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COACH CARREA A TUTTO CAMPO, DALLE SCELTE FINALI, AL CAMPIONATO ALL’ARBITRAGGIO

Coach Michele Carrea: “Contro Desio due partite diverse. Il problema? La prevedibilità negli ultimi minuti”

“Non c’è bisogno di tanto tempo per l’analisi. Sicuramente ci sono due partite diverse. Una è quella che si è svolta nei primi 28-29 minuti, dove siamo stati dentro la partita, siamo stati mediamente bravi a togliere quello che volevamo togliere e quindi penso che sia stata una partita che non voglio definire buona, ma solida, abbastanza convincente nel provare a togliere l’uno contro uno.

Potevamo fare meglio, ma mediamente convincenti nel provare a controllare i rimbalzi. Poi ci sono gli ultimi 8 minuti che sono un tema che abbiamo provato a mascherare con delle buone vittorie perché abbiamo fatto risultati in trasferta nonostante ultimi quarti molto negativi. Penso che l’elemento di riflessione più grande è che se tieni una squadra a 67 punti in casa, tendenzialmente devi vincere. Bisogna lavorare su questo 67 che ha un elemento fondante nel 52% dei liberi, dove chiaramente perdi una partita di uno tirando 12 su 23, ma anche un elemento fondante nei temi del gioco, perché negli ultimi 5 minuti di gara diventiamo veramente prevedibili con una scarsa distribuzione della responsabilità da parte dei nostri esterni e una scarsa capacità di diventare efficaci proprio perché prevedibili”.

Sullo schieramento iniziale: “Donadoni ha fatto la settimana di febbre, un virus gastrointestinale. È rientrato venerdì, chiaramente molto debilitato, ha fatto due giorni di vomito e nausea. Alessio non pensavo avesse un minutaggio importante nelle gambe, infatti sono riuscito a tenerlo a 21 che secondo me era il limite entro il quale si poteva usare per dare equilibrio ai quintetti, e quindi ho preferito con Marković mettere Tourè”.
Su Diouf: “Non penso che in questo momento si debba distinguere i reparti. Oggi Momo ha fatto un’ottima partita che sicuramente è un elemento di fiducia rispetto a delle partite opache che aveva fatto, delle quali lui era pienamente consapevole. Ripeto, non penso che le analisi e le riflessioni si facciano né in conferenza stampa post partita, né guardando una gara, perché la gara magari presenta un difetto specifico legato a come hanno giocato gli avversari. Penso che l’elemento che continua a crearci problemi sia la prevedibilità nell’ultimo quarto. Abbiamo un attacco che diventa prevedibilissimo con pochi giocatori che riescono a prendersi responsabilità convincenti e chiaramente questo fa sì che chiunque nell’ultimo quarto con un po’ di aggressività e con magari due tiri che entrano riaccende partite che non voglio dire che avevamo vinto, però più 10 in casa a punteggio così basso è una partita non vinta ma fortemente indirizzata. Noi invece questa capacità di uccidere la gara con un po’ di solidità, quindi un po’ di palle perse in meno e con due canestri magari anche un po’ di talento, ad oggi non ce l’abbiamo e questo ci fa fare enorme fatica. Se devo fare una riflessione sul reparto lunghi, mi viene più da dire che dall’uno al quattro noi dobbiamo trovare protagonisti negli ultimi quarti che non siano più che centrale di Romeo.”.

Sulla palla che scotta nel finale: “Se sapessi come si può curare, penso che sarebbe più vicino alla stregoneria. Penso che ci siano degli elementi che vanno ricondotti al gioco: noi come staff tecnico dobbiamo trovare tutte le risorse del gioco per aiutare i nostri giocatori a esprimersi e ad andare dentro quelle linee di gioco che gli fanno sentire in comfort. Evidentemente da questo punto di vista in questo momento non stiamo ancora riuscendo a trovare le chiavi. E poi chiaramente c’è anche un’assunzione di responsabilità da parte di chi in quei momenti di gara è un po’ opaco, che deve trovare delle risorse aiutato da tutti. Non c’è un tema di giocatori che hanno più o meno fiducia negli altri: c’è un gruppo molto coeso, che si cerca con convinzione, che però oggi, credo con senso di responsabilità, va messo di fronte al fatto che questa coesione nei finali di gara in cui si alza l’aggressività non sta producendo un’efficienza offensiva sufficiente”.
Sull’arbitraggio: “Non amo parlare dell’arbitraggio, ma mi piace che ci sia un dialogo nei 40 minuti e cerco di tenerlo attivo; quando vedo che non sono ascoltato tendo un po’ a innervosirmi. Penso che questo tema del fallo tattico continui a essere opaco. Ci sono tre situazioni in cui loro fermano chiaramente il nostro contropiede che vengono sanzionate come falli di gioco e poi c’è una situazione nel finale dell’ultimo quarto che improvvisamente diventa fallo tattico. La mia riflessione, un po’ agitata nel momento della gara, è che nel momento in cui di tre non ne hai dato tattico neanche uno, allora mi fa innervosire. Capisco la difficoltà dell’utilizzare una regola nuova per quanto riguarda il fallo di Donadoni a rimbalzo su Tornari, invito solo a guardarlo. Parliamo di un giocatore di taglia a rimbalzo difensivo contro un giocatore molto piccolo che non ha mai evitato un flopping o un tentativo di esperienza. Decidere una partita per un fischio a 20 metri dal canestro su una situazione di così grande vantaggio mi è sembrato particolare. “.
Sul campionato: “Piazza Armerina vince facilmente contro Brescia dopo aver perso a Omegna, dopo aver battuto l’altra capolista di qualche settimana fa: non si capisce più nulla, può succedere di tutto, ma lo sapevamo. Questo è quello che raccontano queste prime giornate. È un campionato dove veramente è molto difficile fare pronostici, rispettare pronostici. Questo penso lo possa rendere bello. Noi guardiamo al nostro: in questo momento dobbiamo recuperare una solidità che ci manca in casa, ma credo che sia migliorabile anche nelle partite in trasferta”.

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