30.000 VOLTE DIRK

Traguardo incredibile per il tedesco:30.000 in carriera.

di Gaetano Laganà – Il tedesco nella notte tra martedì e mercoledì è diventato il sesto giocatore di tutti i tempi a superare quota 30.000 punti segnati in carriera. Traguardo storico che lo porta di diritto tra le leggende NBA.

Cosa c’entra la Germania con la pallacanestro NBA? Cosa c’entra la scherma con la pallacanestro? Cosa c’entra un bianco biondo di 213 cm con Jabbar, Malone, Bryant, Jordan e Chamberlain? Apparentemente niente, invece esiste un’unica risposta a tutte queste domande: Dirk Nowitzki.

Si proprio Dirk Nowitzki, perché nella partita in casa contro i Lakers, dopo un minuto circa dall’inizio del secondo periodo, l’ala forte dei Mavs prende palla nel mezzo angolo spalle a canestro, si gira con Larry Nance Jr. di fronte, finta, si butta indietro ed il finale è sempre lo stesso…solo rete. Ma questa volta è diverso, perché quel canestro non è come gli altri. Quel canestro segna i punti 29.999 e 30.000 nella carriera NBA del 41. Al primo timeout è festa grande all’American Airlines Center, gremito per l’occasione, con tutti i compagni ad abbracciare “la storia”. Grande commozione anche per Mark Cuban, atipico miliardario e proprietario dei Dallas Mavericks, che dal 1998 si è preso il tedesco in squadra e non ha più voluto saperne di mollarlo.

Un traguardo storico per un giocatore che la storia l’ha cambiata davvero, almeno nel basket NBA. Se oggi esistono i ”4” tiratori e con movimenti da guardie, gran parte del merito è il suo. Giocatore straordinario, capace di prendere e segnare tiri senza logica, senza equilibrio e senza alcuna possibilità di essere fermato dai difensori che da 19 anni stanno cercando di risolvere il rebus “Dirk”. Nowitzki ha inventato quello che oggi è una consuetudine per le ali forti e questo rappresenta il giusto riconoscimento ad una carriera eccezionale.

La strada per diventare la più grande macchina da guerra prestata alla pallacanestro è stata però molto lunga. L’artefice di tutto ciò è un uomo di nome Holger Geschwindner che iniziò ad allenare Dirk all’età di 15 anni, con metodi decisamente “diversi”. Principi di scherma, spintoni e tiri fuori equilibrio sono stati la base della crescita del ragazzo di Würzburg che è riuscito a creare qualcosa che da quell’altezza non si era mai visto prima.

L’impatto di Nowitzki sul mondo del basket è devastante, riuscendo nell’impresa di portare il primo storico anello ai Mavs, ma soprattutto facendo comparire sulla mappa del basket la Germania, nazione storicamente non proprio legata a questo sport. Dirk ha vinto tutto quello che poteva vincere, andando spesso anche oltre le aspettative: 13 volte All Star; MVP della Lega (2007), della coppa del mondo (2002) e di Eurobasket (2005); un anello NBA ed MVP delle Finals (2011); un bronzo mondiale ed un argento europeo con la nazionale. Solo per citare le imprese più significative!!!

Alla sua diciannovesima stagione NBA è entrato definitivamente nella leggenda con quel canestro che ormai è diventato il simbolo di una carriera. Adesso Dirk si trova in compagnia di Kareem Abdul-Jabbar, Karl Malone, Kobe Bryant, Michael Jordan e     Wilt Chamberlain. Dirk proverà a superare Chamberlain a quota 31.419, quota raggiungibile probabilmente la prossima stagione, annata nella quale il tedesco ha già annunciato il suo ritiro.

Nowitzki ci ha fatto emozionare nel 2011 quando schiantò i Miami Heat di James e Wade, non riuscendo a trattenere le lacrime e scappando negli spogliatoi per pochi minuti appena finita la partita. Ma ci ha emozionato anche quando agli ultimi Europei in Germania ha detto addio alla nazionale, con il pubblico di casa commosso che rende omaggio alla propria leggenda vivente forse ancora più commossa del pubblico.

Giocatore come pochissimi e forse talento che difficilmente si rivedrà su un parquet, soprattutto pensando che si tratta di un “bianco” europeo di 213 cm. Purtroppo resterà un anno e qualcosa in più per vedere ancora le sue gesta in campo che ormai fanno parte della storia del gioco, come il tiro dal gomito su un piede buttandosi indietro, o il tiro da 3 ed atterraggio con le mani sulle gambe già pronto per i festeggiamenti.

Godiamoci questo talento ancora per un po’ e ringraziamo “qualcuno” per averci permesso di essere testimoni della leggenda!!!

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