CARICA MADE IN REGGIO:PAOLO FRASCATI

di Giovanni Mafrici – Pillole da Rac Live. Le dichiarazioni del giovane reggino Paolo Frascati

Reggino al 100% in collegamento da Riparo Vecchio- Cannavò”.Si collega così, con tanta voglia di far bene il giovane Paolo Frascati.

 

“Non potevo dire no al Gm Giuse Barrile e cogliere al volo questa grande opportunità.

Voglio sorprendere, mettermi in mostra positivamente, giocare per questa maglia, per me, è realmente un grande onore”.

 

I messaggi social di Yande Fall?

 

“Lo sto seguendo giornalmente.

Non ho avuto ancora modo di conoscerlo ma l’ho visto giocare spesso.

E’ un grande rimbalzata.

Non molla mai e credo che ci possa dare una grandissima mano”.

 

Hai alle spalle un percorso giovanile d’eccellenza. Quali sono state le piazze che ti hanno migliorato di più?

 

“Posso dire sicuramente l’Hsc Roma, settore giovanile che mi ha cambiato mentalmente.

MI hanno fatto capire che il basket non è solo un gioco ma è uno sport dove devi dare il massimo.

Posso argomentare anche dell’annata di Catanzaro dove sono riuscito a giocare in Serie B ed a far bene”.

 

Che giocatore è diventato Paolo Frascati?

 

“Posso giocare sia tre che quattro e mi adatterà alle richieste di Coach Bolignano.

Lavorerò in tutti i modi per migliorarmi ancora.

Sto lavorando sul tiro e sulla velocità dei piedi.

Sono sicuro che lavorando con compagni forti ed affermati come i miei nuovi compagni di squadra possa migliorare ancora e proiettarmi anche verso un altro ruolo, da numero due, pur consapevole che dovrò lavorare molto”.

 

Qualche tuo amico d’infanzia è riuscito ad entrare nel roster della prima squadra. Ricordo una bella panchina per Nino Gullì, tuo caro amico.

Hai assaporato a distanza quelle emozioni?

 

“Per Nino sono stato felicissimo. Lui è il Mio migliore amico. Oggi, sono pronto. Dipende tutto da me.

Spero che il Palazzetto possa essere finalmente pieno e festante”.

 

Cosa ti ha detto Coach Bolignano?

 

“Una lunga telefonata con lui prima di chiudere l’accordo.

E’ stato il mio primo allenatore a tre anni e mezzo al Pianeta Viola.

Per me è una persona che rispetto.

Sono orgoglioso che sia lui il mio allenatore”.

 

Cosa ti ha detto tuo padre, grande appassionato di basket?

 

“Lo conosci. E’ molto alla mano in questi casi.

Ho deciso da solo. Mi ha lasciato valutare e ponderare. La scelta è mia, totalmente mia e ci credo molto”.

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