BUM BUM E’ ANCORA INCADESCENTE:PARLA MARCO CAPRARI

E’ stato senza dubbio lo showman assoluto del primo appuntamento con Rac Live.

Marco Caprari, in compagnia dei fedeli scudieri Rugolo, Ammannato e Piazza ha dispensato “Champagne” e saggezza cestistica sul rettangolo multimediale del nostro nuovo format, che, promette grandi sorprese in occasione del prossimo venerdì alle ore 21(Link per la replica).

Il dialogo di “Bum Bum” ha spaziato dal basket al turismo, da Reggio al suo super gruppo.

 

“Sono stati tre anni a Reggio Calabria ma devo ammettere che il 2013 è stato un anno da sogno.

Grande merito va dato al nostro allenatore Ciccio Ponticiello.

Vincevamo, ci divertivamo e lui, stava sempre dalla nostra parte.

Un sistema pazzesco, un’alchimia che nasce spontaneamente è improgrammabile”.

 

 

Il video del record di triple di Giovanni Rugolo – Sulle qualità di Giovanni non ci sono dubbi e non lo scopro io.

Sono qualità incredibili ed un talento magnifico quando riesci a meccanizzare il movimento diventi irresistibile.

Non mi sono meravigliato, ho fatto tiro con lui per un anno.

 

Le differenze tra Reggio e Formentera – E’ tutta una questione di moda e collegamenti.

In Calabria non manca nulla. Cucina, divertimento e non solo. La Regione deve spingere e deve spingere questa tipologia di turismo.

Reggio ha un vantaggio che è l’Aeroporto che va potenziato:la gente deve viaggiare a tariffe basse e con viaggi frequenti.

Devi riuscire a fare arrivare le persone ad un costo accessibile e Reggio, città che funziona volerà.

 

 

Le città del suo cuore – Montegranaro, grazie alla chiamata di Antonio Bocchino. Senza quella chiamata dubito niente sarebbe nato.

Successivamente, grazie a Coach Bocchino feci un provino a Capo d’Orlando con Coach Cucinotta.

Mi squillò il telefono il 29 giugno alle 10.30 di mattina: ero tornato alle 7 di mattina.

Era Ciccio Venza di Capo d’Orando, non sapevo neanche dove fosse.

Feci un provino, c’erano 48 gradi ma andò bene e da li iniziò la mia carriera al Sud.

Metto Capo, Reggio, Trapani,Brindisi, Pesaro..sono troppe.

 

Pesaro e Trapani? Due mesi prima di me giocava Charlie Smith,giocavano contro Jasikevicius.Giocare per Pesaro era un sogno per me, andavo li a vedere la Scavolini da bambini.

C’erano già Morri, Podestà,Pieri, dopo due mesi dissero che firmava Myers: uno sogno.

A Trapani ha vissuto esperienze uniche.

C’erano tante di quelle persone che pensarle oggi, con le normative attuali sarebbe impensabile.

 

 

Il quintetto ideale? Ho giocato con tantissimi giocatori.

Piazza è il miglior play e non è un dato da poco considerando che ho giocato con registi come McIntire, Morri e non solo.

Guardia: Rugolo, non lo dico io che giocatore è.

Ammannato è uno dei lunghi più intelligenti con i quali ho giocato.

Lungo metterei Pietro Bianchi ma solo perchè non vuole il pallone.

Pietro è un carrarmato.

 

Il gruppo della Viola 2013?

Per farvi capire, andavamo a fare la spesa in cinque, tutti insieme.

Coesi e compatti.

 

Myers? Nella mia esperienza a Pesaro abbiamo parlato di Reggio Calabria e della sua micro esperienza durante il ciclone Barbaro.

In città c’era un cinema.

Reggio dovette pagare la penale di uscita.

Mi disse, in quattro ore ho fatto il guadagno più grande della mia vita.

Una conferenza stampa, neanche una gara ed una buona uscita.

 

Il giocatore più forte che abbia mai giocato con te? Il primo Keith Carter, McIntyre, Brian Oliver, Myers senza dimenticare Alessandro Fantozzi, Ale a Capo aveva 38 anni ma era leggendario, giocava perennemente contro box and one ma devastava qualsiasi cosa.

Per me sono icone sarebbe come scegliere tra Mj, Magic e Bird.

 

Il mancato rinnovo di Piazza al termine di quella stagione alla Viola? E’ stata una “scafazzata” per dirla alla Siicliana.

Sono stato la prima persona ad ascoltare Ale dopo il mancato rinnovo.

Eravamo pronti a toglierci un tot di euro a testa per farlo firmare ma non è andata così.

 

La Viola? Condivido l’azionariato popolare.

Serve un progetto sostenibile. L’entusiasmo è sopito, basterebbe davvero poco. Due mila euro a testa per un bel po di persone, progetto a lungo termine e Reggio diventerebbe in un amen una società d’alta quota.

 

Il Basket? Non so quale potrebbe essere la formula magica.

Oggi è il momento ideale per poter riformulare lo sport in generale anche a livello aziendale, di prodotto media e non solo.

Farei la Serie A a 16 squadre con Italiani e due stranieri buoni.

L’economa dello sposo non c’è più: dimenticatelo.

Serve un senso di appartenenza. Quello, anche a Reggio può essere un grosso vantaggio.

Serve far cooperativa.

Serie A2 professionistica che può permettersi quel target.

Serie B dilettantistica con la possibilità di fornire percorsi sportivi e lavorativi contemporaneamente.

E’ impensabile pensare a 8 allenamenti più partita a settimana per 600 euro.

Ho una passione sfrenata per questo gioco.

Ancora oggi giro in macchina con scarpette e maglietta.

Ho preferito durante la mia carriera declassarmi ma solo per giocare.

Mi avevano offerto la Serie A1 come ultimo degli esterni ma non ho mai voluto sventolare l’asciugamano.

 

Per emergere? Bisogna allenarsi sempre.

A Montegranaro stavamo fermi 14 giorni e ricominciavamo subito.

Se un giocatore ha talento, la società investe su di te diventerà tale, specialmente oggi dove il 20% a mio avviso è talento e l’80% fisico.

L’errore più grande è farne un problema economico.

A Montegranaro, agli inizi guadagnavo 300 mila lire ma volevo arrivare.

 

Brian Oliver? Ricordo una scena contro Scafati.

Gli ultimi due minuti sembrava Michael Jordan. Tutti bassi per fare giocare lui, palleggiava sotto le gambe e realizzava in step back, tutto facile.

Davanti aveva Jamaal Robinson, non uno qualunque.

Era straordinario.

Aveva la capacità di dire: ragazzi, tranquilli ci penso io.

 

Se ti dico Reggio Calabria?

Passione, ritornerei subito.

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