VIOLA: E ADESSO COSA ACCADRA’?

Viola:”Save the last dance”. Una morte lenta e dolorosa o c’è ancora qualche speranza?

Oggi alle ore 18 si gioca: al Palacalafiore va in scena, probabilmente, quella che non è una partita di basket qualsiasi, Viola contro Catania.

La Viola, aspettando l’ufficialità da parte degli uffici federali (chiusi per le festività) ha già tre punti di penalizzazione ma ha ancora un tempo, risicato e brevissimo per pagare i parametri federali.

Chi li paga? L’amministratore unico Coppolino, rimasto ancora tale per il momento dal punto di vista formale, ma dimissionario in seguito ad un comunicato di scuse nei confronti della città e delle istituzioni, non ha sicuramente la forza economica per sostenere ciò.

La grottesca situazione fatta di promesse, comunicati e chi più ne ha più ne metta potrebbe far presagire ad una continuazione, qualora si materializzasse la figura del vecchio patron, Giancesare Muscolino, unica (o quasi) forza economica del club negli ultimi nove anni devastato dall’opinione generale in seguito agli accadimenti della passata stagione che hanno portato la Viola a trentaquattro punti di penalizzazione, alla forzata retrocessione ed ad un percorso  legale in corso.( relativo alle tribolate vicende della passata stagione ).

I debiti sono stati creati, non vi è dubbio anche tantissime irregolarità: alla stessa stregua, eccezion fatta per qualche sponsorizzazione, nessun imprenditore (non commerciante) si è mai avvicinato al progetto Viola.

I debiti sono salatissimi, probabilmente ancora più grandi di quello che pensiamo e comunque in grado di coprire una stagione da Eurolega in Serie A.

Questa sera andrà in campo una gara di Serie B nazionale con degli atleti in scena vittime di aver creduto ad un progetto “fake”, un’illusione smascherata dagli attenti navigatori del web e da chi ha ormai “il deridere la gestione Viola” come ragione di vita.

Neanche gli esperti procuratori del settore sono riusciti ad aggirare l’ostacolo, neanche le istituzioni che speravano nel rilancio del progetto Viola.

Si continuerà con l’agonia ?

Non è probabilmente arrivato il momento di resettare qualsiasi paragone con la storia del club?

Ripartire seguendo le nuove regola del basket come accade nella vicina Catanzaro?

Volare secondo la proprie possibilità, qualora esistessero?

Tanti appassionati sono stanchi ma continuano a combattere propronendo una raccolta fondi.

Il Sindaco della città ha espresso vicinanza e solidarietà e si appella agli imprenditori della città ( ne esistono?)

Tanti altri si sono già allontanati e festeggiano per l’accaduto (lo “sputate al Re” nei confronti di Aurelio Coppolino è alquanto sgradevole anche se l’operazione kamikaze del broker siciliano è un esempio da non seguire mai più in qualsiasi ambito sportivo e gestionale”).

In realtà, c’è poco da festeggiare e scatenarsi umiliando i colpevoli.

Sarebbe sin troppo facile..

In sintesi: in caso di chiusura al mercoledì i giocatori , valorosi e quotati troveranno squadra.

Matteo Mecacci, uomo di valore che si sta prodigando anima e corpo per la causa ed allenatore di rango verrà liberato e subentrerà alla prima panchina di Serie A2 pronta a saltare.

E i tifosi di Reggio? Dovranno capire che per il bene del movimento, con umiltà e razionalità si dovrà ripartire da progetti sostenibili, a parametri federali limitati, coltivando giovani fatti in casa con cura e disponibilità, tentando i grandi salti solo a piccoli passi complice l’economia latente del territorio.

Il fardello di un nome glorioso come la Viola non è facile da sostenere: probabilmente, proprio quel nome ed il suo utilizzo limitato potrebbe essere la chiave di una risalita, lenta ma efficace del basket a Reggio Calabria alla larga dall’acquisizione di titoli, rincorrere bonifici per evitare la morte e figuracce continue.

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