UN MITO IN TV:MANU GINOBILI SI RACCONTA

BUENOS AIRES– Lo scenario è quello del teatro Maipo di Buenos Aires, il protagonista è uno solo: Manu Ginobili.

Un incontro attesissimo, organizzato lo scorso venerdì, nei minimi particolari, da La Nacion. Di fronte al fenomeno di Bahía Blanca Juan Pablo Varsky che ripercorre con Manu tutta la sua lunghissima carriera, partendo proprio dal giorno dell’annuncio del ritiro.

Ginobili ricorda quel giorno con grande emozione: “Ero tesissimo, avevo anche un misuratore di battiti del cuore ed ho scelto Twitter per dare l’annuncio. Dopo il post sono scappato via poi però sono tornato a controllare se avevo scritto tutto bene”.

“Ho giocato la scorsa stagione abbastanza convinto che fosse l’ultima. Ho lasciato le porte aperte, con un 2% di possibilità, attendendo il ritorno dalle vacanze ma quando sono tornato a San Antonio non mi vedevo proprio a rimettere il pallone sul parquet e ricominciare la preparazione. Lì ho capito che era arrivato il momento”.

“Durante le vacanze ho dialogato con coach Popovich ma prevalentemente via messaggi testuali… per lo più con emojis… sì, Pop manda emojis”, racconta Manu sorridendo.

Ed i tuoi figli cosa pensano, chiede Varsky.

“I miei figli? Sono piccoli, non si sono resi conto ancora di nulla. Sanno solo che non andranno più al palasport”.

Si torna indietro all’età di 14 anni, quando Manu viene escluso dalla squadra di Bahía Blanca, perchè troppo gracile: “Un momento che non si dimentica, da quel momento è cambiato tutto, sono eventi che ti formano la personalità, ho passato due giorni a piangere”.

Si parla poi dell’NBA, del rapporto con i social network e Manu racconta di quando non utilizzò più Twitter per 3 mesi dopo la sconfitta in finale contro i Miami Heat ma anche di come utilizzava le chat ICQ per dialogare con Marianela Orono, la sua futura moglie, negli anni in cui era a Reggio Calabria ed a Bologna.

I ricordi più belli, senza dubbio, quelli con la Nazionale Argentina, soprattutto ad Indianapolis ed Atene 2004: la “Generacion Dorada” con Sconochini, Montecchia, Delfino….  Il canestro più bello? “Quello con la Serbia ad Atene, con uno splendido assist di Montecchia per il tiro allo scadere che fece impazzire di gioia gli argentini.”

Il rapporto con Popovich? “Molto difficile nei primi anni, più di una volta avrei voluto rispondere ma non lo facevo perché temevo la sua autorità. Nel secondo anno, quando perdemmo ai playoffs con i Lakers mi chiamò per un incontro. Mi fece capire, dopo avermi “torturato” per un anno, che mi avrebbe voluto nella sua squadra per sempre. Lo guardavo per capire se fosse la stessa persona che mi voleva uccidere un mese prima.”

La sua filosofia di gioco? “E’ sempre stata quella di far muovere la difesa avversaria e destabilizzarla”.

Il mio futuro adesso? “Non so cosa farò. La politica? Non mi ha mai interessato, tranne negli eventi importanti. Vivo la vita per come viene. Ora ho molto tempo libero, che prima non ho mai avuto. Gioco a tennis, amo ascoltare la radio ed i podcast.

Il giorno del ritiro della maglia? “E’ una cosa molto rara e sarò imbarazzato ma cercherò di vivere questa emozione anche se sarò davvero molto nervoso. E’ un enorme onore ma mi sudano le mani se penso a cosa dire.”

La chiave dei successi con l’Argentina e San Antonio? “Culo !!! Con la “Generacion Dorada” ci siamo trovati tutti insieme, quasi per caso, a formare una squadra fantastica, a San Antonio è arrivato Tim Duncan, anche lì praticamente per caso, dopo una stagione in cui si fece male David Robinson e San Antonio perse quasi tutte le partite e l’anno dopo ebbe la prima scelta nel draft… e con due potenze come Popovich e Tim, anche lì, tutto è venuto naturale.”

L’incontro termina e La Nacion omaggia Manu con un libro che contiene tutti gli articoli scritti da Ginobili per il quotidiano argentino. Il pubblico del teatro Maipo lo saluta con una vera e propria ovazione. L’appuntamento è per il prossimo 28 Marzo 2019 quando a San Antonio si vivrà una giornata storica, quella del ritiro della maglia di Emanuel David Ginobili.

Nino Romeo per Reggioacanestro.com

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Show Buttons
Hide Buttons