CARLO RECALCATI:QUANTE EMOZIONI

di Giovanni Mafrici – Il podcast dall’intervista al tecnico della grande Panasonic e della nazionale italiana- Viola? Un momento importante e cruciale per la mia vita, la mia carriera e la mia famiglia.

Il sole ed il mare della Calabria sono speciali. Sono stati cinque anni meravigliosi.

Sono stato un allenatore un pò anomalo, ero sempre radicato in Lombardia: arrivare a Reggio ha voluto dire salutare immediatamente le mie iniziali preoccupazioni. Reggio ha avuto sin da subito la voglia di riconoscere il mio operato con entusiasmo e competenza.

Ricordo che mantengo e conservo gelosamente.

Il Giudice Viola? Dirigente innamorato e competente di pallacanestro cosa che, ad oggi, accade sempre più raramente.

Ci si trovava, raramente, anche perché era molto rispettoso del ruolo dell’allenatore nel parlare di situazioni tecniche che partivano da un fondamento di logica.

Gli azzurri a Tokyo?  E’ impossibile dirlo oggi.

Le Olimpiadi sono composte da un lotto di squadre di grandissimo livello e che, tutti i giocatori vorrebbero giocare.

Manifestazione brevissima con tante variabili. Gli azzurri devono già capire che questo traguardo è tremendamente importante.

Il movimento ha l’obbligo di acquisire nuovi appassionati e di conseguenza giocatori.

Cerchiamo di viverla con entusiasmo, proprio come ha fatto Roberto Mancini, viverla partita per partita.

Il Presidente Scambia? Un Presidente “ombra” nel senso positivo del termine, aveva grande stima per il nostro lavoro.

Partecipava, era con noi, però, era sempre a lato della squadra, dello spogliatoio e delle dinamiche tecniche, qualità che ho apprezzato molto e che non è da tutti.

Tanti Presidenti vogliono essere protagonisti, lui c’era, ma era discreto ed efficace.

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