Alfonso Ielasi in esclusiva su Reggioacanestro

(correva l’anno 1995.Alfonso Ielasi  adesso è un bravissimo cardiologo dopo una scelta coraggiosa, quella di lasciare completamente il basket(aveva giocato con profitto diverse partite di Serie A1) per dedicarsi esclusivamente allo studio.
Una scelta, la tua, programmata e coraggiosa.E’ stato difficile preferire lo studio al basket di alto livello?

 

“La pallacanestro è stata per me sempre un divertimento sin dai 5 anni quando ho iniziato a praticarla. Non la ho mai vista come una possibile professione. Dunque al termine della scuola superiore ai 18 anni ho seguito semplicemente l’istinto e ho dedicato il mio tempo allo studio ed alla vita più che al solo sport (professionistico o semi) senza pensarci troppo”.

Continui a seguire la pallacanestro?

“Devo dire che per qualche anno ho completamente staccato la spina dal mondo del basket ma negli ultimi tempi ho ripreso a seguire soprattutto l’Eurolega e poi anche il campionato italiano. Non amo tanto il basket americano”.

Fantasticando, considerato che Cattani,Grasso,Ciampi e non solo, ragazzi del tuo gruppo giocano ancora, l’Alfonso Ielasi senza lauree e specializzazioni dove sarebbe potuto arrivare?

“Credo che se avessi proseguito la mia avventura sportiva avrei potuto aspirare a giocare tra le ex B2 e B1 (attualmente non so a cosa corrispondano..). Non penso che avrei potuto arrivare e permanere a livelli più alti anche se purtroppo questo non lo si potrà mai sapere!”

Coach Gebbia ha sottolineato più volte il valore umano del gruppo PG Modena campione d’Italia.Sei ancora in contatto con i tuoi compagni?

“ Il gruppo del PG Modena credo abbia rappresentato qualcosa di difficilmente riproducibile: tutti amici uniti dal sano spirito di competizione sotto la guida dei maestri Gaetano Gebbia e Massimo Bianchi.
Non si trattava di una squadra di fenomeni ma di persone orgogliose che si allenavano duramente e sapevano affrontare il sacrificio con incredibile maturità e senza alcuna paura. Eravamo degli ometti di 15-16 anni che avevano un sogno e lo hanno trasformato in realtà.
Sono stato in contatto con molti dei componenti di quel gruppo per parecchio. Purtroppo il tempo e la lontananza non hanno facilitato il mantenimento dei rapporti. Comunque 3 anni fa ci siamo rivisti tutti insieme (coach, preparatori e dirigenti compresi) in una bella serata estiva e sembrava che gli anni non fossero mai trascorsi!”

Hai mai pensato di mollare tutto…e ritornare sul parquet?

“Sinceramente no anche se talora ho avuto l’esigenza mentale di riprendere a giocare più che altro perchè la sana competizione sportiva da stimoli ed energie uniche. 
Lo sport è stato per me una forma di educazione pulita da cui ho appreso principi fondamentali che mi hanno poi aiutato ad affrontare con lo spirito giusto le difficoltà sia della vita privata che professionale. Per questo ringrazio i miei allenatori, i miei compagni e la società Viola.”

Intervista di Giovanni Mafrici per Reggioacanestro.com

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