DESIO E’ CORSARA, PARLA COACH DANIELE QUILICI
“Vincere a Fiorenzuola e contro la Viola vale tanto: campionato indecifrabile, ma che spettacolo”
Il coach del Desio Daniele Quilici analizza il momento della squadra: “Due punti pesanti, contro Reggio Calabria abbiamo vinto non mollando mai. La serie B nazionale è di una competitività altissima: non esistono partite scontate”
Due vittorie in trasferta che pesano eccome, e un campionato che, parola del coach, è diventato davvero indecifrabile. Daniele Quilici, allenatore del Desio, traccia un bilancio del momento della sua squadra dopo i successi esterni contro Fiorenzuola e la Viola Reggio Calabria, quest’ultimo arrivato al termine di una battaglia finita 67-66.
“Vincere in trasferta non è mai semplice – esordisce Quilici – Siamo riusciti a portarne via due in questo momento, a Fiorenzuola e qui con la Viola, che sono due squadre assolutamente di rispetto. Sono due punti per noi pesanti, ci danno umore soprattutto rispetto al lavoro che stiamo facendo, che è tanto, con una squadra che ha tanti elementi che ancora devono maturare e capire cosa voglia dire giocare in questo campionato”.
Sul successo contro Reggio Calabria, il tecnico livornese individua il momento decisivo: “L’abbiamo vinta non mollando mai e provando a migliorare durante la gara su quegli aspetti difensivi che ogni tanto sono mancati. Siamo partiti molto bene, abbiamo fatto 15 minuti di ottima pallacanestro difensiva, poi due palle perse e un errore a rimbalzo ci hanno concesso qualche rimbalzo d’attacco di troppo. Però siamo stati bravi a migliorare durante la gara e a togliere le seconde chance a Reggio: quando siamo riusciti veramente a murare l’area, abbiamo messo le mani sulla partita. Le gare che finiscono 66-67 sono anche questione di dettagli: potevamo vincerla, potevamo perderla, ma la prestazione era stata più che sufficiente”.
Quilici si sofferma poi sull’equilibrio che regna nel girone: “Sta diventando tutto indecifrabile. Arriviamo dalla caduta della capolista Leonessa Brescia, che perde la sua prima partita, vince la Siaz di Piazza Armerina che qualche giorno fa aveva perso contro Omegna. In sintesi non si può pronosticare nulla
. È un campionato straordinario da questo punto di vista, per chi lo segue trova soddisfazione e conforto nei risultati; è un po’ meno sereno per allenatori e società, ma la serie B nazionale è diventata di una competitività altissima”.
“Tutti i roster che magari un paio d’anni fa erano a 8-9 giocatori ora sono a 10 – prosegue – Il decimo, se va male, gioca 5 minuti, ma di solito ne gioca anche una decina. Ci sono allenatori di alto profilo: nel nostro girone c’è chi ha fatto l’Eurolega, chi è stato vice in nazionale, chi ha vinto campionati di A2 e A1. Non è facile trasferire queste informazioni al pubblico e dire che ogni partita si può vincere”.
Un pensiero anche agli avversari: “Ho visto una buona squadra, e do valore alla mia vittoria, ma per me la Viola è una delle squadre che può tranquillamente lottare per i play-in. In un campionato a 18 squadre i play-in coinvolgono 12 team, e nessuno deve pensare che tra la dodicesima e chi fa i playout ci siano 20 punti. L’anno scorso siamo arrivati tredicesimi a due punti dai play-in e a due punti dai playout: l’equilibrio regna sovrano, e in questo girone ancora di più. Ho visto una squadra viva, che gioca una buona pallacanestro, ha buoni interpreti, è ben allenata e ha idee. È una squadra nuova – conclude – con Marini e Clark della vecchia guardia e un allenatore nuovo: servono tempo e pazienza, non esistono soluzioni immediate”.
Infine, una riflessione sul ritorno di tante piazze storiche nel basket: ” Ci sono piazze importanti dove c’è competenza, dove il pubblico capisce se un giocatore gioca bene o male, se un allenatore sta lavorando bene o male. Attaccarsi solo al risultato, in un campionato con questa competitività, può anche essere un problema: serve il giusto rapporto e la giusta distanza”.
Poi il saluto finale e l’augurio di rito: “In bocca al lupo per il tuo cammino.


