Brescia, l’urlo del riscatto: da Calvani ai big di mercato, la Leonessa torna a sognare
Dopo il capitombolo in B1, la piazza riparte da un coach con le idee chiare e da una società che sta riscrivendo il proprio DNA. Nel girone della Viol” c’è già chi vuole vincere, ma a Brescia non si bada a spese: nel mirino Markovic Burns e Vencato.
C’è un nome che riecheggia ancora come un fantasma nei palazzetti dello sport bresciani: Marco Calvani.
Se nel girone della Viola c’è già chi alza la posta, con la Siaz Piazza Armerina del patron La Versa che si erge a regina del mercato forte dell’ultima firma di Denis Alibegovic, Brescia non intende certo guardare. Anzi. La nuova Leonessa ha deciso di bussare forte, e lo fa ripartendo da un uomo che quella maglia l’ha già onorata nei momenti più alti.
La presentazione ufficiale del nuovo corso è avvenuta nella sede di Busi Group OMB Technology a Rezzato, con la presidente Graziella Bragaglio, il socio fondatore Mirko Busi e il coordinatore del gruppo tecnico Matteo De Maio a fare da cornice al nuovo condottiero: Marco Calvani.
L’allenatore, reduce da una stagione assurda alla Virtus Roma, sollevato dall’incarico primo in classifica e qualificato in Coppa e, ormai dieci anni fa, dall’ultima grande avventura della “Viola” in A2 (quella placata dal terribile meno 34), si è presentato con la carica di un giovanotto. «Sono gasato e carico. Ho detto sì perché Brescia e questa piazza sono un’eccellenza. Mi sento un privilegiato», ha esordito davanti ai cronisti.
«Alla luce dello spirito che vi contraddistingue, della cultura del lavoro, della voglia di non mollare mai che fa parte del DNA dei bresciani, non è pensabile non avere una difesa che attacchi gli avversari.»
Non sono un coach copia-incolla. Non esiste un modello preconfezionato: costruiremo un sistema su misura per i giocatori che avremo. Ma il talento in attacco non basta. E soprattutto, non dovremo commettere l’errore di pensare che tutto ci sia dovuto perché siamo Brescia, per il passato o per i nomi. Sarà una battaglia.»
«Brescia è sempre stata una trasferta molto bella», ha raccontato, mostrandosi subito proiettato sul futuro: «Il nostro obiettivo dichiarato è costruire un’identità riconoscibile. Arriveremo a dire che ci sarà un giocatore simbolo legato al territorio.»
In cima alla lista dei desideri c’è Christian Burns, 40 anni, una vita trascorsa in biancoblù tra alti e bassi, ma sempre da punto di riferimento e bandiera. Il suo ritorno sarebbe un’iniezione di esperienza e cuore per un gruppo che deve ricostruire. Accanto a lui, con insistenza, si fa il nome di Luca Vencato, playmaker 31enne in cerca di riscatto dopo un’annata segnata da problemi fisici.Accanto a loro, è vicinissimo Nikola Markovic, ex Siaz.
«Testa bassa e lavorare, per farci trovare pronti a fine settembre. Il passato è storia, il presente si scrive solo con i sacrifici.»


