CARLOS DELFINO SI ALLINEA CON I RAGIONAMENTI DI COACH MESSINA

Domenica alla Vitrifrigo Arena arriva la Pallacanestro Varese (palla a due ore 20:45, diretta Raisport ed Eurosport player), e gli ex giocatori della Generacion Dorada dell’Argentina aspettano di farsi due risate nel vedere “contro” i due vecchietti superstiti Carlos Delfino e Luis Scola in campo. 

Lo rivela lo stesso Delfino in una intervista a Camilla Cataldo per il Corriere Adriatico. Ma, scherzi a parte, la prima cosa importante sono le sue condizioni fisiche, ancora alle prese con un problema alla gamba sinistra: “Continuo a lavorare un po’ a parte, raggiungo il gruppo verso giovedì­/venerdì. Mi sento bene, non al 100%, ma sono vicino”.

Ha parlato con coach Repesa, non può arrivare bene in fondo alla stagione giocando 30 e passa minuti a gara. Va gestito il minutaggio.

E non sentiva la responsabilità di una vittoria casalinga dopo 19 mesi di astinenza? “Onestamente no. Non sentivamo la pressione, non c’era nessuno che fischiava!”. E la partita contro Cremona, dal balckout alla resurrezione.

Il più importante è stato Tyler, con i due liberi nel momento più buio. Per alcuni tratti abbuiamo giocato veramente bene. Quando difendiamo e corriamo, siamo una squadra di alto livello. Siamo giovani, mi piace dire così (ride ­ndr), ci paralizziamo quando troviamo qualcosa di diverso.

Repesa, il perfezionista. “Abbiamo un coach che è speciale per aiutarci in quei momenti. Jasmin è un perfezionista e per questo è un grande allenatore.

Io preferisco vincere. Ci sono aspetti sui quali stiamo lavorando e sappiamo abbiamo margini di miglioramento”.

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