TUTTA DA LEGGERE: MARK CAMPANARO

Un clamoroso Mark Campanaro Mito Assoluto della storia della Cestistica Piero Viola è stato leggendario anche in collegamento da Orange County in California ed ha risposto con brio ed entusiasmo alle domande di Giovanni Mafrici.

Versione testuale

 

Hai di nuovo i baffi?

Si, avevo la barba prima con il Covid ho tagliato.

Io ho preparato le domande in inglese ma se vuoi parliamo italiano.O anche dialetto?

Iddu ci rissi a idda..eheheheh

Ci siamo visti nel 2012 per l’intervista in Via Marina, è stato fantastico.

Me lo ricordo me lo ricordo.

Valentino Battisti – lui è morto da un anno.

Ho parlato con lui recentemente. Ero rimasto in contatto con lui.

Valentino era bravissimo.

Ricordo uno scontro di gioco ed una cicatrice che ancora esiste.

Valentino era una brava persona.

Sei sempre in California?

Si, ogni tanto vengo dalle vostre parti.

Qualche mese fa sono stato a Taormina, poi sono venuto a Reggio con Kim e Max e Natty Costantino Poi sono andato a trovare mio figlio.

La prima volta a Reggio Calabria?

Si, con Massimo Bianchi e Coach Benvenuti.

Abbiamo passeggiato sul corso Garibaldi.

Erano i primi anni ’80. Quarantanni fa.

E’ vero che per te Max e Kim sono come fratelli?

Massimo per sei anni eravamo sempre a casa sua a Milano.

Kim è il padrino mio figlio.

Che ricordo hai della Calabria?

E’. bellissima. La gente è bellissima.

Rispetto alla California?  Ci sono piccole differenze ma le similitudini sono parecchie.

Il clima è uguale.

La differenza è che in California si vende tutto, è pieno di gente. A Reggio è più tranquillo, si mangia per un ora, seduti, relax.

La nazionale nel 1983?

E’ successo rapidamente. Eravamo in ritiro.

Arrivò un Telegram e Tito Messineo  mi ha messo su di un treno e mi sono ritrovato con la maglia azzurra.

Ho conosciuto Meo Sacchetti, Walter Magnifico, Costa,Villalta e Gratis.

Renato Villalta giocava a Mestre un anno prima a di me.

E’ stata un’esperienza bellissima:un altro mondo.

Sono arrivato in azzurro dopo Silvester e prima di Mike D’Antoni.

Sandro Gamba era un ottimo Coach.Aveva il suo gioco, molto organizzato.

Pochi contropiede ma molta organizzazione.

Qualche giorno fa abbiamo parlato di Tonino Zorzi giocatore e delle sue realizzazioni. Te lo ricordavi?

Si si, lo sapevo. Lui era un bravo giocatore.

Nelle sue squadre si giocava un Passing Game più strutturato.

Aveva i suoi giochi.

Tiratore, play,rimbalzisti. Era un bravo Coach però non era il mio tipo di gioco.

E Coach Benvenuti?

Ah…Cacco.

Gianfranco…avevamo un’amicizia…odio e amore.

Mi dispiace per tutti gli infarti che gli ho fatto prendere.

Lui ha capito che il contropiede ed il gioco sotto canestro con Hughes che era fondamentale funzionava.

Io ho imparato questo dalla scuola di John Wood.

Pallacanestro non è una scienza: se si passa la palla funziona.

Movimento, rimbalzi, contropiede, il gioco non deve essere fermato.

Last dance?

Si si… il triangolo.

Invece, il passino game è più bello. Contropiede, invenzioni, show.

Pallacanestro è come un dance, non è uno sport statico, è un movimento continuo.

Reggio ha avuto tanti campioni. Un campione Aba come Hughes, Ginobili, Kobe da piccolo. Nei Bulls di Jordan giocava un ex Viola. Te lo ricordi Kobe?

Kobe è come Mj. Aveva sempre quella mentalità di vincere.

Come tutti noi, ci sono quelli che giocano per giocare e noi che vogliamo vincere.

Non mi frega se fai 100 punti ma voglio vincere la partita.

Un giocatore che fa tanti punti va bene ma se gli altri giocatori fanno tanti punti si possono vincere più partite.

Ho rivisto come in America: lui voleva vincere.

Quali erano i giocatori americani più forti dei tuoi tempi?

Wilt Chamberlain. Ha tanti record Nba ma per ogni ruolo è diverso.

Direi Russell, Bird, Oscar Robertson, Magic Johnson, Mj.

Il tuo idolo?

Dottor J.

Julius giocava con Kim Hughes in Aba nei Nets.

Lo vedo spesso perchè in California sono nella segreteria dei giocatori ritirati con Darnell, Nixon, Cooper.

Jamaal Wilkins.

Julius è una bravissima persona.

Spesso organizziamo le serate per le foundation Nba.

Lui ha delle storie di Kim pazzesche. Anche a quei tempi Kim faceva gli scherzi.

Te la ricordi la spazzatura nella macchina di Lillo Barreca?

Kim era un mostro per gli scherzi.

Una faccia incredibile.

Lo guardi in faccia non lo diresti mai, una macchina da scherzi.

Gianni Calafiore e Lillo Barreca?

Calafiore è un bravissimo dottore.

Rudy…cosa gli puoi dire? E’ una persona gentile.

Lillo ha subito degli scherzi assurdi.

Ci ha sempre sopportato.

La partita che ricordi maggiormente?

Al Botteghelle era sempre una bolgia.

Gli arbitri non. Erano a favore nostro all’inizio.

Quelle “cazzate” tra Nord e Sud che non devono esistere.

A Botteghelle non si sentiva niente: era clamoroso.

Gente impazzita per noi.

I Calabresi sono dei grandissimi tifosi.

La gente arrivava al Palazzetto 4 ore prima della partita.

Io abitavo a Sbarre inferiori, prima della partita mangiavo allo Snooty Fox: c’era una folla incredibile prima della partita.

Mi dispiace per gli avversari.

Ardessi?

Un bravo tiratore. Anche Joe Bryant era bravo.

Joe era un grande tiratore ma non grande giocatore.

Lui voleva solo fare punti.

Io non capisco perchè quando abbiamo vinto l’A2 è stato mandato via Kupec.

Eravamo molto completi come squadra.

Lui prendeva rimbalzi.

Avevamo una chimica meravigliosa.

Cambiammo per Mc Dowell, poi Malavic, con loro eravamo perfetti.

King arrivò fuori condizione: era un bravo giocatore ma serviva più tempo per farlo ambientare.

Per chi tifo in Nba? Tifo per la Viola. Ma non sono un tifoso sfegatato come avviene in Italia.

A me piace il bel gioco.

Sono uno studioso di pallacanestro.

Io non capivo mai perchè i tifosi impazziscono: siamo giocatori, siamo uomini semplici.

Sei consapevole di essere un Mito a Reggio.

Tante leggende..

Noi non scegliamo mai le donne, sono loro che scelgono.

Forse ho portato a Reggio una mentalità diversa.

Arrivavo dalla California ero uno spirito libero.

Ma a Reggio piace la spiaggia, la festa, uscire e divertirsi.

Il Giudice sopportava: gli devo tanto.

Il Giudice Viola?

Devo tutto a lui.

Lui ha lavorato tanto per farmi diventare italiano.

La sua storia è pazzesca.

Dopo la morte del fratello ha lasciato un lavoro importantissimo a Roma per mandare avanti la Viola in memoria del fratello: ch9 di noi avrebbe mai fatto questo.

Ha creato un ambiente bellissimo a Reggio: una speranza per la gente.

Ha dimostrato che a Reggio possono fiorire e crescere squadre di Serie A.

Reggio?

Ho tantissimi amici, Kim, Max, Natty, io sono stato a Reggio quando non c’erano gli americani.

Tutti i miei amici sono calabresi e sono brave persone.

Non dimentico.

 

Giovannone Spataro?

Gianni aveva un fisico incredibile.

Una volta ha sbagliato un intervento e mi ha dato un pugno in testa.

Era una persona gentile, educata.

Grande, forte e dal cuore d’oro.

Donato Avenia?

Era unico con quel talento.

Facevamo la guerra per insegnargli tanto.

E’ diventato un grandissimo.

Grandi ricordi con Attruia, Livornese,Zaghi, Brienza e poi…Massimo Mazzetto.

E lui?

Poteva diventare un mito. Ricordo quando difendeva su Drazen Petrovic.

Era un grande.

Una storia tristissima.

Sarebbe diventato, senza dubbio, il nuovo play della nazionale.

Diventare bravo come Brunamonti, Caglieris e Marzorati.

Era forte e con un gran fisico e con grande sensibilità nel campo.

Il difensore più cattivo?

Marco Bonamico. Ricordi quella partita con Napoli…che storie.

Senesi..era bravissimo.

Stefano Sbarra: giocatore durissimo.

Mario Boni era un grande.

Lo sai che Bullara gioca ancora?

Bull, abbiamo giocato insieme.

Aveva un fisico incredibile.

Grande persona.

Lui, Santoro, Hugo Air Jordan.

Sconochini saltava come un matto.

Ma da Reggio sono passati giocatori incredibili come Volkov, Garrett, Young, Manu Ginobili.

Ho visto Manu a Los Angeles, mi sono presentato e voleva sapere se le storie su di me fossero vere..una persona gentile ed un bravo giocatore.

Gaetano Gebbia?

Era assistente con Benvenuti alla Stella Azzurra a Roma.

Ricordo gli allenamenti prima di noi quando giocavo a Perugia.

Facevamo spesso amichevole.

Gaetano è un maestro di pallacanestro.

Ha grandi occhi per scovare talenti.

Merita l’Nba, almeno come scout.

Massimo Bianchi?

Ha due attributi enormi.

Non si spaventava di nulla.

Saltava contro i giganti, contro Meneghin, senza paura.

Il Basket italiano?

Troppa classificazione dei giocatori e troppe limitazioni.

Chi è oggi Mark?

Sono in pensione.

Ho fatto lo Sceriffo, poi l’Assessore per le tasse immobiliari nella Contea di Orange County.

Faccio Golf,giri, mi diverto.

Reggio,però, sarà sempre nel mio cuore.

 

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