Da Google con un occhio alla Serie D

 

 

Tanti attestati di stima al termine di un meeting seguito e ben condotto.

Che effetto ti fa fare parte del mondo di Google?

Diciamo che c’è stata molta pubblicità attorno a questo meeting.

L’obiettivo comunque quando abbiamo pensato questo evento col mitico prof. Ursino era quello di avvicinare il mondo Google alla Mediterranea, una università con docenti e studenti validissimi, che con il giusto impegno e la giusta passione hanno tutte le carte in regola per puntare anche a realtà come Google (e non solo), spesso viste come “lontane”, da me stesso in primis, visto che non avrei mai immaginato di farne parte.

Passando appunto alla domanda, devo dire che sto apprezzando un ambiente di lavoro sano, aperto, collaborativo, sfidante, dove si impara tanto e si lavora su progetti molto interessanti. C’è molta attenzione verso il dipendente, che viene davvero messo al primo posto e in cui c’è molto spazio le idee, la creatività e anche il divertimento. E’ un ambiente in cui ognuno può esprimere la sua voce, e sentire di dare un contributo che si tenta di valorizzare al massimo.

Insomma, la dimostrazione che esistono realtà dove la meritocrazia viene rispettata, con le stesse possibilità garantite a chiunque.

Tutto molto positivo insomma e poi ho avuto anche la fortuna di ritrovare anche Luigi Delfino(punto di forza degli ’86 del minibasket nero-arancio ndr), altra conoscenza del basket reggino, e che devo ringraziare per il suo aiuto iniziale.

 

Passiamo dal lavoro al gioco: PlayOff di Serie D.

Quanto ti pesa non poter giocare nella tua squadra in un momento così delicato?

 

Ho il canestrino accanto alla scrivania ovviamente e continuo ad allenarmi con una squadretta qui, giusto per non perdere il contatto col basket giocato…ma devo dire che non esserci soprattutto al playoff mi pesa tanto e sono veramente dispiaciuto per questo. Sono abituato a fare mille sacrifici per poter dare il mio contributo, ma purtroppo Reggio non e’ così facilmente raggiungibile da Londra. Nonostante tutto, in un modo o nell’altroseguo praticamente giornalmente la squadra.

Sono estremamente contento pero’ di tutto quello che stanno facendo i miei compagni, Gerardo ha fatto un lavoro eccezionale, ultimamente anche aiutato da Antonio Quattrocchi. Complici gli infortuni, gli impegni lavorativi e un po’ di sfortuna, avremmo meritato sicuramente qualche punto in più ma alla fine abbiamo raggiunto un traguardo importante e di cui siamo tutti soddisfatti, nonostante le molte difficoltà incontrate.

 

 

 

Gara uno contro la Kleos ha espresso un gioco equilibrato ed inaspettatamente i tuoi compagni hanno giocato ad armi pari contro un team fortissimo e probabilmente il più attrezzato del torneo.

Come giudichi l’operato dei tuoi compagni “da lontano”?

 

Non mi stupisce più di tanto devo dire, conosco bene l’anima NBS, conosco bene tutti i miei compagni, e in particolare quest’anno avremmo potuto ambire a posizioni più alte. E’ un gruppo competitivo e ben assortito, con ragazzi emergenti e con ragazzi abituati a giocare in categorie superiori, un gruppo capace di vincere contro chiunque, come abbiamo dimostrato più volte.

Mi hanno raccontato di una gara particolare, dove anche qualche fattore non ci ha aiutato, ma dove soprattutto abbiamo avuto una reazione incredibile nel terzo quarto che ci avrebbe potuto portare alla vittoria.

Proprio per questi motivi, nonostante l’indiscusso valore della Kleos, sono certo che il playoff non e’ ancora finito.

 

Sei un tassello fondamentale del progetto Nbs. Come procedono i lavori cestistici della vostra realtà?

 

Il bello e’ proprio che ci sono molti tasselli, vecchi e nuovi, che garantiscono sempre nuovo entusiasmo all’interno della nostra realtà, ormai un punto di riferimento nel quartiere e non solo. Tutto questo appunto grazie al costante impegno di Paolo, Gabriele, Basilio, Miki, Francesco, Alessia, Andrea, Marianna, Luciano e anche di mio padre, neo-presidente NBS, che sacrificano il loro tempo con passione per portare avanti il nostro progetto con lo spirito NBS.

I lavori, cestistici ma non solo, procedono bene e abbiamo tante idee per il futuro, specialmente con i più piccoli, tenendo a mente i nostri valori, tenendo a mente la parrocchia e il nostro quartiere, anche in un momento in cui il basket e la nostra città non vivono proprio il periodo migliore. Proprio per questo, credo sia un momento buono per tutti per rimboccarsi le maniche e contribuire a far vivere specialmente nella nostra città lo sport più bello che ci sia.

E grazie a te, a Carlo Vetere(mio compagno in tanti allenamenti) e a Reggioacanestro per il contributo in questo!

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