COACH INGUAGGIATO:IL FUTURO CON LA DIERRE? STIAMO PARLANDO”
La Dierre Basketball Reggio Calabria si ferma in semifinale play-off, ma coach Francesco Inguaggiato, ospite del format “Tiro da 4″ in onda su ReggioTv e condotto da Giovanni Mafrici, traccia un bilancio comunque positivo della stagione. ” È arrivata questa sconfitta in semifinale contro un Gela che anche in gara 1, per chi l’avesse vista, ha dimostrato una forza incredibile e che questa sera proverà a chiudere i conti. “.
Nonostante l’eliminazione, Inguaggiato non vuole parlare di negatività. “È dura fare un bilancio quando alla fine si voleva ripetere o migliorare il risultato dell’anno scorso, però bisogna essere oggettivamente lucidi – ha spiegato –. Abbiamo avuto problemi di organico, gente infortunata, gente che per altri motivi non ha fatto in tempo ad arrivare alla fine del campionato. Siamo arrivati a una semifinale contro la squadra che si sta rivelando la più forte, dove in casa abbiamo lottato fino alla fine, anche in questo caso senza il play titolare. Ci è mancato tantissimo Epifani in questa gara e abbiamo lottato con onore. Se si basa il bilancio di una stagione solo sul vincere o no il campionato, secondo me è riduttivo. Abbiamo giocato un play-off con giocatori utilizzati per la prima volta in un contesto molto più importante di quello a cui erano abituati: giovani come Alescio, o giocatori che avevano un minutaggio più limitato l’anno scorso come La Mastra e Arrighini, che veniva da trascorsi non positivi. Hanno giocato una semifinale. Il bilancio secondo me deve essere sempre positivo”.
Sulla finale, il coach siciliano non nasconde la sorpresa. “Riguardo Catania, è stata una sorpresa. Mi aspettavo che potesse vincere il Gela, sì, ma che potesse vincere in quel modo così netto. Ora non so cosa mi aspetterei per il ritorno a Gela, dove la vedo dura che possano ribaltare il risultato, però la palla è rotonda, sono play-off, tutto può succedere. “.
Spazio anche al racconto personale del suo ritorno in Italia dopo l’esperienza in Texas. “È stato un duplice motivo: da un lato familiare, personale, di voler vivere in Italia dopo tanti anni in Texas, dall’altro la pallacanestro, che è un forte richiamo – ha raccontato –. Tutti e due i fattori si sono susseguiti ed è stato un anno positivo. “. Sul futuro, c’è già un primo contatto con la società. “Stiamo dialogando con la società sull’opportunità di proseguire insieme. Ora dobbiamo discutere anche all’interno della mia realtà familiare lavorativa in Texas per capire se ci sono i presupposti per poter prolungare questo rapporto”.
Infine, una riflessione sul sistema italiano del tesserino per gli allenatori, a confronto con il modello NBA. “Io l’avevo già da prima di partire la tessera per allenare in Italia.
Però voglio sottolineare che non c’è nessuna tessera NBA. In NBA ti chiamano, chiunque di noi può andare domani ad allenare i Lakers . È una cosa che c’è solo in Italia – ha spiegato Inguaggiato –. Ho avuto la fortuna di essere allenato da Sergei Belov per tre anni a Cassino. Aveva vinto le Olimpiadi, allenava l’Armata Rossa, era nella Hall of Fame. È venuto a Cassino in Serie B e gli rifiutarono il tesserino. Doveva sedersi in tribuna e allenare da dietro. In casa costruirono un piccolo soppalco accanto alla panchina, in trasferta si metteva dietro la panchina. Lascio agli spettatori commentare se è una cosa giusta o no”.


