Ci scrive Franco Sant’Ambrogio



Passando da Via Montello, nel popoloso rione di S.Caterina, si puo’ scorgere un piccolo campetto di
basket, per i poco informati puo’ sembrare un campo come tanti altri, un semplicissimo campo allestito per far divertire i ragazzi della scuola elementare nel cui cortile sorge da piu’ di 40 anni; eppure, in questo campetto, grazie al vivaio dell’olympic club son cresciuti giocatori che in un certo senso hanno contribuito a fare la storia della pallacanestro reggina.


I miei 4 fratelli: Mario, Sergio, Cesare e Carlo, Gianni Speranza, Umberto Gira, Franco Cilione, Pasquale Quartuccio, Salvatore Canale, Claudio Pozza etc etc…fino ad arrivare all’ultimo prodotto, appunto: Massimo Lazzara.

Cosa posso dire di Massimo? Per me lui è il numero 10, il capitano per eccellenza!!
Nella mia lunga carriera post giocatore, come dirigente dell’Olympic ho avuto modo di conoscere molti ragazzi ma nessuno mi ha mai trasmesso sportivamente quello che sento nei suoi confronti.

Un giorno ricordo di aver detto che ” L’Olympic esistera’ fin quando Lazzara avra’ voglia di giocare” e ancora oggi nn ho mica cambiato idea.
Son tante Le cose che mi legano a lui, dai pomeriggi passati a giocare alla playstation, alla pesca, alle gioie cestistiche che mi ha regalato, prima come allenatore senza tessera, sia come dirigente.
Massimo, un Campione che nel basket di oggi oserei dire uno fuori dagli schemi, educato, umile, uno che nn si e’ mai messo in mostra, uno che nn ha mai chiesto nulla ma che ha dato sempre tutto!!!

Personalmente anche la mia vita da ex giocatore e’ stata piena di tante soddisfazioni, il basket mi ha regalato molte gioie ma se mi fermo un attimo a pensare, beh a dire il vero un piccolo rimpianto me lo ha lasciato: nn aver potuto (l’eta’ nn me lo consente) giocare accanto a lui!!!! Sono stato bravo, nn ho fatto polemiche, ma leggendo altri, ahi ahi se potevo farne.

Franco Sant’ambrogio



Caro Franco, il leggendario campetto di Via Montello di cui parli e dov’è cresciuto Massimo assieme a tantissime altre generazioni di ragazzi, non è normale “campetto come tanti altri”, bensì oggi è il SOLO campo all’aperto esistente in tutta la città di Reggio Calabria, riportato in vita dopo circa 10 anni di indifferenza grazie a reggioacanestro, ai suoi amici (tra i quali Massimo) e all’Olympic.
Per tutto quello che hai espresso su Massimo concordo con te al 200% anche se personalmente potrei sintetizzare dicendo: è mio fratello.

Carlo Vetere


 

 

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