Dall’Australia alla festa per il ventennale del Nuovo Basket Soccorso
Il cuore di Andrea Turiano batte ancora per i colori arancio-azzurri
Il Nuovo Basket Soccorso spegne venti candeline. L’appuntamento, precedentemente rinviato per pioggia, si è giocato al Campo polivalente “D. Dascola”, in via Sila, dietro la chiesa del Soccorso, dove la società ha festeggiato insieme a tifosi, ragazzi e a chi ha scritto pagine importanti della sua storia.
Il Campo Dascola non è un luogo qualunque. Recentemente oggetto di un imponente restyling strutturale, sostenuto interamente dai giovani soccorsini, rappresenta il cuore pulsante di questa avventura sportiva e umana. È il simbolo di una comunità che non si è mai arresa, che ha creduto nel valore dello sport come strumento di crescita e di aggregazione, e che ancora oggi continua a investire nelle nuove generazioni.
La storia del Nuovo Basket Soccorso è anche, e soprattutto, la storia di giocatori che indossando la canotta arancio-azzurro hanno saputo lasciare il segno. Tra i tanti, spiccano i nomi di Fabio Schiavone, Michele Chiappalone, Paolo Strati, Peppe Dascola e Aldo Albanese, talenti cresciuti nel vivaio soccorsino e poi divenuti punti di riferimento del movimento cestistico locale. Insieme a loro, il Dottore Vincenzo Tripodi, già Coach del Club, molti altri atleti hanno contribuito a costruire l’identità vincente e combattiva della squadra, quella grinta che ha reso il NBS una realtà riconoscibile e rispettata nel panorama del basket giovanile e senior.
Tra i protagonisti della serata, un gradito ritorno: Andrea Turiano, che non ha voluto mancare all’appuntamento nonostante la distanza. “A volte ritorno, ma ritornano per un bel compleanno dall’Australia. A”.
Turiano, legato profondamente alla società, ha ricordato con affetto gli anni trascorsi in maglia arancio-azzurra: “Ho giocato forse nel 2010, poi un annetto ho allenato i ragazzini. Son passati tanti anni”, ha raccontato con una risata. “Lì ho fatto due annate. La prima sono state belle. Abbiamo fatto anche una promozione con Fabio Schiavone e, tutto il gruppo. Schiavone che è il bomber della squadra, possiamo dire, però eravamo un bel gruppo. Ricordo soprattutto quelle dinamiche che rimangono dentro. Passano gli anni, ma quelle rimangono”.
Nonostante la lontananza, Turiano ha mantenuto un forte legame con la sua ex squadra e con il mondo della pallacanestro. “L’anno scorso ci siamo sentiti in collegamento, più che altro la scorsa estate, perché la Region ha vinto contro una tua ex squadra e del Verona”, ha raccontato. Ma la domanda sorge spontanea: stai ancora giocando? “No, in realtà no, ogni tanto al campetto, ma sempre meno. L’ultima volta che ho giocato è stata metà d’agosto a Helsinki, mi trovavo lì per altri motivi, perché nel frattempo ho cambiato anche sport. C’era un campetto, c’erano tre ragazzi, volevo iniziare con due tiri, poi si è partito in tre contro tre, ma è stato una cosa piuttosto randomica”.
Alla domanda su cosa gli manchi di più del mondo della pallacanestro, Turiano non ha dubbi: “Ma sicuramente i legami che comunque restano. E poi per me la pallacanestro è stato comunque un modo per uscire lontano, per uscire di casa, incontrare persone, fare social, fare comunità. Che è una cosa molto importante e lo è ancor di più credo per questa generazione”.
Il legame con lo sport e con la sua terra resta indissolubile. “Mi trovo a Reggio per qualche settimana ancora, quindi mi ha fatto piacere ritrovare tutti i ragazzi dell’NBS che ormai è difficile vedersi, però mi è sempre un gran piacere, anche perché sono legato”.


