SOTTO IL SEGNO DI KOBE

La campionessa giapponese ha sconfitto la Azarenka in tre set: è il terzo Slam della sua carriera.

Dopo le 7 mascherine con i nomi di una persona vittima di violenze razziali, Osaka ha celebrato il titolo indossando la canotta numero 8 dei Lakers.

La sua lotta al razzismo

“Il punto è iniziare a parlarne”, ha dichiarato più volte Osaka che il mese scorso si era rifiutata di giocare la semifinale del Torneo di Cincinnati dopo che la polizia americana aveva sparato a un uomo di colore, Jacob Blake, in Wisconsin. Nei mesi precedenti, durante lo stop per la pandemia, la campionessa giapponese era scesa più volte in strada per protestare al fianco del movimento ‘Black Lives Matter’ dopo la morte di George Floyd. In occasione della finale si è presentata indossando una maschera con il nome di Tamir Rice, un ragazzo di colore di 12 anni ucciso dalla polizia in Ohio nel 2014. Quella era la settima mascherina usata durante il torneo, con i nomi di altrettante vittime di violenza: Breonna Taylor, Elijah McClain, Trayvon Martin, Ahmaud Arbery, George Floyd e Philando Castile.

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