ALLE ORE 17.15 L’ITALIA SFIDA LA FRANCIA: SPISSU, DOPO LA SERBIA “NON HO DORMITO PER L’ADRENALINA”

Dopo la prestazione clamorosa da 22 punti contro la Serbia, alla vigilia della super sfida dei quarti di finale contro la Francia, il play della Reyer Venezia Marco Spissu si è raccontato su “La Gazzetta dello Sport” e sul “Corriere dello Sport”.

Dopo tanta gavetta nelle serie minori, passando dalla Viola Reggio Calabria in A2, fortemente voluto dall’allora Dg Gaetano Condello ed allenato da Giovanni Benedetto, si è formato anche in quella stagione dividendo il ruolo con un maestro del playmaking come il veterano Marco Rossi.

In quel gruppo, giocavano atleti esperti e vincenti come Rezzano e Casini accanto ad americani super come Rush e Deloach.

Ed oggi? Direi che è andata bene se sono qui a Berlino, a giocarmi un quarto di finale con la Francia…”), c’è stato il grande salto giocando con il Banco di Sardegna Sassari: “Non è stato facile fare il profeta in patria. I difetti, in particolare, si amplificano se sei di casa. Quando però le cose vanno bene, come nel mio caso, non c’è emozione più bella che giocare davanti al tuo pubblico. Ci siamo tolti anche delle soddisfazioni. Ho dato tutto per quella maglia, come ho fatto ovunque sono stato ma, in quel caso, la senti di più tua”.

Di biancoblu si sono vestiti anche i suoi idoli da bambino: “I miei primi modelli sono stati Travis Diener, lo studiavo dalla testa ai piedi, e Jason Rowe. Il Poz l’ho visto su qualche video. Lui ha creduto più di tutti in me. Gli devo molto”.

Poi la scorsa estate prima le visite mediche non superate a Malaga e successivamente l’esperienza in Russia e in Eurolega all’UNICS Kazan: “Quando si chiude una porta si apre un portone. Volevo un’occasione per giocare da straniero uscendo dallo stereotipo dell’italiano che si accontenta. Kazan è stata un’esperienza molto formativa anche sotto l’aspetto della cultura. La guerra ha rotto tutto, ora sono a Venezia e sono contento”.

Contro la Serbia ha realizzato sei triple e ha giocato quella che lui ha definito ‘la partita della vita’: “In carriera ne ho infilate anche 7 nella stessa partita ma qui è stato speciale. Non ho ci ho dormito sopra tanta era l’adrenalina. Ancora non riesco a crederci. Abbiamo festeggiato con la carta di credito del Poz, ma siamo stati leggeri. Adesso c’è la Francia, vogliamo continuare a sognare. E vogliamo prenderci una bella rivincita per il ko che ci ha inflitto ai Giochi. Noi ci crediamo”.

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