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Dal basket alla pallavolo, la rivincita di Domenico Laganà: “Ho fatto benissimo a cambiare sport”

Cambiamo sport per un attimo. In Tv, su Tiro da quattro, abbiamo parlato anche di Volley. La Domotek Volley Reggio Calabria continua a volare e il suo capitano, Domenico Laganà, si è concesso una pausa (meritatissima) per tornare – almeno con la memoria – al suo primo amore: il basket. Ospite della trasmissione “Tiro da 4” in ondasu Reggiotv con Giovanni Mafrici, Laganà ha ripercorso gli anni spensierati del suo passato da guardia nella celebre scuola di basket Viola, prima della svolta che lo ha portato a indossare la fascia da capitano amaranto e a sollevare trofei storici per la città.

 

Il riferimento è a quel gruppo fortissimo nato tra il ’94 e il ’95, cresciuto sotto l’ala del signor Favano e diventato leggenda vivente del basket giovanile reggino. Da lì sono passati talenti purissimi: Fortunato Barrile, Antonio Smorto, Kevin Pandolfi, Andrea La Russa, Consolato Scordino, Brandon Viglianisi,anch’egli da Campo Calabro e tanti altri. Tra quei ragazzi, però, ce n’era uno che a un certo punto avrebbe cambiato per sempre la propria strada.

Quel ragazzo è proprio Domenico Laganà, oggi idolo delle folle non solo a Reggio Calabria e Campo Calabro, ma in tutta la pallavolo italiana di categoria. E il destino, si sa, è beffardo. 

Laganà non ha avuto dubbi: “Eh sì, a distanza di anni, per come è andata poi, posso dire che ho fatto benissimo. Benissimo, davvero. cambiare sport”. Una risposta che ha strappato sorrisi e applausi, anche perché il capitano non ha mai rinnegato le sue radici. “Io tifo sempre per le squadre reggine – ha precisato – soprattutto quelle che fanno bene dal punto di vista sociale e danno una mano al movimento sportivo. Reggio ha veramente bisogno di sport sano”.

Il passaggio dalla palla al cesto alla palla a due metri non è stato immediato. Laganà ha ricordato con affetto gli anni al Pianeta Viola , e quel ruolo di guardia che sembrava cucito su di lui. Poi, l’incontro che avrebbe cambiato tutto: “A scuola, grazie all’Istituto Piria, mi è stato detto: ‘Vieni a provare’. Io ci ho provato, e la sera stessa mi hanno detto di fare l’allenamento con la Serie C. E adesso siamo qua”. Dove? “Dove i sogni da bambino si sono avverati: essere il capitano della mia città, vincere per la mia città”.

E vincere, la Domotek, ha vinto eccome. Coppa Italia, Supercoppa e la promozione in A2: un triplete che ha riempito il PalaCalafiore come non accadeva da tempo. “Vedere il Calafiore strapieno, con settemila persone,è stato bellissimo – ha raccontato Laganà, con gli occhi ancora lucidi – a prescindere dallo sport, qualsiasi giocatore scendere in campo con quella cornice di pubblico prova una sensazione da pelle d’oca”.

 

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