DA OGGI IN CAMPO CON IL GREEN PASS

Dal 10 gennaio il green pass rafforzato (il cosiddetto Super Green Pass, ovvero solo quello per vaccinati e guariti) sarà obbligatorio per molte attività sportive. Tra queste anche la frequentazione di piscine, palestre, centri sportivi e spogliatoi. Una decisione che va estendere così quella che era già prevista per la presenza negli stadi. Dall’obbligo sono esclusi i minori di 12 anni e i soggetti esentati dalla campagna vaccinale.
 
Tutto questo è stato stabilito dal Decreto Festività varato qil 23 dicembre 2021in vigore da oggi, 10 gennaio. Il decreto dunque allunga dunque la lista dei luoghi in cui sarà richiesto il Green Pass rafforzato rilasciato a chi è vaccinato o guarito dal Covid, non rendendo più disponibile di fatto ai non vaccinati l’accesso a piscine, palestre e centri sportivi come quelli per il calcetto; anche a coloro i quali avessero un test negativo (cosa che era consentita invece fino ad adesso).
 
Cambia anche il protocollo, è necessario ricordarlo:
La Federazione Medico Sportiva Italiana, in qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica riconosciuta per la Medicina dello Sport dal Ministero della Salute, ha elaborato il nuovo protocollo “Return To Play” per la ripresa dell’attività sportiva per gli atleti risultati positivi e guariti dal Covid-19.- Scrive la nota.
 
Il protocollo è stato aggiornato in base alle più recenti evidenze medico-scientifiche in relazione all’infezione da SARS-CoV-2, che dimostrano come le complicanze cardiache (in particolare, la mio-pericardite) siano rare nei giovani atleti e si risolvano in genere favorevolmente in tempi relativamente brevi, anche in considerazione del fatto che gli atleti sono soggetti sani, essendo stati sottoposti periodicamente a screening per idoneità agonistica ai sensi della legislazione italiana. Il documento, in linea con le più recenti decisioni assunte dal Governo contro la diffusione dei contagi da Covid-19, tiene conto del mutato contesto sanitario nazionale e dell’avanzamento della campagna vaccinale.
 
L’obiettivo, in accordo con il CONI, è quello di favorire la ripresa dell’attività sportiva dopo infezione da SARS-CoV-2 in condizioni di sicurezza per l’atleta, senza ulteriore aggravio del Sistema Sanitario Nazionale -già molto impegnato nella gestione dell’emergenza pandemica- e limitando gli esami diagnostici necessari e, di conseguenza, i costi a carico delle famiglie.
 
Sono stati, perciò, identificati i soli approfondimenti diagnostici essenziali, circoscritti in relazione all’età, alla presenza o meno di patologie individuate come fattori di rischio, allo status vaccinale, oltreché allo stadio clinico della malattia, nel massimo rispetto della tutela della salute degli atleti.
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