Basket? Futuro incerto,come sempre

Il caso di Forlì, purtroppo, non è l’unico ed isolato episodio legato ad un fallimento a campionato in corso di una compagine del basket italiano.

Il basket,sia chiaro,non gode di ottima salute.

Si, è vero, potenzialmente possiamo avere una nazionale con tante stelle Nba o aspiranti tali ma il movimento fa una grande fatica.

Cosa sarebbe successo alla stagione della Viola(e non solo) senza la  terribile vicenda legata al caso di Lucca nella passata stagione?

Quel che sembra è che, di stabile, in questo mondo del Basket ci sia veramente poco: accordi che vengono disattesi ancora prima di iniziare, stagioni che si programmano in corsa spalmando i debiti delle stagioni precedenti e grande, grande incertezza.

Grande movimento minibasket che prosegue con un attività giovanile che, dalle nostre parti firma record negativi di stagione in stagione.

Nel basket che conta,sono tantissime le situazioni instabili,in questa stagione specialmente nel campionato di A2 Gold con Veroli,Napoli e Barcellona,(non sono gli unici casi)su tutte,in grande difficoltà.

Si fatica a restare in piedi all’interno di una situazione che rispecchia, senza dubbio,un’Italia in piena crisi economica.

Eccezion fatta per qualche nobile caso(vedi Armani Milano e poche altre), sono cadute tutte o quasi per poi rialzarsi strada facendo o sparire per sempre.

Quello che si semina(vedi il lavoro sul settore giovanile) resta, o talvolta vola via vi basti pensare che la Viola di oggi è figlia della voglia degli appassionati dirigenti che hanno continuato il lavoro alla Scuola di Basket Viola nel biennio di Serie D dove non era rimasto più nulla e dove si rischiava il totale stato di abbandono: il basket non è in salute e paga anni ed anni di continui cambi di regolamentazione, denominazioni dei campionati ed incertezza.

Arrivare in Serie A? E’ l’obiettivo di tutti ma, per volare nell’unico campionato professionistico della penisola, ormai diventato una season coloniale con una media di italiani bassissima diventa talvolta un’arma a doppio taglio.

Tocca alle istituzioni specializzate vigilare con fermezza, intervenire e creare regole chiare(finalmente i campionati ritorneranno ad essere standardizzati dopo un decennio di continui cambi di naming abbastanza ridicoli):il resto è marketing,appeal, visibilità e modernità, poker di fattori fondamentali al mondo d’oggi.

I sogni di A della Viola? Leciti ma rimanendo con i piedi per terra: la speranza è che qualche forte gruppo commerciale possa dar man forte ad un’unica e coraggiosa proprietà che, dopo aver rilevato il team al termine del primo anno di B dopo un futuro sicuramente tribolato, ha portato avanti un progetto  a spada tratta e tra mille difficoltà(le avventure di Vibo ne sono il fulgido esempio).

I passi verso il futuro,come la gestione del Centro Sportivo Viola e la gestione del PalaCalafiore rappresentano movimenti di modernità che  possono regalare un futuro d’eccellenza al basket in nero-arancio: il pubblico,il seguito e chiaramente le vittorie, possono condurre la società reggina verso palcoscenici inaspettati.

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