B NAZIONALE: COSA ACCADRA’?
Brescia, clamorosamente out dal basket italiano, nonostante i tempi iper ristretti per ripartire quantomeno dalla B Nazionale? Lo scopriremo dopo la prossima conferenza stampa che si terrà alle ore 17.
E’ doveroso fare una rettifica rispetto a quanto scritto precedentemente e lo facciamo pubblicando un estratto dal Giornale di Brescia appunto”.
“In un momento in cui si prova a ipotizzare una forma di ripartenza (con chi o in che modo non è dato sapere, e solo dopo la conferenza stampa di Ferrari il quadro sarà leggermente più chiaro), ha senso provare a fare il punto sugli eventuali titoli sportivi disponibili.
Mentre la serie A2 offre pochi reali spiragli, al solito in serie B esistono realtà che hanno alzato o sarebbero pronte ad alzare bandiera bianca. Andando con ordine, con il termine ultimo per le iscrizioni fissato al prossimo 7 luglio, in serie B Nazionale (la già B1, categoria nella quale giocano Lumezzane e Orzinuovi) i titoli potenzialmente appetibili sono… uno e mezzo. La certezza sta di casa nelle Marche, dove l’Academy Basket Jesi ha ufficializzato lo scorso 20 giugno che non prenderà parte al prossimo campionato”.
Dunque, cinture allacciate e tutto potrà succedere ed il volo in B Nazionale tramite ripescaggio della Redel Viola appare ancora tortuoso e difficile.
Uniamo a tutto questo le incertezze sul nuovo progetto cestistico di Trapani.
Dove giocheranno i Siciliani, dopo tutti gli accadimenti ancora in essere riguardanti Trapani Shark, considerando che, il Patron Antonini degli Squali ha ancora una volta palesato la voglia di essere riammesso.
Ma soprattutto, il meccanismo della compravendita dei titoli non è più repentino come era un tempo.
In linea puramente teorica e formale, la risposta è no, non si può vendere un titolo sportivo ma ci sono svariati excamotage: secondo i regolamenti ufficiali della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro, in particolare l’Art. 165 del Regolamento Organico), il titolo sportivo non può essere in nessun caso oggetto di cessione o di valutazione economica diretta. Il titolo, infatti, appartiene alla Federazione, che ne concede il diritto di utilizzo alla società.
Tuttavia, nella realtà pratica del basket italiano (dalla Serie A fino alle serie minori), lo scambio dei titoli sportivi avviene regolarmente, ma attraverso procedure formali e “giri” societari specifici approvati dalla FIP.
Ecco come funziona e quali sono i metodi utilizzati per aggirare l’incedibilità diretta:
1. Fusione societaria (o Scissione)
È il metodo più comune e lineare. Due società si fondono: la società A (che ha il titolo sportivo della categoria superiore) e la società B (che vuole acquisirlo) si uniscono creando una nuova entità giuridica. La nuova società eredita il titolo sportivo più alto. Spesso, l’anno successivo, i vecchi soci della società A escono dal consiglio, lasciando il pieno controllo e la categoria a chi ha “comprato”.
2. Cessione delle quote o del pacchetto azionario
Invece di vendere il titolo, i proprietari vendono l’intera società (o ASD/SSD) che lo possiede. L’acquirente compra le quote societarie e, di conseguenza, si ritrova in mano la gestione del club e il diritto a partecipare al campionato conquistato da quella squadra.
3. Lo “Scambio di Titoli” (Rilascio e Riaffiliazione)
La FIP permette il trasferimento di un titolo da una società all’altra a patto che vengano rispettati rigidi vincoli geografici e temporali (regolati dalle DOA – Disposizioni Organizzative Annuali).
- Una società “rinuncia” formalmente al titolo a favore di un’altra.
- Dal punto di vista economico, le parti firmano scritture private parallele (ad esempio contratti di sponsorizzazione, cessione di marchi o vendita di beni materiali) per coprire la cifra economica pattuita per lo “scambio”.
I Limiti Geografici della FIP: Per evitare la compravendita selvaggia e lo sradicamento dei club dal territorio, la FIP impone che lo scambio o l’attribuzione del titolo possa avvenire solo tra società della stessa Regione o, in rari casi, di regioni limitrofe che gestiscono lo stesso campionato, salvo deroghe speciali del Consiglio Federale per i campionati nazionali.
A Roma è successo qualcosa che non sappiamo per vedere quest’abbondanza di squadre? “E successo che il marchio più importante al mondo, l’NBA, ha deciso che Roma e Milano sono due città dove gli imprenditori vogliono investire. L’NBA come marchio è vincente, se investe 3 miliardi come partenza del progetto qualcosa significherà”.ha dichiarato il Presidente Petrucci.
Ma sono compatibili due realtà che iniziano ex novo? Tutto lascia pensare che quella che alla fine resterà senza NBA Europe alla fine mollerà… Abbiamo fatto questa domanda a loro e tutte e due ci hanno risposto che accettano il rischio.
Permettetemi, ma Roma non è solo le due nuove società, ma anche la Virtus di Pasqualini e la Luiss di Abete in Serie B: continueranno a investire, ne sono sicuro. (Dimenticando il progetto Stella Ebk e la Carver in B2).
Ma queste due società saranno in grado di attirare pubblico? O meglio, come se lo divideranno partendo da zero?
Direi che ora non è possibile parlare di questo, dipende da tante cose, dai giocatori che prenderanno per esempio, bisogna aspettare per giudicare. Una giocherà a Roma Nord, l’altra all’Eur: di fatto una separazione territoriale già esiste».
Crede a un dualismo Roma-Milano come tanti anni fa? Per me già è iniziato e farà solo bene, anche su Milano c’è tanto fermento»


