ALEANDRE E LEONARDO,STORIA E BASKET, PARLA FRANCO PELLICANO’
Reggio Calabria – C’è un filo che lega il passato e il presente dello sport nella città dello Stretto. A raccontarlo è Franco Pellicanò, storico coach e maestro di pallavolo e pallacanestro, oggi giornalista, che ha voluto condividere la bella storia della società Aleandre, nata da un’importante eredità familiare.
“Diciamo che praticamente c’è una sorta di passaggio di testimone.” Il luogo simbolo di questa continuità è la palestra del Principe di Piemonte, dove è nata l’attività della storica società Leonardo, tra basket e pallavolo, e dove il cortile era il teatro delle sfide pallavolistiche e Cestistiche. “Dopo tanti anni, diciamo, nel segno della continuità si è un po’ pensato di proseguire attraverso una sorta di testimone, da padre a figlio, praticamente mio fratello Pino ha passato l’attività al figlio Andrea e alla figlia Alessia,” spiega Pellicanò. Oggi, i due giovani eredi stanno svolgendo una proficua attività di minibasket e di baskin.
Ma cos’è il baskin? A spiegarlo è proprio il coach: “È un’attività inclusiva che consente ai ragazzi disabili di praticare il basket.” Un’iniziativa che abbraccia i valori dello sport senza barriere e che sta trovando terreno fertile a Reggio Calabria
“Per cui diciamo ci uniamo le vecchie glorie con le giovani promesse,” sottolinea Pellicanò, evidenziando come l’evento rappresenti un’occasione di aggregazione unica. “È un momento di aggregazione perché registra anche la presenza dei genitori, della responsabile di questa scuola, dottoressa Morabito, che è stata così cortese a concederci la possibilità di riaprire questa palestra che è stata caratterizzata da decenni di storia ludicosportiva.” L’entusiasmo per questa rinascita è palpabile e guarda al futuro, anche grazie a un importante strumento normativo. “Eh, vogliamo continuare soprattutto in virtù di una legge che è stata di recente istituzione, la legge Berruto, che consente praticamente alle società sportive di poter usufruire delle attrezzature scolastiche anche durante il periodo estivo,” conclude Pellicanò.
Un passaggio di testimone che non è solo un cambio di nome, ma la promessa che lo sport reggino, fatto di passione, inclusione e tradizione, continua a scrivere pagine importanti, unendo generazioni e regalando emozioni dentro e fuori dal campo.


