerativa e d’aiuto per chi verrà.

La tigre ritornerà a ruggire?

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