ASPETTANDO L’EUROLEGA

di Gaetano Laganà – Manca solo una settimana al tip-off della principale competizione europea. Tra le questioni ancora in corso con la FIBA e le rivoluzioni del mercato estivo, i prossimi 12 e 13 Ottobre scenderanno in campo le 16 squadre, nel confermatissimo format da girone all’italiana (A/R), playoff e Final Four.

 

Le nuove entrate sono Unicaja Malaga (vincitrice della scorsa Eurocup), Valencia Basket (finalista della scorsa Eurocup) ed il Khimki Moscow Region che andranno a sostituire le uscenti Darussafaka, Galatasaray ed Unics Kazan. L’obiettivo comune sarà esserci dal 18 al 20 Maggio alla Kombank Arena di Belgrado per la Final Four 2018 che decreterà la squadra campione d’Europa.

Tutti a caccia quindi del Fenerbahce campione in carica del nostro Gigi Datome che insieme al maestro Obradovic è finalmente riuscito a portare un trofeo che conta in Turchia. I turchi hanno però dovuto effettuare una mini rivoluzione: sono partiti 3 pezzi da 90 come Bogdanovic, Udoh (volati in NBA) e Pero Antic (Stella Rossa), ma sono arrivati uomini importantissimi come Guduric (Stella Rossa), Guler (legenda del basket turco), il nostro Nicolò Melli (Bamberg) e Brad Wanamaker (Darussafaka). Con il coach dei coach in panchina anche quest’anno i giallo-neri sono super favoriti per la vittoria finale e regalare un clamoroso back to back (Datome ha già promessi di tagliarsi i capelli dopo il taglio della barba dello scorso anno).

Le altre favorite principali sono, come sempre, Real Madrid e CSKA con estati decisamente diverse. Gli spagnoli non hanno cambiato niente, se non aggiunto 3 elementi di tutto rispetto come il play Facundo Campazzo, la guardia francese Causeur reduce da un’ottima stagione al Bamberg ed il centrone Kuzmic (sostituendo Hunter). L’asse portante sarà la coppia Llull/Doncic, col secondo fresco campione d’Europa con la sua Slovenia. I russi al contrario pur avendo perso un solo uomo, hanno subito una perdita indecifrabile. Milos Teodosic ha cambiato clima, passando dal freddo russo alla calda Los Angeles, dove giocherà sponda Clippers. I moscoviti l’hanno però sostituito alla grande col rientro in Europa del Chacho Rodriguez ed hanno aggiunto anche l’esperienza di Westermann, Clyburn e di Otello Hunter.

Subito dietro si trova un bel terzetto pronto a dar fastidio alle prime della classe. Innanzitutto c’è l’Olympiacos che è reduce dall’ennesima finale e non ha cambiato molto. La carta d’identità inizia a pesare, soprattutto per Spanoulis, ma l’estate a portato al Pireo Kim Tillie, Hollis Thmpson, Strelnieks, Brian Robert dagli Hornets e Jamel McLean da Milano. Chi ha cambiato è stato invece il Barçelona che deve dimenticare al più presto la stagione scorsa. Navarro vuole festeggiare un’ultima volta prima del ritiro e senza infortuni i catalani possono dire la loro, contando anche sui nuovi arrivi come Hanga, Heurtel, Moerman, Rakim Sanders da Milano e Kevin Seraphin dai Pacers. Da tenere d’occhio il giovane Vezenkov. Infine l’altra greca, il Pana, proverà a rifarsi del capotto subito ai playoff dello scorso anno col fattore campo a favore. I verdi hanno perso il trascinatore Mike James volato a Phoenix, ma hanno preso in estate Vougioukas, Mitoglu, Lojeski, il giovane Lekavicius e Thanasis Antetokounmpo, alla prima occasione per dimostrare il suo talento.

Tra le squadre “rivoluzionarie” si trovano sicuramente l’Efes, il Baskonia, la Stella Rossa ed il Maccabi. L’Efes ripartirà dal centrone Dunston confermato e dall’esperienza del neo arrivato Kruno Simon da Milano. Il Baskonia blocca solo Shengelia, dopo uno straordinario europeo, e cambia praticamente tutto il resto. La regia di Huertas e l’esperienza del rientrante Carlos Delfino (ex Viola RC) dovranno mettere a posto i pezzi del puzzle. La Stella Rossa riparte come sempre dai giovani. Tanti giovani innesti, ma anche qualche uomo-guida come Feldeine, Keselj e Pero Antic, insieme ai confermati Lazic, Dangubic e Bjielica. Il Maccabi stravolge completamente tutto andando a costruire da zero l’intera squadra. Confermato solo Devin Smith ed il resto tutti nomi nuovi. Alex Tyus e tanti giovani proveranno a riportare in alto il basket israeliano.

Le sorprese potrebbero arrivare invece proprio dalle “new entry”, trattandosi di squadre toste e ben collaudate. Il Khimki ripartirà dall’asse Monya/Shved (quest’ultimo stellare all’europeo), ma Markovic, Jenkins ed Honeycutt sono pedine che possono essere utili nella corsa playoff. Malaga non cambia molto (squadra che vince non si cambia!) con Nedovic, Suarez e Brooks a mantenere l’ossatura, ma il mercato ha portato gente esperta come Augustine (CSKA), Milosavljevic (ALBA), Sasu Salin (Gran Canaria) e Shermadini (Andorra). E poi c’è il Valencia che sfruttando le conferme di Diot, Sato, San Emeterio e Van Rossom, è riuscita a portare in Spagna gente come Doornekamp, Llompart e Tibor Pleiss.

Non sembrano avere molte velleità il Bamberg del nostro Andrea Trinchieri, raggiunto in Germania anche da Daniel Hackett, e lo Zalgiris di Sarunas Jasikevicius che avrà il compito di far crescere ancora i giovani e provare a regalare qualche soddisfazione al basket lituano.

E l’Italia? Il basket nostrano avrà come unica rappresentante l’AX Olimpia Milano. Nuovo coach (Simone Pianigiani) e tanti nuovi volti per recuperare dopo un’annata a dir poco fallimentare, chiusa all’ultimo posto in Europa. Patrick Young, Jordan Theodore, Ben Ortner, Vlado Micov, Amath M’baye, Andrew Goudelock, Marco Cusin e Dairis Bertans, insieme ai confermati Dragic, Abass, Fontecchio, Cinciarini, Kalnietis e Pascolo avranno il difficile compito di riportare al successo una squadra che ha attraversato sicuramente tempi migliori.

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