COACH POLIMENI: “CHE ESPERIENZA CON GAETANO GEBBIA”

di Giovanni Mafrici – Parla l’Assistant Coach dei bianco-celesti del Val Gallico.”Ho provato ad imparare tanto mettendo da parte il più possibile”.

Basket calabrese in vacanza o quasi. Nella passata stagione festeggiava la promozione vincendo la Serie D con vittorie su vittorie da record. In questa annata,invece, si è messo a disposizione della pedina “fuori-categoria” di tutto il movimento, l’ex Responsabile delle selezioni giovanili azzurre, Gaetano Gebbia.

Parliamo con Coach Giuseppe Polimeni, senza ombra di dubbio, tra i Coach più promettenti e capaci dell’intero movimento calabrese.

Quanto hai imparato sotto la guida di Coach Gaetano Gebbia?

 

Il fatto di essere stato parte di questo staff mi ha dato la possibilità di vivere di una organizzazione fuori categoria, con una cura del dettaglio davvero da piani alti della pallacanestro.

Ho provato ad imparare tanto, mettendo da parte il più possibile.

Mi aspettavo certamente di scoprire le sue capacità tecniche da me ancora “sconosciute” fino ad agosto scorso.

Son venute fuori, oltre ovviamente quelle, anche una grande capacità gestionale del gruppo, capacità organizzative e leadership. Il gruppo non si è fatto sfuggire tutto ciò e credo che tutti noi porteremo sempre dentro le esperienze formative vissute quest’anno.

 

Una stagione sulla cresta dell’onda.

Il ricordo che porterai sempre con te?

Sulla cresta dell’onda perché siamo arrivati in finale con una squadra composta da tre 2000 (M.Laganà, Egwoh, Fiorillo) tre 98 (Neri, Messineo, Vazzana) un 97 (Bellantone) un 96 (Romeo) un 95 (Barrile) un 94 (Viglianisi) un 93 (Suraci) un 91 (Laganà) e un 83 (Tramontana) quindi con un roster giovane capace di vincere tutte le gare del campionato tranne le due con la Vis e una in trasferta con Lamezia.

Capace di battere il Botteghelle per due gare a zero e poi vi vincere una gara (su 3) di finale contro la più quotata Vis.

Una menzione speciale va a Sergio Postorino (98) e Andrea Geria (95) perché sebbene non tesserati con noi in C silver sono stati sempre presenti e hanno consentito a tutto il gruppo di allenarsi nella giusta maniera per tutta la stagione.

Credo proprio la gara due di finale sia il ricordo più bello sportivamente parlando della stagione, compreso il pre-partita dove di minuto in minuto cresceva a vista d’occhio la nostra voglia di vincere un’altra partita consci di meritarci una vittoria contro la squadra più forte del campionato. Quello che in realtà, però, mi porterò dietro è l’intera stagione nella sua totalità compresa quindi e soprattuto degli allenamenti, video, riunioni, balletti.. al fianco di Gaetano in primis, di Andrea Pellicanò, Fabio Falcomatà, Filippo Marcianò, Antonino Loddo, Sandro Attinà quindi tutto lo staff e poi della società nelle persone di Paolo Tripodi, Gianluca Califano, Francesco Creaco, Domenico Califano e Andrea Cimino. Una menzione speciale va alla famiglia Laganà, nelle persone di Lucio e Katia perché quest’anno da “ospite” al Palalumaka mi sono sentito come a casa ed è indubbio che la buona riuscita della stagione sportiva sia passata dalla possibilità di poter usufruire di questa splendida struttura e di chi la rende tale (Saverio Nucera uno di noi).

 

Eri reduce dalla splendida stagione in Serie D, sempre con i colori bianco-celesti: che differenze hai trovato tra le due stagioni?

In realtà, tra l’anno della vittoria del campionato in serie D a questa stagione c’è un’enorme differenza.

L’anno scorso, da solo in panchina ma ben assistito fuori da Paolo e Andrea abbiamo fatto una bella cavalcata vincendo 18 partite su 18, una società appena nata vogliosa di mettersi in mostra ho potuto contare su di un roster più pronto anche a provare cose diverse, in realtà mi sono divertito perché ho potuto variare giochi e difese a mio piacimento e credo che i ragazzi si siano divertiti a giocare e abbiamo dimostrato a tutti che la promozione è stata davvero meritata. Quest’anno tutto diverso per organizzazione, numero di allenamenti, qualità quantità del lavoro e forza degli avversari.

Quale giocatore delle altre compagini avresti “rubato” alle altre compagini di C Silver per potenziare il Val Gallico?

Sinceramente per rafforzare la nostra squadra non avrei voluto giocatori avversari, non per sminuire nessuno, certamente nelle altre squadre abbiamo visto e affrontato tanti giocatori bravi, ma la scelta ricade sempre sui “miei”. Se proprio devo scegliere ne prenderei uno dalla Botteghelle dove ci sono dei buonissimi giocatori per la categoria, in più sono ragazzi d’oro e avrebbero arricchito il nostro roster sotto tutti i punti di vista. Considero sempre più importante la “persona” rispetto al “giocatore”.

 

La Vis sta facendo tanta fatica nella seconda fase. E’ diventato “impossibile” salire di categoria dalle nostre parti?

Impossibile credo di no. La Vis ha avuto un avvio sfortunato.

Ha ancora il tempo di rifarsi nel girone e credo che in casa possa dare filo da torcere a tutti. Rimane oggettivo il fatto che il campionato, qui da noi, sia di un livello inferiore agli altri anche se geograficamente vicinissimi, però posso dirti che con il lavoro, con la giusta chimica e un po di fortuna anche questo salto penso sia possibile.

 

Tecnicamente ed atleticamente, come sta il basket dalle nostre parti?

Credo che nella nostra pallacanestro ci siano carenze in ogni settore e non solo a livello tecnico/fisico. Le possiamo riscontrare a livello dirigenziale, organizzativo, arbitrale e anche tecnico fisico sul campo ma sono certo che anche le altre regioni abbiano le stesse problematiche. L’anno con Gaetano Gebbia ha insegnato a tutti noi che per provare a risolvere un problema è necessario lavorare, lavorare e ancora lavorare sotto ogni punto di vista.

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