Basket, tanto per cambiare RIFORME

 

TRENTO, 9 GEN- “Voglio bene a Meneghin. Credo in Meneghin, e’ un mio amico, però deve sapere che il presidente del Coni ha il dovere di vigilare e di dire la verità. E ora si facciano le riforme. Si annuncino, e da qui a tre-quattro anni si facciano. Questo chiedo al basket”. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, lo dice all’ANSA alla presentazione della squadra italiana per i Giochi olimpici invernali giovanili. Poi aggiunge: ”Il basket italiano non puo’ avere come punto d’orgoglio di essere nella Top 16”.

MILANO 13 GENNAIO: “Sicuramente non mi ricandiderò alla presidenza della Federazione Basket”. Con queste eloquenti parole Dino Meneghin, intervenuto al programma radiofonico Start di Radio Uno, ha rinunciato ad un secondo mandato alla guida della FIP.

“Il lavoro del presidente deve essere svolto a tempo pieno: l’ho fatto per tre anni e mezzo stando fuori casa anche 200 giorni all’anno – ha spiegato l’ex campione di Varese e Milano – ora non posso più, devo seguire anche il mio lavoro e quindi cedo il passo a qualcuno che abbia il tempo da dedicare a questo sport meraviglioso”.

La situazione è la seguente: sembra che prima della scandenza del mandato il numero uno del basket Federale attuerà una nuova riforma a regole e campionati in tutta Italia.

ROMA, 25 gennaio – Il dialogo tra Federazione e Lega in merito alla riforma dei campionati prosegue. E sembra aver generato una situazione ormai definitiva. Il futuro sarà con un solo campionato professionistico, la Serie A1, che avrà 16 squadre. La Legadue passerà al dilettantismo con 28 squadre divise in due raggruppamenti (con la stessa divisione della Spagna, che ha una divisione “oro” e una immediatamente inferiore, “argento”) ma le società potranno ingaggiare due americani. Per quanto riguarda la DNA, parteciperanno 48 squadre, divise in tre gironi.

STRANIERI – Anche le regole per gli stranieri sembrano già stabilite. I club di Serie A potranno puntare su due opzioni: un organico da 10 giocatori a referto con cinque italiani e cinque stranieri senza distinzioni tra Usa ed Europei, oppure un roster da 12 con cinque italiani con quattro europei e tre Usa. Per “italiani” si intendono i giocatori formati nei vivai italiani, e non quelli eleggibili per la nazionale, concetto che avrebbe attirato gli strali dell’Unione Europea. Da capire, però, cosa accadrà con gli oriundi, possibile una “sanatoria” per chi sta già giocando in Italia.

INIZIO – Resta da capire quando prenderà il via la riforma. In teoria, sarebbe il 2013-14, ma questo comporterebbe tre retrocessioni dalla Serie A alla Legadue nel prossimo campionato. Possibile allora che si “ammorbidisca” la situazione, con due retrocessioni dalla Serie A alla Legadue nei campionati 2012-13 e 2013-14 a fronte di una sola promozione nel massimo campionato, posticipando così il via della riforma al 2014.

PARAMETRI-Per incentivare le attività nelle minors ridotte all’osso negli ultimi anni si sta pensando a dimezzare i parametri di svincolo autentici “uccidi-squadre” che hanno operato per un decennio tra l’indifferenza dei “cervelloni istituzionali” che solamemente a danno fatto si sono accorti dell’orribile situazione del basket “minore” d’Italia.

Dunque, per l’ennesima volta cambieranno le regole e probabilmente anche i nomi dei vari campionati all’interno di un basket alla ricerca di un’identità e di persone appassionate e serie.

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