VIOLA:PARLA IL SINDACO FALCOMATA’ “LE PORTE SONO APERTE”

di Giovanni Mafrici – Tre cordate alla finestra, nessun “magnate” ancora in campo pronto a rilevare la B, tempi strettissimi per salvare la B e la trattativa ben avviata con Barcellona che preoccupa gli sportivi calabresi.

Abbiamo ascoltato il sindaco della città di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà per fare il punto sulla situazione dei nero-arancio.

Sindaco due giorni fa lei ha incontrato i tifosi della curva Massimo Rappoccio. Vi siete lasciati con un appello. Che evoluzioni ci sono?

Intanto vorrei ringraziare i ragazzi della curva. Da parte loro ho rilevato un atteggiamento di grande amore verso i colori, un segno ulteriore del grande valore sociale che la Viola rappresenta per la città. In quella circostanza, anche in relazione a quanto gli stessi tifosi mi hanno rappresentato, ho rivolto un appello alle forze imprenditoriali affinché si giungesse ad una soluzione che mantenesse la prospettiva professionistica, nel massimo della trasparenza e del rispetto delle regole, a prescindere dalla categoria, ripartendo dal contesto di serie B o in alternativa con un progetto di più lungo periodo sulla serie C Silver. Sarebbe davvero bello avviare un progetto sportivo che nasca dal basso, con tanti giovani reggini, in grado di infiammare il palcoscenico locale e nazionale, entusiasmando tifosi ed appassionati cosi come avvenne ad esempio negli anni ’70 ed a seguire. Il problema oggettivo è che i tempi sono molto ristretti e non è semplice impiantare un progetto imprenditoriale di questa portata in poco tempo.

 

Lei ha chiesto alla Società di congelare ogni trattativa per capire intanto se ci fossero condizioni economiche tali da garantire la permanenza del titolo per la B in città, dico bene?

 

Si credo sia una prospettiva importante questa. Ho appreso dalla stampa di una possibile trattativa con una società siciliana. Non so come andrà a finire. Ma io credo che da sindaco e quindi da garante di tutta questa vicenda, soprattutto nell’interesse dei tifosi e del valore sociale che lo sport riveste nel contesto cittadino, il mio compito sia quello di chiedere che vengano vagliate tutte le possibile ipotesi per fare in modo che la Viola possa ripartire in un contesto favorevole, da un campionato prestigioso come la B, e con quegli obiettivi di trasparenza e correttezza che i tifosi hanno chiesto.

 

Ci sono stati dunque degli interessamenti? Voci di corridoio affermano che qualcuno si sia presentato a Palazzo San Giorgio con delle proposte

Si è vero. Quell’appello ha sortito i suoi effetti, ma al momento, a pochi giorni dalla scadenza fissata, non ci sono state proposte che vadano nella direzione dell’acquisto del titolo e della società per il mantenimento della categoria. Alcuni imprenditori, tre precisamente, mi hanno manifestato delle idee nell’ipotesi di ripartenza dalla serie C Silver. Vedremo che accadrà adesso. Naturalmente le porte dell’Amministrazione sono sempre aperte. Ho voluto seguire da vicino questa vicenda perché ritengo sia una questione che ha importanti risvolti sociali. La Viola, esattamente come la Reggina, non sono semplicemente due compagini sportive, ma rappresentano la storia ed il futuro della città, un pezzo importante di identità della comunità cittadina, cosi come le altre compagini sportive, anche quelle più piccole, che contribuiscono ad alimentare pratiche virtuose, dando soprattutto ai ragazzi delle occasioni di riscatto e di crescita umana.

Il Sindaco dunque non si è tirato indietro..

Assolutamente. Nonostante le questioni da affrontare sul tavolo di un Sindaco siano sempre tante e molto complesse, ho accettato di buon grado l’invito dei tifosi e mi sono attivato personalmente per seguire questa vicenda. Non potevo certo girarmi dall’altra parte, nè da Sindaco né, credo mi sia consentito, da tifoso neroarancio.

La Viola è un patrimonio della città, al di là di chi, temporaneamente, ne detiene la proprietà in termini societari. Credo che vada tutelata, in tutti i sensi, e io credo che le istituzioni debbano assolvere fino in fondo il loro ruolo di garanzia, seppure in un contesto di trattative, del tutto legittime, tra società private che ovviamente hanno anche diritto a fare i loro interessi.

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