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1° Memorial Odoardo De Carlo: una storia che continua nelle persone

Ci sono giornate che nascono per ricordare qualcuno e che, alla fine, riescono soprattutto a far sentire quanto quella persona sia ancora presente nella storia di chi è rimasto.

Il 1° Memorial Odoardo De Carlo è stato proprio questo. Non soltanto un appuntamento di pallacanestro, ma un momento per ritrovarsi attorno a una storia comune, fatta di persone, famiglie, amicizie e di una passione per il basket che negli anni è riuscita a passare da una generazione all’altra.-scrive la nota della Scuola di Basket Viola.

Odoardo De Carlo è uno dei nomi legati alle origini della pallacanestro reggina e a quelle radici dalle quali, molti anni dopo, continua a crescere anche la realtà della Scuola Basket Viola. Dedicargli un Memorial ha significato quindi tornare per un giorno al punto da cui tutto è cominciato, ma soprattutto guardare a ciò che di quella storia esiste ancora oggi.

 

Ed è stato proprio questo il filo che ha accompagnato le premiazioni.

Tra i riconoscimenti della giornata, quello consegnato al Presidente Carmelo Laganà, in rappresentanza della Pallacanestro Viola, ha riportato inevitabilmente alle origini e a un pezzo importante della storia cestistica della città.

Ma uno dei momenti più sentiti è stato quello dedicato a Riccardo Rizzieri, nipote di Odoardo De Carlo, nonché figura emblematica della SBV . Vederlo ricevere un riconoscimento nel Memorial dedicato a suo nonno ha dato alla giornata un significato ancora più personale: Riccardo oggi continua a vivere quotidianamente la realtà SBV, portando avanti, a modo suo, qualcosa che appartiene anche alla storia della sua famiglia.

E poi c’è una fotografia che probabilmente racconta tutto senza bisogno di troppe parole: la famiglia De Carlo riunita sul parquet. Generazioni diverse, insieme, nello stesso luogo e per lo stesso motivo. Non soltanto per ricordare Odoardo, ma per testimoniare quanto ciò che una persona costruisce possa continuare a vivere attraverso gli altri.

È forse questo il significato più vero del primo Memorial.

Non celebrare semplicemente ciò che è stato, ma riconoscere ciò che è rimasto.

Perché cambiano gli anni, le squadre e le persone che scendono in campo, ma certe radici restano. E quando una passione riesce a diventare eredità, una storia non finisce: continua nelle persone che scelgono di portarla avanti

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