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Albertinazzi a Catanzaro: “Emozione tornare con mio figlio. E sulla Nazionale Argentina…”

Non è un semplice ritorno, è un passaggio di testimone. A Catanzaro, dove la pallacanestro ha un sapore tutto particolare, è riapparso Pablo Albertinazzi, storico play giallo-rosso amato dalla tifoseria e oggi vice-allenatore della Selezione Nazionale Argentina. Ma questa volta, al suo fianco, c’è una nuova promessa del basket: suo figlio Emilio, inserito nel roster giallo-rosso della Serie B Under 19 D’Eccellenza.

Per Albertinazzi, il legame con la città calabrese non si è mai spezzato. “Sono molto felice di essere qui, di ritrovare la gente di Catanzaro – ha dichiarato – Veramente io sono stato molto bene qui, ho lasciato dei bei ricordi e degli amici. Sono molto contento di tornare, ancor di più di farlo con mio figlio che farà parte di questo progetto. Sono molto contento e ho molta emozione per questo percorso che lui sta intraprendendo. E farlo con gli amici è molto meglio”.

Un’emozione doppia, quindi, che si inserisce in un solco già tracciato: quello del profondo legame tra la Calabria e i giocatori argentini. “Calabria è una terra che è molto accogliente – ha confermato Albertinazzi – Tutti quelli che siamo passati da qui veramente siamo stati bene. Io ho giocato 10 anni in Italia e ti posso garantire che dove sono stato mi hanno trattato molto, molto bene. Tornare in Italia, per me, è un piacere enorme”.

Un’affinità elettiva che ha visto, in passato, quintetti praticamente tutto argentini scendere in campo nelle squadre della regione, un filo rosso che unisce idealmente il suo ritorno al recente passaggio a Reggio Calabria di una leggenda come Manu Ginobili.

Il cuore dell’intervista, però, non poteva che spostarsi sul suo ruolo attuale con la maglia della Nazionale Argentina, un sogno per molti tifosi italiani che la considerano una seconda squadra del cuore.

“Si può tornare ai tempi d’oro di Sconochini, Ginobili, Delfino e Montecchia?”, gli è stato chiesto.
“Veramente non lo so – la risposta ponderata di Albertinazzi – Sicuramente stiamo lavorando per fare una squadra che possa lottare e competere con le nazioni più forti, soprattutto quelle europee. Ma quella generazione dorata è stata forse una cosa eccezionale: trovare tanto talento in tutti i ruoli che servono. Sarà molto, molto difficile”.

Un’eredità pesante, ma anche una sfida affascinante. E mentre la Nazionale lavora per il futuro, il testimone in famiglia è già passato. “Passiamo il testimone a mio figlio”, ha sorriso Albertinazzi, che ha poi concluso con un saluto alla piazza di Capo d’Orlando, altro luogo del cuore dove ha scritto pagine di successo. “A Capo d’Orlando ho giocato più anni in fila, abbiamo vinto due campionati, una Coppa Italia… è un posto a cui vorrei tornare a trovare gli amici”.

Un viaggio nella memoria, quindi, ma con lo sguardo rivolto al futuro: quello di Emilio, dei giovani giallo-rossi e di un’Argentina che, sotto la guida di uomini come lui, prova a sognare di nuovo.

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