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CHE GRANDI RICORDI:KEVIN PRITCHARD

 
Il 17 luglio 1967 nasceva un nostro idolo. Un giocatore che non aveva solo il fisico del play-guardia, ma l’anima del combattente. Oggi, quel ragazzo che infiammava il Pentimele in una calda serata calabrese, siede sul trono del basket che conta: è il Presidente degli Indiana Pacers”
 
Scelto al Draft 1990 dagli Indiana Pacers con la 34esima chiamata, veniva dai campi di Kansas con numeri da solido playmaker: 12.2 punti e 3.6 assist a partita. Ma l’Nba degli anni ’90 era una giungla di fisicità e superstar. Tre stagioni, appena 3.6 punti in 12 minuti di media. Poco, troppo poco per un sogno che sembrava già sfumato. Ma lui, da vero play, sapeva che il gioco non finisce mai al primo quarto.
 
 
Nel 1992 vola in Spagna, a Caceres, e mette a referto 22.2 punti a serata. È la scintilla. La stagione successiva, il salto di qualità: Reggio Calabria. È il 1993. Arriva Carlo Recalcati, arriva lui. E inizia la magia. Con la canotta della Viola, il PalaCalafiore non era più un palazzetto, ma un vulcano. I tiri da tre 38%, i tiri da due 57%, l’81% ai liberi. 16.4 punti e 1.6 assist che però non raccontano la verità: non si contano le folate, le penetrazioni, i sorpassi in volo. In coppia con il gigante Kenneth Barlow, formavano la coppia più esplosiva dell’allora campionato italiano.
 
 
Il nostro , Nino Romeo, ebbe il privilegio di incontrarlo e intervistarlo durante gli Nba Global Games di qualche anno fa. Un faccia a faccia che è valso un viaggio nel tempo. Romeo, con la sua penna appassionata, riuscì a fargli raccontare quei due anni magici a Reggio, a strappargli un sorriso quando gli ricordò il boato del Pentimele. “Sapete, signor Romeo,” gli disse il Presidente con un accento che ancora sapeva di italico, “in Nba ho giocato con dei mostri. Ma a Reggio, per una sera, io ero il mostro. E non si scorda più.”
 
Buon compleanno, Presidente. A tutti quei quarantenni che ti hanno visto giocare, e a tutti i giovani che oggi vedono il tuo nome scritto tra i grandi dirigenti, resta una certezza: il basket è l’unico sport dove puoi perdere la partita, ma vincere la carriera. E tu, classe ’67, lo hai dimostrato meglio di chiunque altro.

PRITCHARD DA LONDRA: “UN SALUTO A REGGIO. LA VIOLA E’ SEMPRE NEL MIO CUORE”

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