AMMANNATO:”CITTA’ COME REGGIO TI IMPONGONO A DARE IL CENTO PER CENTO”

Ha concluso la sua intervista così: “Appena finisce tutto veniamo a Reggio per riabbracciare una città che ci ha voluto bene”.

Durante la Diretta Rac Live del Venerdì, il talento toscano, classe 1988 ha raccontato aneddoti e situazioni davvero interessanti della sua carriera. Si è affermato ed è uno dei lunghi più apprezzati del basket italiano.

Marco Ammannato ha raccontato tante sfaccettature cestistiche in compagnia dei suoi compagni del 2013 Marco Caprari, Giovanni Rugolo ed Alessandro Piazza.

Il nostro rettangolo multimediale promette grandi sorprese in occasione del prossimo venerdì alle ore 21(Link per la replica).


Innanzitutto da dove nacque il vostro super gruppo della Viola 2013?

 

Siamo diventati un gruppo unito e non c’erano gelosie.

La partita contro Bari al Botteghelle è stata la svolta.

Dopo quella vittoria Giovanni Rugolo ci portò in un noto locale reggino e da li nacque un gruppo incredibile. Diventammo inseparabili, a dirla tutta, lo siamo ancora.

 

 

Come mai hai lasciato Scafati dopo una lunga e proficua esperienza?

 

Ci sono state delle divergenze con Coach Perdichizzi.

Fortunatamente è arrivata la chiamata di Piacenza.

Sono stato bene è stato un peccato non poter continuare una stagione tutta da scoprire.

 

Quintetto ideale. Ho legato tantissimo con Piazza,Rugolo e Caprari ma andrei ad utilizzare tutta la squadra di Reggio.

Giocatori come Ricci che faceva tantissimo lavoro sporco o lo stesso Nunzio Sabbatino erano fondamentali.

 

 

Il mio idolo in Nba?

Lebron James, è il giocatore più compleato di tutti.

 

Il giocatore più forte con il quale hai giocato?

 

Gallinari. Ci ho giocato insieme nelle nazionali giovanili. Era sempre concentrato e sul pezzo.

Grande mentalità. Programmato per diventare quel che è diventato.

Da giovane sono passato da Siena.

Allenarsi con Rimantas Kaukenas e passare il pallone ad una macchina che faceva “solo rete” sono ricordi indelebili.

 

The Last Dance?

 

In sintesi:La storia del giocatore più forte di sempre del mondo del basket. C’è da guardare ed apprendere.

 

Rischiavo il taglio alla prima esperienza alla Viola?

 

Si,sono arrivato a Reggio e non mi ero ambientato.

Successivamente ho vissuto tre anni bellissimi diventando anche il Capitano della squadra.

Ho vissuto bene in campo e fuori dal campo e non mi piacque andare via.

Le persone di Reggio sono meravigliose e fanno di tutto per farti star bene e quando vai in campo dai il 100 anche per loro.

I miei anni migliori li ho fatti tra Reggio e Scafati, sempre al Sud.

 

L’anno di Rush e Deloach?

 

Eravamo in striscia dall’anno prima e dalla strepitosa stagione 2013..

In gruppo era diverso perchè il collettivo con Sabbatino,Ricci,Piazza ecc è, a mio avviso, qualcosa di inarrivabile.

In quella stagione siamo volati alti e a causa di qualche episodio non riuscimmo ad arrivare fino in fondo.

Ricordo la gara contro Treviso: un pubblico straordinario una cornice troppo grande anche per la Serie A2.

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