TRE CORDATE PER LA VIOLA? SI, MA SERVE UN “MAGNATE”

Di Giovanni Mafrici – Ancora novità nelle vicende in nero-arancio. Cosa accadrà?

In tre a Palazzo San Giorgio, anche in quattro.

Il cammino di ripartenza della Viola passa dalle Istituzioni ma tra tantissimi dubbi e perplessità.

Tempi iper ristretti, una trattativa dell’attuale proprietà con Barcellona Pozzo di Gotto che non è ancora conclusa al cento per cento (la normativa federale parla chiaro come vi abbiamo anticipato) e  più di un soggetto non palesatosi a mezzo stampa che prova ad intervenire.

 

Il guaio –è che la tempistica è totalmente “sballata”.

Tre mini-cordate di interrogativa potenzialità economica si sono presentate a Palazzo San Giorgio per richiedere informazioni e provare a subentrare.

 

Attenzione:è notorio che, nonostante il mito, la passione e quant’altro, le società sportive Viola Reggio Calabria e Scuola di Basket Viola siano a gestione privata.

 

Quello che servirebbe  –è un “magnate”, una forza economica tale da pagare i debiti delle precedenti gestioni e ridare forza e vitalità al progetto, ammaccato e dilaniato dalla stagione Bermè con Giusva Branca al comando (da qui partì il problema con Spalding, ricordiamocelo) in poi.

 

E’ troppo semplice –ambire solo ad una ripartenza dalla Scuola Basket Viola accodandosi l’ambiziosa gestione del Pianeta Viola (accordo tra istituzioni e Viola mai reso noto al cento per cento) ed al relativo progetto giovanile al momento gestito da Gaetano Condello, direttore sportivo uscente dell’ultima Viola da sempre legato alla gestione Muscolino.

 

I conti in tasca-alla Scuola di Basket Viola si possono fare in poche righe. La gestione del Pianeta Viola è super onerosa ed è sicuramente maggiore agli introiti in arrivo dalle quote dei mini atleti e dalla ricezione dei parametri da parte della Federbasket (a memoria, grazie alle giocate di Lupusor, Smorto,Osmatescu ecc, la Viola può vantare su di un monte parametri di diciotto mila euro l’anno).

 

Qualcosa si muove ugualmente-con la speranza si tratti di iniziative concrete e sostenibili.

La Fip Calabria ha più volte reclamato a questo: iniziative sostenibili con la S maiuscola e non salti nel vuoto.

 

La gestione Muscolino ha regalato probabilmente agli sportivi un ambiente illusorio nei campionati di vertice del basket italiano. Siamo sicuri che Reggio città sia pronta per ripartire da qualcosa di simile?

 

La forza socio-economica della città e delle iniziative private è all’altezza di una Serie B nazionale?

 

In breve, si può fare basket senza un magnate? Secondo noi no e non c’è cordata che tenga.

 

L’unico modello simile da poter seguire, invece, è quello della Stella Azzurra Roma.

Il modello era stato citato da Patron Muscolino in una “vecchissima” intervista ai tempi di Coach Fantozzi.

 

Un quartier generale modello “tana delle tigri”, settore giovanile d’eccellenza, tutti giocatori a parametro(normativa basilare nel basket di oggi), nessuna squadra per vincere i campionati ma serbatoi su serbatoi reclutando giocatori da tutta Italia: per farlo serve una base economica, grinta, passione, organizzazione e competenza. E’ questa la strada giusta? Se cosi fosse si potrebbe realmente partire dal C Silver.

Nel frattempo, dalle parti di Palazzo San Giorgio ed attraverso comunicazioni private e non si sono visti volti noti in nero-arancio come il Responsabile del settore giovanile Iracà ed il già citato Condello, i legali del Patron Muscolino, deus ex machina dell’arrivo dello sponsor al Villa San Giovanni Lo Presti e Creaco, il direttore della Vis Luigi Di Bernardo ed anche uno dei tecnici giovanili più stimati a livello nazionale, un Coach che ha fatto la storia della Viola(e che era parte fondamentale della Viola scesa in campo, ed a Piazza Italia nel dicembre del 1997) e della pallacanestro italiana come Gaetano Gebbia, oggi tecnico della Serie D della Lumaka.

Cosa accadrà? Solo confusione? Speriamo di no.

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