CHE MANO CALDA, TANTI AUGURI LEGGENDARIO GIGI ROSSI
Tutto cominciò in un pomeriggio torrido di agosto, quando il telefono squillò in una casa di Pordenone. Dall’altra parte, la voce del Giudice Viola che chiedeva di Gigi. La madre, nel sentire quel “Giudice”, si terrorizzò: “Cosa avrà mai combinato il mio ragazzo?”, pensò immediatamente. Invece no, non si trattava di marachelle giovanili. Quella chiamata sarebbe cambiata tutto.
Era il primo, vero grande colpo di mercato del leggendario Giudice Viola. E lui, quel ragazzo del Nord, divenne subito il cecchino infallibile, l’arma che ha contribuito in modo assoluto a forgiare il mito della Viola Reggio Calabria in chiave sportiva e sociale..
Ala piccola, tiratore infallibile. La sua era un’arte semplice e devastante: trovare il canestro, nonostante l’assenza del tiro dalla lunga. Per un periodo lungo e magnifico, dagli anni Sessanta ai primissimi Ottanta, il suo nome risuonava nella Cestistica, diventando un’icona per intere generazioni. I suoi tiri non erano semplici tiri, erano retine che bruciavano, con un suono che per i tifosi era musica pura.
La sua storia non finì con la Viola. Passò da altre piazze, sempre con profitto, sempre con quella mano fatata che sembrava non perdere mai il vizio. Ma Reggio Calabria era ormai la sua casa. Dalla Basket Reggio al Palmi, fino alla mitica Uisp Tremulini, continuò a detonare canestri su canestri, lasciando il segno ovunque.
Ma la leggenda di un uomo non vive solo sui tabelloni di serie A. Vive nei gesti, negli aneddoti che si tramandano. Come quella volta all’Oasi Village. Un manipolo di trenta bambini, una scommessa sotto il sole estivo: un maxi-gelato per tutti se fosse riuscito a realizzare cinque tiri da centrocampo, dietro la schiena, nel rettangolo di quel villaggio vacanze.
Trenta paia di occhi increduli a fissarlo. E lui, con la freddezza del cecchino di un tempo, ci riuscì. Uno dopo l’altro, cinque proiettili d’arcobaleno partiti da mezz campo, dietro la schiena, che facevano suono di rete. Tecnica, precisione e una dose di pura magia. Vinse la scommessa, ma la sua vittoria più grande fu lo stupore in quei trenta paia di occhi. E quel gelato, ovviamente, lo offrì comunque a tutti.
Una mano fatata e indelebile, che ha scritto pagine di storia e ha acceso la fantasia di chi, bambino, ha avuto la fortuna di vederlo all’opera. Non solo un giocatore, un Mito.
Grazie di tutto Gigi, grazie anche di quel gelato Algida, a memoria, era buonissimo!
Nato a Pordenone, sbarcato a Reggio Calabria in un pomeriggio torrido di Agosto su espressa richiesta del Giudice Viola.
Il primo vero grande acquisto del grandissimo Giudice, un cecchino infallibile che ha contribuito in modo assoluto a creare il mito della Viola Reggio Calabria.
Ala piccola, tiratore infallibile, in auge alla Cestistica per un periodo lungo e magnifico, dagli anni sessanta fino ai primissimi anni 80.
Un Mito per generazioni e generazioni, passato successivamente da tante altre piazze, sempre con profitto, sempre “bruciando retine”.
Una mano fatata ed indelebile,ancora oggi, legato indissolubilmente alle progettualità nero-arancio.


